L’invenzione del reale di Dario Zonta a Pordenonelegge

È stato presentato venerdì 15 settembre 2017 nell’ambito del Festival Pordenonelegge, “L’invenzione del reale. Conversazioni su un altro cinema”, l’ultimo...

una scena di "Tutto parla di te" di Alina Marazzi

È stato presentato venerdì 15 settembre 2017 nell’ambito del Festival Pordenonelegge, “L’invenzione del reale. Conversazioni su un altro cinema”, l’ultimo libro di Dario Zonta.

In dialogo con l’autore è intervenuto il regista e sceneggiatore Leonardo Di Costanzo, uno fra i dieci protagonisti del volume (insieme ad Alessandro Comodin, Giovanni Columbu, Michelangelo Frammartino, Matteo Garrone, Alina Marazzi, Pietro Marcello, Roberto Minervini, Gianfranco Rosi ed Alice Rohrwacher).

L’invenzione del reale. Conversazioni su un altro cinema, pubblicato da Contrasto nella collana “Logos”, è formato da dieci interviste, dieci dialoghi con altrettanti registi italiani i quali/le quali, nello loro specifiche differenze, presentano un percorso comune lontano dal cinema ufficiale. Tutti gli autori protagonisti del libro condividono un metodo di lavoro che cerca nuove modalità di rappresentazione e di racconto.

Cosa hanno in comune i film che in questi ultimi anni hanno rinnovato il cinema italiano e vinto importanti premi e riconoscimenti internazionali? L’indagine di Dario Zonta si focalizza su tale “nuova onda” dando voce ai protagonisti, approfondendo per la prima volta in maniera organica il lavoro di «autori che partendo dal reale sono riusciti, con diverse gradazioni, a trascenderlo, proponendo un cinema innovativo che prova a dire chi siamo, cosa facciamo e dove stiamo andando».

Una pagina dopo l’altra prende forma la mappa di un cinema differente, un cinema altro, in cui “l’invenzione del reale” è il fil rouge che connette fra loro le esperienze di tali interpreti incontrati da Dario Zonta ed ai quali viene data voce nel libro.

Gianfranco Rosi e Roberto Minervini sono registi più vicini alla materia del reale. Nelle opere di Alina Marazzi, invece, il reale è documento, archivio, testo, oppure è materia prima su cui costruire un’inchiesta narrativa altamente ibridata, in cui le tre cose si fondono fra loro. Pietro Marcello lo trasforma a volte in “figure del paesaggio”, alte volte in “figure della memoria”, altre volte ancora in “figure della favola”. Nelle opere di Giovanni Columbu e Michelangelo Frammartino il reale è fatto di terra, cielo, rocce, volti, capre, asini ed altri animali. Nei film di Alessandro Comodin, dello stesso Leonardo Di Costanzo e di Alice Rohrwacher si evolve invece in forme di racconto sempre più intenzionali. Il volume si chiude con la testimonianza di Matteo Garrone, per il quale il reale è una base su cui costruire un immaginario altro, fino ad approdare addirittura al fantastico.

Nel corso della presentazione de L’invenzione del reale. Conversazioni su un altro cinema, Dario Zonta ha affrontato tali autori di un cinema “diverso”, e la cui esperienza è connessa al fil rouge dell’”invenzione del reale”, presentando in particolar modo la testimonianza di Leonardo Di Costanzo.

Dario Zonta (Roma, 1969) è una delle voci del programma radiofonico Hollywood Party (Rai, RadioTre). E’ stato collaboratore e redattore della rivista «Lo straniero» e critico cinematografico de «l’’Unità». Si occupa di cinema documentario e sperimentale ed ha partecipato alla produzione di alcuni film, fra cui ricordiamo La bocca del lupo (2009) di Pietro Marcello, Tutto parla di te (2013) di Alina Marazzi, interpretato dalla grande Charlotte Rampling (Bersaglio umano – 1968 – di Roger Corman, La caduta degli dei – 1969 – di Luchino Visconti, Addio fratello crudele – 1971 – di Giuseppe Patroni Griffi, Giordano Bruno – 1973 – di Giuliano Montaldo, Zardoz – 1973 – di John Boorman, Il portiere di notte – 1974 – di Liliana Cavani, Marlowe, il poliziotto privato – 1975 – di Dick Richards, Yuppi du – 1975 – di Adriano Celentano, L’orca assassina – 1977 – di Michael Anderson, Stardust Memories – 1980 – di Woody Allen, Il verdetto – 1982 – di Sidney Lumet, Viva la vita – 1984 – di Claude Lelouch, Spy Game – 2001 – di Tony Scott, Caccia all’uomo – 2003 – di Norman Jewinson, Le chiavi di casa – 2004 – di Gianni Amelio, Melancholia – 2011 – di Lars von Trier, Treno di notte per Lisbona – 2013 – di Billie August) e da Elena Radonicich, Sacro Gra (2013) di Gianfranco Rosi, Frastuono (2014) di Davide Maldi, Fuocoammare (2016) di Gianfranco Rosi, Bella e perduta (2015) di Pietro Marcello.

L’invenzione del reale. Conversazioni su un altro cinema di Dario Zonta, pubblicato da Contrasto (Roma) nella collana “Logos” è disponibile in libreria e online da maggio 2017.

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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