Io sono Mia, il film tv su Rai Uno in memoria della grande artista

È stato trasmesso in prima serata su RaiUno martedì 12 maggio 2020 facendo registrare un altissimo share il film tv...

Serena Rossi nel ruolo di Mia Martini in "Io sono Mia"

È stato trasmesso in prima serata su RaiUno martedì 12 maggio 2020 facendo registrare un altissimo share il film tv biografico “Io sono Mia”, diretto da Riccardo Donna ed interpretato da Serena Rossi nel ruolo dell’indimenticabile – e indimenticata – cantante calabrese, della quale ricorreva il venticinquesimo anniversario della scomparsa.

«Non c’è vocazione o talento che sopravviva alla mancanza di successo. Il successo è fragile, è vero, ma quando ci viene strappato dalle mani senza una ragione, senza cura né gentilezza, abbiamo il dovere di riafferrarlo. Trovare il coraggio, perché è solo attraverso quel coraggio che riusciremo a sentirci nuovamente liberi. E col tempo impareremo a farlo. Ne sono sicura. Perché stasera su quel palco qualcuno ci ha insegnato come fare» (da Io sono Mia, 2019)

La narrazione comincia a Sanremo (IM) nel 1989 e prosegue a ritroso attraverso un racconto in flashback fino a circa vent’anni avanti (1970 e, prima ancora, ad alcuni episodi dell’infanzia) in occasione di un’intervista rilasciata dall’artista ad una giornalista proprio in quei giorni – poche ore prima dell’esibizione – ed in cui ripercorre tutta la sua vita artistica e familiare.

In quell’anno partecipò con il brano Almeno tu nell’universo e proveniva dal drammatico periodo dell’assurda calunnia – secondo cui portava sfortuna – messa in circolazione fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta da un produttore con il quale si era rifiutata di lavorare, secondo e dopo il travagliato rapporto sentimentale con il fotografo milanese Andrea (liberamente ispirato ad Ivano Fossati), durato circa un decennio.

Il trailer del film fu distribuito da Nexo Digital nel dicembre 2018.

Superlativa la performance di Serena Rossi, la quale, sia pur lavorando con bravi attori ed attrici, domina l’intero film con una prova intensa e magnetica, ricca di dettagli, sfumature, sottigliezze psicologiche ed introspezione. Uno di quei casi in cui, oltre alla bravura dell’attrice, trovamo un’ autentica “fusione” con il personaggio che interpreta (mutatis mutandis, e fatte le dovute differenziazioni di epoca e di genere, è un fenomeno analogo a quel che avvenne con Kirk Douglas nel ruolo di Vincent Van Gogh in Brama di vivere di Vincente Minnelli, con Anthony Quinn/Onassis in Il magnate greco di Jack Lee Thompson, Ben Kingsley/Gandhi nell’omonimo film di Richard Attenborough e, in epoche più recenti, Salma Hayek/Frida Kahlo in Frida di Julie Taymor, Morgan Freeman/Nelson Mandela in Invictus di Clint Eastwood e Daniel Day Lewis/Lincoln nell’omonimo film di Steven Spielberg)

L’attrice fu invitata alla terza serata del Festival di Sanremo 2019 per promuovere la fiction, e si esibì – insieme a Claudio Baglioni – in una performance di Almeno tu nell’universo.

Io sono Mia, distribuito sul grande schermo dal 14 al 16 gennaio 2019 da Nexo Digital, fu trasmesso in prima visione su RaiUno il 12 febbraio dello stesso anno e fu visto da 7.727.000 telespettatori – pari al 31% di share – diventando il terzo programma più visto in assoluto dell’intero 2019.

Tuttavia, nell’anno di grazia (poca) 2020, non solo tv per ricordare la grande artista per l’anniversario della sua scomparsa. Erano previsti anche numerosi eventi dal vivo in ogni parte d’Italia. Volendo limitarsi a Roma, ricordiamo Mia cara Mimì di Raffaele Pandolfi al Nuovo Teatro Orione – via Tortona 7, nel quartiere Appio Latino, non lontano da piazza Re di Roma – e Mimì per me di Maria Carolina Salomè al Teatro Arciliuto (piazza di Montevecchio 5). Tuttavia, come purtroppo è noto a tutti, nella prima decade di marzo l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia Covid-19 ha portato all’annullamento di tutti gli spettacoli teatrali (e, in generale, di tutti gli eventi dal vivo).

