“Il Profeta scorretto – Giorgio Gaber” al Teatro Belli

Ha debuttato giovedì 11 gennaio 2024 al Teatro Belli – via Santa Apollonia 11/A – Il Profeta scorretto – Giorgio Gaber, di Riccardo Leonelli, regia R. Leonelli,...

Riccardo Leonelli e Lorenzo D'Amario

Ha debuttato giovedì 11 gennaio 2024 al Teatro Belli – via Santa Apollonia 11/A – Il Profeta scorretto – Giorgio Gaber, di Riccardo Leonelli, regia R. Leonelli, e con R. Leonelli, Emanuele Cordeschi, Lorenzo D’Amario (chitarra) ed Emanuele Grigioni (fisarmonica).

Il 1° gennaio del 2003 se ne andava Giorgio Gaber, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo musicale e teatrale italiano, già da tempo avviato sul binario morto del conformismo artistico. 

La poetica di G. Gaber (1939-2003) – il quale il 25 gennaio 2024 avrebbe compiuto ottantacinque anni -, inizialmente confinata entro le rigide regole della tv degli anni Sessanta, poi sempre più libera e prorompente, è stata un faro per diverse generazioni in Italia. 

I suoi monologhi e le sue canzoni, realizzati sempre insieme all’amico Sandro Luporini (classe 1930) si sono distinti per un carattere unico e irripetibile: sia per il coraggio e la profondità dei suoi contenuti, sia per l’originalità e la potenza di un interprete che era in grado di coinvolgere e travolgere lo spettatore/spettatrice. 

Un incontenibile istrione in grado di comunicare con leggerezza temi profondamente impegnati, malinconici, perturbanti, feroci e talvolta disperati. Basti pensare all’oscuro pessimismo degli ultimi album, causato dalle conseguenze di una malattia implacabile e da una realtà politica e sociale in cui non si era mai riconosciuto così poco. Un profeta che è stato in grado di leggere la realtà del suo tempo – non risparmiando accuse né a destra né a sinistra – e di prevedere l’abisso etico e la perdita di valori della contemporaneità, evocando più volte spettri di guerra tristemente attuali. 

E se Gaber oggi tornasse fra noi? Avrebbe la libertà di allora o, più verosimilmente, si ritroverebbe sarebbe  nelle maglie del conformismo culturale, ricevendo post e cinguettii con accuse di intolleranza, razzismo e (addirittura) fascismo?

Lo spettacolo immagina un Giorgio Gaber redivivo (interpretato da Riccardo Leonelli) catapultato nel 2024 e che, attraverso un dialogo originale, sarcastico e divertente con il suo alter ego (Emanuele Cordeschi), ripercorre alcuni fra i suoi pezzi più dirompenti, acquisendo la graduale consapevolezza che il mondo odierno è andato esattamente nella direzione da lui prevista, con alcune eccezioni… prima fra tutte la dittatura del cosiddetto “politically correct”. 

Il benessere cambia mode, gusti e valori, tanto che nel giro di vent’anni la realtà morale, politica e sociale è profondamente mutata e molto di ciò che era (ancora) coraggioso dire a fine anni Novanta/inizio Duemila, oggi risulta scomodo, vergognoso, deplorevole. In una sola espressione “politicamente scorretto”. Ad accompagnare i due cantanti-troviamo Lorenzo D’Amario ed Emanuele Grigioni, rispettivamente chitarra e fisarmonica, in una performance live che ha l’obiettivo di far divertire, riflettere ed emozionare i suoi storici fan, ma anche le nuove generazioni che non conoscono il Signor G: dai divertissements apparentemente disimpegnati del primo Gaber fino alle malinconiche canzoni dell’ultimo periodo. I protagonisti daranno voce – e soprattutto corpo – al genio di Gaber, ricostruendo, canzone dopo canzone, monologo dopo monologo, un identikit ideale di uno dei mostri da palcoscenico più grandi del nostro Novecento, profeta scorretto, forse non pienamente compreso e mai abbastanza ricordato.

Il Profeta scorretto – Giorgio Gaber di Riccardo Leonelli –  regia: R. Leonelli; interpreti: R. Leonelli, Emanuele Cordeschi, Lorenzo D’Amario (chitarra), Emanuele Grigioni (fisarmonica); allestimento: Leonardo Martellucci; canzonimonologhi: Gaber/Luporini; luci: Marco Giamminoni – rimarrà in scena al Teatro Belli fino a domenica 14 gennaio 2024 (orario: venerdì 12, ore 21.00; sabato 13, ore 19.00; domenica 14, ore 17.30).

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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