In libreria il diario di Lelio Aureli “Deportazione a Cassino”

In occasione del Giorno della Memoria, che il 27 gennaio commemorerà i 78 anni dall‘avvenuta liberazione del campo di sterminio...

In occasione del Giorno della Memoria, che il 27 gennaio commemorerà i 78 anni dall‘avvenuta liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, è in uscita per i tipi Festa Mobile, la Linea editoriale della Fondazione Levi Pelloni, il libro postumo di Lelio Aureli “Deportazione a Cassino – Aspetti della dominazione tedesca in Italia”.

Si tratta del diario tenuto dal giovane Lelio Aureli che racconta la sua cattura da parte dei tedeschi avvenuta a Labico (RM) e la sua deportazione forzata verso Cassino (FR) sotto le bombe alleate, attraverso paesi distrutti e popolazioni allo stremo.

Il diario, custodito gelosamente per anni in una cartellina azzurra, è stato restituito dai figli Claudio e Paolo a tutti noi come testimonianza di una drammatica vicenda personale che va ad inserirsi di diritto nelle tante pagine della storia nazionale.

Lo storico Pino Pelloni, nella sua introduzione, sottolinea come “…I diari sono serviti e servono a comprendere l’esperienza individuale e collettiva degli esseri umani. Hanno anche favorito i processi di alfabetizzazione e di attivazione della pratica scrittoria. Senza dimenticare che è attraverso le narrazioni che cerchiamo di abbracciare il senso più generale della nostra esistenza e “di tenere insieme i pezzi del nostro sé, altrimenti soggetto a disperdersi nel suo svolgersi nel tempo e nei mille rivoli e nelle maschere sociali dietro cui ci ripariamo”.

Le paginette vergate a mano da Lelio Aureli e finora confinate ad una sola lettura domestica conducono il lettore lungo un desolato viaggio all’indietro, da Labico a Cassino verso Sud. Verso paesi già distrutti, il dramma degli sfollati, la violenza tedesca, gli stupri selvaggi e i bombardamenti degli Alleati.

Un racconto gelosamente conservato nella sua memoria: ora per ora, giorno per giorno, paese per paese, nome per nome dal 19 novembre 1943 al 24 febbraio 1944. Una scrittura sofferta, veloce, ripetitiva ma che nell’insieme detta il ritmo, quasi documentaristico, degli eventi vissuti.

Un documento che i figli hanno voluto restituirci affinché quel che è stato non sia dimenticato. Ma venga rivissuto come dolorosa testimonianza che aiuterà tutti noi a riconciliarci con la propria storia, con il proprio passato e con la propria memoria. Finalmente, auguriamocelo, una memoria condivisa.

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Valentina Di Luzio

Valentina Di Luzio

Giornalista pubblicista. Laurea con lode in Mediazione Linguistica e laurea magistrale in Traduzione specialistica.

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