 

Mia cara Mimì

Uno spettacolo omaggio ad una fra le più grandi artiste italiane che abbiamo avuto.

«Mia cara Mimì non è solo un appuntamento musicale, è un “non luogo” in cui immergersi, un’atmosfera che avvolge: è un viaggio di note e parole» (Raffaele Pandolfi, ideatore e direttore artistico di Mia cara Mimì)

«Mia Martini era una donna riservata e complessa, ma allo stesso tempo semplice. Un’artista viscerale. Concordo con un pensiero di Ornella Vanoni proprio su Mimì: “Quando cantava la sua intensità espressiva era enorme, come se si aggrappasse alla musica per sopravvivere”. Oggi, dopo 25 anni, ancora le sue canzoni e le sue interpretazioni emozionano, sono nella cultura musicale di molte generazioni. Tutti vogliono cantarla, tutti vogliono ascoltarla, questo vuol dire che di lei abbiamo ancora un enorme bisogno, perché Mimì arriva all’anima oggi come ieri. Manca di lei troppo e la prova è che si cerca in ogni modo di trovare una sua erede. Ma di Mimì ne abbiamo avuta solo una e devo dire, con dispiacere, che non ce la siamo saputa tenere. È nell’assenza che si sente la mancanza, peccato» (Raffaele Pandolfi in Mia cara Mimì: intervista a Raffaele Pandolfi. Il  progetto e il ricordo della grande artista, intervista a cura di Madia Mauro, Agrpress, 15 aprile 2020).

Dopo il successo delle passate edizioni, sarebbe tornato al Nuovo Teatro Orione Mia cara Mimì, l’evento che rende omaggio a Mia Martini, una fra le più grandi artiste italiane del secondo Novecento, famosa non solo per la sua voce – magnifica ed inconfondibile – ma anche per la sua innegabile e toccante sensibilità artistica.

Una serata che era attesissima. Uno spettacolo i cui monologhi sono affidati a Carlo Oldani – il quale firma anche la regia – e Claudio Romano Politi, direttori artistici del Nuovo Teatro Orione. La direzione musicale è a cura del Maestro Marco Bosco.

Un’occasione ricca non solo di valore artistico, ma anche sociale. Il concerto avrebbe infatti contribuito a sostenere uno fra i numerosi progetti organizzati da “Differenza Donna Onlus”, associazione che, dal lontano 1989, ha come obiettivo fondamentale quello di far affiorare, conoscere, combattere, prevenire e superare la violenza di genere. Questo affinché l’impegno sul territorio sia sempre più puntuale ed efficace ed il nome di Mimì si trasformi in messaggio di speranza e di fiducia per le donne.

Si sarebbero dunque celebrate quelle stesse donne di cui Mia Martini ha sempre cantato. Eroine quotidiane, che giorno per giorno combattono le loro battaglie personali. A volte in silenzio, altre volte a voce alta, ma sempre e comunque fedeli alla loro volontà di esser rispettate e viste come madri, come figlie, come compagne meritevoli di amore e di una vita fatta di scelte personali e sentite.

Sarebbero/saremmo stati tutti insieme sul palco per contribuire alla realizzazione di un progetto che in particolar modo Differenza Donna Onlus porta avanti: assicurare un laboratorio espressivo a bambine e bambini che hanno assistito alla violenza sulla loro madre per l’elaborazione del trauma tramite il gioco.

Novità assoluta dell’edizione 2020 di Mia cara Mimì, sarebbe stata una mostra intitolata indiMentIcAbile, allestita nel foyer del Nuovo Teatro Orione e nella quale, fra foto, omaggi ed altri ricordi originali, sarebbero stati raccontati frammenti dell’universo femminile. Inoltre, per la prima volta, all’interno della mostra medesima sarebbe stato ospitato un ambizioso progetto della scrittrice Valentina Iorene Desideri e del fotografoo Paolo Cammillucci dal titolo “Io lotto”. Un progetto che avrebbe rappresentato l’incontro fra i due autori: la scrittrice ed il fotografo, attraverso un ritratto ed un monologo per ognuna fra le otto protagoniste, avrebbero esposto insieme La Donna. Il progetto avrebbe raccontato la quotidiana battaglia delle donne per difendere la propria identità.

