“Illmitz”: diario di viaggio

Un ragazzo di venticinque anni che intraprende un viaggio. Per andare dove? A Illmitz. Perché? Non lo sa neanche lui....

Illmitz

Un ragazzo di venticinque anni che intraprende un viaggio. Per andare dove? A Illmitz.

Perché? Non lo sa neanche lui.

È questa la prima immagine che Susanna Tamaro ci fornisce del giovane protagonista del suo breve romanzo, a cui ha dato per l’appunto il titolo di Illmitz.

E cosi l’uomo prende un treno e parte, carico di bagagli, ricordi, aspettative. Ad accompagnarlo, le immagini di una donna che si reca al lavoro in scooter, il profilo di una sorella minore venuta a mancare troppo presto, quando era ancora una bambina – quando erano entrambi bambini, a dire il vero.

Non si guarisce dall’infanzia, né dalla convinzione che un angelo custode possa irrompere nella nostra storia personale per trarci in salvo nei momenti di difficoltà. E in effetti, del nostro protagonista non sappiamo che questo: è in transizione. Forse scappa, forse no. Forse cerca qualcosa, forse vuole solo trovare conferma di ciò che già sospetta. Forse è felice, forse no.

Di certo, nei suoi forse sembra aleggiare molta più consapevolezza di quanta non se ne ritrovi nelle granitiche certezze di chi pensa di aver già portato a termine il suo viaggio. 

Ed è in questo che sta tutta la forza del romanzo: non vuole dare risposte.Vuole abbracciare le domande.

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Chiara Cecere

Chiara Cecere

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