Intramuros di Alexis Michalik al Teatro Tor Bella Monaca. Intervista a Virginia Acqua

Ultima replica per “Intramuros” di Alexis Michalik – traduzione e regia di Virginia Acqua, interpretato da Carlotta Proietti, Gianluigi Fogacci,...

foto Silvia Amoroso

Ultima replica per “Intramuros” di Alexis Michalik – traduzione e regia di Virginia Acqua, interpretato da Carlotta Proietti, Gianluigi Fogacci, Ermenegildo Marciante, Valentina Marziali e Raffaele Proietti -, che ha debuttato al Teatro Tor Bella Monaca – via Bruno Cirino, angolo via Duilio Cambellotti – lo scorso giovedì 16 marzo.

Abbiamo incontrato la traduttrice e regista Virginia Acqua e le abbiamo rivolto alcune domande.

Come è nata l’idea di portare in scena uno spettacolo che affronta argomenti di questo tipo?

Ho sempre l’esigenza di raccontare storie, delle storie che valgano la pena di essere raccontate. Quindi non scelgo storie in particolare; lascio che le storie scelgano me. Quando incontro una bella storia, che può essere stata quella di Hollywood, per esempio, oppure quella di Intramuros o La cena delle belve, la storia mi chiede di essere raccontata.

 

Qual è il sottotesto dello spettacolo? Cosa viene raccontato chiaramente e cosa, invece, vorresti che fosse lasciato allo spettatore/spettatrice ed al suo “legger fra le righe” e “andare al di là del testo”?

Il sottotesto di questo spettacolo è sostanzialmente questo: a teatro si vivono delle emozioni che sono generate dalla finzione, dalla finzione teatrale; però le emozioni che si vivono sono reali. È questa la cosa importante del teatro, e dell’arte in generale: il fatto che anche se quello che vediamo rappresentato è finto – perché anche un quadro è finto – la rappresentazione di I girasoli di Van Gogh non sono girasoli, è una finzione, non sono reali; e qualsiasi cosa noi si veda nell’arte, è sostanzialmente finta,  ma l’emozione che noi proviamo davanti a quell’opera, quella sì è reale, ed è un momento irripetibile della nostra vita, quindi bisogna averne cura e rispetto. Questo vorrei passasse al pubblico, ed è quello che cerco sempre di fare.

 

Esistono riferimenti, connessioni, differenze e/o analogie con altri spettacoli ai quali hai lavorato in questi ultimi anni?

Certamente sì, la connessione con gli altri spettacoli che ho fatto è questa: le storie insolite. Perché sicuramente nei miei ultimi spettacoli ho raccontato sempre storie abbastanza insolite. Hollywood era una storia insolita di come era stato scritto Via col ventoLa cena delle belve è una storia abbastanza insolita: sette persone che si trovano a dover decidere della vita e della morte di uno di loro all’interno di una cena durante l’occupazione nazista.

 

Intramuros è un incrocio vorticoso di vicende e stati d’animo rappresentati sia in tempo reale sia in flashback dai ritmi molto sostenuti. Tempi e luoghi si avvicendano fra loro, e tutto ha una messa in scena che non ha un attimo di tregua. È tutto molto fluido, scorrevole e dinamico. Come sei riuscita a “governare” il tutto senza che lo spettatore abbia mai l’impressione di un qualche cosa di forzato, di macchinoso?

Non direi che ho governato. In realtà, ho collaborato con un gruppo di lavoro meraviglioso, perché questo intreccio complicato, il renderlo così fluido, così scorrevole, il non far mai perdere l’attenzione allo spettatore con diecimila cambi di scena, è stato il frutto di un lavoro di gruppo veramente incredibile, di una concentrazione, di una precisione, di una presenza costante dell’energia scenica da parte degli attori che non finirò mai di ammirare. Non c’è momento in cui un attore perda la sua energia, né quando è in parte né quando non è in scena, cosa particolarmente evidente perché restano sempre tutti a vista. Questo flusso ininterrotto di energia è il segreto di questo spettacolo e il pubblico ci sta premiando con un calore e un entusiasmo meravigliosi.

 

 

Intramuros di Alexis Michalik – traduzione e regia: Virginia Acqua; interpreti: Carlotta Proietti, Gianluigi Fogacci, Ermenegildo Marciante, Valentina Marziali, Raffaele Proietti; scene: Fabiana Di Marco; costumi: Susanna Proietti; luci: Umile Vainieri; musiche: Fabio Abate; produzione: Politeama – sarà in scena al Teatro Tor Bella Monaca fino a domenica 26 marzo 2023.

 

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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