La volontà di estendere l’orizzonte della manifestazione non avrebbe spento i riflettori sul focus della serata, ovverosia le magnifiche canzoni di Mia Martini, interpretate da straordinari artisti (Milly Ascolese, Baraonna, Mirko Boemi, 100% Vitamina B Dance Company, Bruno Corazza, Christiano Dicembrini, Samantha Discolpa, Stefania Fratepietro, Giulio Greco, Patrizio Longo, Giuseppe Mellea, Ros Messina. Davide Misiano, Valeria Monetti, Luca Notari, Settimo Palazzo, Claudia Portale, Francesco Rosanò, Cristian Sassone e il The Coro) che si sarebbero alternati sul palco.

Il loro talento, il loro modo di far rivivere le parole ed i ricordi avrebbero ricondotto il pubblico ad un nome (Mia) che, già di per sé, racconta non poco di una grande donna.

Mia cara Mimì (direttore artistico: Raffaele Pandolfi; direttore musicale: Marco Bosco; regia: Carlo Oldani; monologhi: C. Oldani, Claudio Romano Politi; cast artistico: Milly Ascolese, Baraonna, Mirko Boemi, 100% Vitamina B Dance Company, Bruno Corazza, Christiano Dicembrini, Samantha Discolpa, Stefania Fratepietro, Giulio Greco, Patrizio Longo, Giuseppe Mellea, Ros Messina. Davide Misiano, Valeria Monetti, Luca Notari, Settimo Palazzo, Claudia Portale, Francesco Rosanò, Cristian Sassone, The Coro, organizzazione: Desirée Rossi, Ilaria Campanile Pezzella, Sara D’Angelo; social media manager: Marta Isoni Piras, Marta Falzone; grafica: Paolo Lombardo; ufficio stampa: Madia Mauro) sarebbe dovuto andare in scena al Nuovo Teatro Orione il 6 marzo 2020. Rinviato di oltre un mese (al 16 aprile), è stato poi rinviato una seconda volta a data da definirsi.

 

Mimì per me

Un omaggio a Mia Martini diretto ed interpretato da di Maria Carolina Salomè.

Nella deliziosa cornice del Teatro Arciliuto sarebbe andato in scena Mimì per me, omaggio alla figura della grande Mia Martini a cura di M. C. Salomè.

La vita di una grande artista incrocia quella di una ragazzina che sogna di diventare una cantante, la prende per mano e non la lascerà mai più.

Lo spettacolo, che ha debuttato a Roma nel maggio 2019, è stato scritto e diretto da M. C. Salomè, la quale si è avvalsa della consulenza musicale di Gigi Zito per ripercorrere la carriera di Mia Martini attraverso le canzoni più importanti della sua discografia, dagli anni dei primi grandi successi, passando per gli anni bui della superstizione, fino alle ultime perle musicali.

I brani degli autori che scrissero per Mimì – lei stessa autrice di grandissima sensibilità – da Ivano Fossati a Franco Califano, da Bruno Lauzi a Chico Buarque de Hollanda, delineano la forma di un concerto in cui i momenti dei racconti della Salomè, accompagnano con discrezione – quasi come una notazione a margine – la musica e le immagini dei testi.

Mimì per me di Maria Carolina Salomè (regia: M. C. Salomè; interprete: M. C. Salomè voce solista; direzione musicale e batteria: Gigi Zito; tastiere: Gianni Ferretti; chitarra: Pino Soffredini; basso: Stefano Scoarughi) sarebbe dovuto in scena al Teatro Arciliuto il 5 marzo 2020. Rinviato di circa un mese (al 4 aprile) viene poi rinviato una seconda volta a data da definirsi.

Ci auguriamo di tutto cuore di riuscire a tornar quanto prima a vivere ed a lavorare in maniera normale e costruttiva e che anche Mia cara Mimì di Raffaele Pandolfi e Mimì per me di Maria Carolina Salomè – insieme all’intero mondo artistico e culturale – abbiano finalmente la possibilità di andare in scena e di riscuotere il consenso di pubblico che meritano.

