Intervista a Francesco Greco

Francesco Greco è un giovane e talentoso regista che girerà a Sacrofano un corto contro la violenza sulle donne. Al...

Francesco Greco è un giovane e talentoso regista che girerà a Sacrofano un corto contro la violenza sulle donne.

Al suo attivo già numerosi successi e premi. Inizia la sua carriera artistica come sceneggiatore di vari soggetti televisivi e cinematografici per poi passare alla regia prima di programmi come Fashion night e opere prime.

Il suo Bolle di sapone, un cortometraggio che tratta con delicatezza una tematica sociale importante come la violenza domestica raccontata dal punto di vista di una bambina, raccoglie applausi e riconoscimenti. Il corto viene presentato nelle scuole e divulgato su diversi canali, attirando l’attenzione di testate giornalistiche nazionali.

Nel 2022 Francesco vince il primo premio al festival internazionale “Bulli ed Eroi”, nella categoria  giovani registi, con il cortometraggio I colori del silenzio. Quest’anno lo stesso festival decide di premiarlo come Miglior Regista per la capacità di trattare tematiche sociali difficili con una sorprendente sensibilità. Il suo Un fiore nella rete lascia con il fiato sospeso e aiuta a riflettere ancora una volta su un tema giovanile importante. Francesco Greco ha inoltre diretto la bellissima serie MattGio’ e la bolla di NeroneL’ElisirUno di troppo…  Il suo ultimo capolavoro da regista, finito di girare a ottobre, a Sacrofano, è Turannah. Si tratta di una tecno-opera prodotta da La Voce dell’Essere e da LP produzioni che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla sicurezza stradale.

È in lavorazione il suo nuovo lavoro che lo vedrà alla regia di Testa o Croce. Si tratta di un filmato che, per la tematica affrontata, riuscirà a emozionare e far riflettere spettatori di ogni età.

Francesco, come e quando nasce la tua passione per il cinema e la regia? 

La mia passione per il cinema e per la regia nasce dall’esigenza di realizzare da me ciò che scrivevo. In passato ho realizzato sceneggiature per altri registi, che naturalmente interpretavano a loro modo, e questa cosa non mi andava molto a genio. Nutrita questa passione, oggi posso realizzare prodotti che dalla scrittura della sceneggiatura arrivano alla costruzione delle scene. 

Hai vinto, con i tuoi lavori, numerosi premi e riconoscimenti. Quali i cortometraggi a cui sei più legato? 

Premi e riconoscimenti fanno piacere, ma non rimango mai legato al “girato”, al prodotto finito e a ciò che vince. Quello che mi lascia qualcosa di intenso sono i set, la costruzione, le persone con cui ho lavorato. E di ogni set porto con me tanti bei ricordi, così tanti da non poterne scegliere uno. 

Sei sceneggiatore e regista dei tuoi lavori, ma quanto conta il lavoro di squadra? 

Il lavoro di squadra è tutto, ho grande fiducia dei miei collaboratori, perché remiamo sempre tutti nella stessa direzione, ognuno fa girare alla perfezione la sua piccola ruota, rendendo il meccanismo perfetto. 

Quanto è importante parlare di tematiche e sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto gli studenti? 

Uno studente, ma anche un adulto, può ascoltare migliaia di storie di violenza, di bullismo e di tanti altri argomenti sui quali è necessaria la sensibilizzazione, la denuncia. Ma se ne sentono così tante ormai che a volte si fa finta di nulla, e non perché si è disattenti. Con l’audiovisivo si può davvero lasciare il segno: un cortometraggio ben fatto sa essere molto più efficace di parole o di uno scritto. Senza nulla togliere allo scritto, parte fondamentale del mio lavoro.

Molti tuoi lavori sono ambientati a Sacrofano, paese in cui vivi. Cosa rappresenta per te questo luogo e perché e il set ideale di molti lavori? 

A Sacrofano sono cresciuto e ho creato alcuni dei rapporti più importanti della mia vita. Ho girato moltissime scene qui perché, conoscendo ogni angolo del paese, riesco sempre a trovare il posto più adatto per girare una scena. 

Quali sono i progetti in corso?

Il mio prossimo progetto, Testa o Croce, tratterà il tema della violenza sulle donne. Rispetto a Bolle di sapone, altro cortometraggio in cui ho trattato questa tematica, in questo ho deciso di essere più crudo e di creare più suspence, ma sempre con l’obiettivo di sensibilizzare su una tematica importantissima e, purtroppo, attuale.

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Madia Mauro

Madia Mauro

Esperta di Comunicazione, promuove eventi culturali e scrive di attualità, arte, fotografia, musica e spettacolo.  

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