 

Mia Martini (nome d’arte di Domenica Rita Adriana Berté), detta “Mimì” nasce a Bagnara Calabra (RC) il 20 settembre 1947. Il suo album di debutto (Oltre la collina) ed il singolo Padre davvero (il primo inciso come Mia Martini, che vince il Festival di Musica d’Avanguardia e di Nuove Tendenze di Viareggio, e all’epoca censurato dalla Rai perché ritenuto scandaloso) sono considerati fra i migliori lavori italiani mai realizzati. Successi come Piccolo uomo, Donna sola, Minuetto, Notturno, Il guerriero, Inno, Donna con te, Che vuoi che sia se t’ho aspettato tanto, Per amarti, La costruzione di un amore, la consacrano fra le protagoniste della musica italiana degli anni Settanta, decennio in cui raggiunge una grandissima popolarità sia nazionale sia internazionale. È l’unica interprete femminile ad aver vinto due FestivalBar in due anni consecutivi (nel 1972 con Piccolo Uomo e nel 1973 con Minuetto).

Nel ’77 due incontri molto importanti: quello con il grande Charles Aznavour (1924-2018), sodalizio che culminerà nel gennaio dell’anno seguente con un recital all’Olympia di Parigi; e quello con il cantautore genovese Ivano Fossati, con il quale avvia un sodalizio che culminerà con l’album Danza (1978).

Dopo due interventi alle corde vocali – che modificano la sua timbrica vocale – torna sulle scene nel 1981 e l’anno successivo si presenta al Festival di Sanremo con E non finisce mica il cielo, scritta da I. Fossati, e che riceve il Premio della Critica, istituito proprio in quell’anno per la sua intensa performance e che, a partire dal 1996, verrà intitolato a lei, divenendo il Premio “Mia Martini”.

Nel 1983 si ritira dalle scene a causa di una maldicenza – tanto ignobile quanto demenziale – che la terrà fuori dai riflettori per circa sei anni, fino a quando, nel 1989, torna sul palco di Sanremo con la celeberrima Almeno tu nell’universo, che la riporta al successo. Questi sono anni di grandi collaborazioni e contraddistinti da canzoni come Gli uomini non cambiano, La nevicata del ’56 e la celebre Cu’mme, scritta da Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello ed in cui duetta magnificamente con R. Murolo medesimo.

Mia Martini muore a Cardano al Campo (VA) il 12 maggio 1995, lasciando un vuoto enorme fra i suoi numerosi fans e nell’intero panorama musicale italiano. Non aveva ancora compiuto quarantotto anni. A breve sarebbe dovuta partire per Salerno e, nei primi giorni di giugno, avrebbe dovuto partecipare al Festival “Viva Napoli”.

 

Io sono Mia (regia: Riccardo Donna; soggetto: Monica Rametta; sceneggiatura: Monica Rametta, con la consulenza di Loredana e Olivia Bertè; musiche: Mattia Donna & La Femme Piège; scenografia: Stefano Olivieri; costumi: Enrica Barbano; trucco: Coralie Gaspard, Vincenza Lamparelli, Erika Zamprioli; effetti speciali: Daniele e Fabio Tomassetti; montaggio: Melodie Caudal, Alessio Doglione; interpreti e personaggi: Serena Rossi – Mia Martini -, Maurizio Lastrico – Andrea -, Lucia Mascino – Sandra -, Dajana Roncione – Loredana Bertè -, Antonio Gerardi – Alberigo Crocetta -, Enzo Paci – Bruno Lauzi -, Corrado Invernizzi – Charles Aznavour -, Edoardo Pesce – Franco Califano -, Nina Torresi – Alba Calia -, Fabrizio Coniglio – Roberto Galanti -, Daniele Mariani – Anthony -, Francesca Turrini – la manager di Mia -, Duccio Camerini – Giuseppe Radames Bertè, il padre di Mia e Loredana -, Gioia Spaziani – Maria Salvina Dato -, Simone Gandolfo – caporedattore -, Simone Colombari – Giancarlo Dentici -, Mauro Serio – l’otorinolaringoiatra; produttore: Luca Barbareschi per Rai Fiction e Eliseo Fiction; distribuzione: Nexo Digital; produzione: Italia; anno: 2019; prima messa in onda: 12 febbraio 2019; durata: 100’) è stato trasmesso in prima serata su RaiUno martedì 12 maggio 2020 (visto da 3.758.000 spettatori – 14, 7% di share -, il programma più visto della serata) nel venticinquesimo anniversario della scomparsa della grande cantante calabrese (dotata di un vocale in grado di passare con estrema facilità da note passionali a note più dolorose e contraddistinta dalla sua fortissima intensità interpretativa), giustamente considerata come una fra le voci femminili più belle ed espressive della musica leggera italiana di tutti i tempi.

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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