La gabbia e il volo: diritti delle donne violati nel mondo

Le iniziative del Comune di Roma per la festa dell’8 marzosi concluderanno  con il convegno “I diritti delle donne violati...

Le iniziative del Comune di Roma per la festa dell’8 marzosi concluderanno  con il convegno “I diritti delle donne violati nel mondo da Oriente a Occidente e la negazione dell’identità femminile” (inizio alle ore 18) organizzato, nell’ambito della mostra “La gabbia e il volo: diritti delle donne violati nel mondo” che sarà inaugurata a Roma giovedì 16 marzo alle ore 17.00 a cura di Antonio E. M. Giordano nella Sala del Consiglio Giuseppe Impastato del Municipio 1 Centro, in Via della Greca 5, dalla Presidente Commissione Pari Opportunità e Consigliera del Municipio Roma I Centro, Daniela Spinaci, in sintonia con la Presidente del I Municipio Lorenza Bonaccorsi, con il patrocinio del Municipio Roma I Centro e dell’Associazione Nazionale Telefono Rosa.

Il titolo della mostra è ispirato al verso della poetessa iraniana Forough Farrokhzad (che lasciò la famiglia e il figlio per vivere la libertà creativa di donna e di artista) “da questa muta gabbia prendere il volo”.

Alla rassegna, che resta aperta fino al 31 marzo, partecipano 16 artiste e 2 artisti internazionali, di formazioni cosmopolite diverse (Mahshid Mussavi (Iran), Morteza Eqbalzada (Afghanistan), Katherine Krizek (USA), Anita Guerra (Cuba/USA), Elizabeth Frolet (Madagascar/Francia), Yvonne Ekman (Regno Unito), Hans-Hermann Koopmann (Germania), Suida Dushi (Albania), Giulia Ripandelli, Stefania Fabrizi, Patrizia Trevisi, Vanda Valente, Barbara Schaefer e alcune docenti di Accademie di Belle Arti (Floriana Celani, Sandra Di Coste, Patrizia Molinari, Marilena Sutera, Annalisa Pitrelli), invitati a esprimere una riflessione sul tema, usando linguaggi espressivi (pittura tradizionale e digitale, scultura, installazioni, fotografia, grafica) e materiali eterogenei, per testimoniare solidarietà con le rivendicazioni delle donne iraniane e afghane.

Con le loro opere, gli artisti rendono omaggio a tutte le donne che si battono, in ogni parte del mondo, per il riconoscimento dei loro diritti violati [Silenzio. Esserci – F. Celani; Il tappeto – M. Sutera], alle oltre 500 vittime della repressione in Iran e alle donne che rischiano la vita togliendo il velo [Il velo vola sopra Tehran – A. Guerra] e protestando in strada [Rompete le righe – G. Ripandelli] dopo l’uccisione di Masha Amini per una ciocca di capelli fuori dal velo [Capelli e Le ragazze corrono veloci – S. Di Coste] inneggiando Jin, Jîyan, Azadî ossia Vita, Donna, Libertà [Anime libere – P. Molinari;  La rivolta dei veli neri – V. Valente], per una società equa e paritaria, per l’accesso all’istruzione e al mondo del lavoro e della politica.

Dalla solitudine [Senza parola  – Y. Ekman] della “muta gabbia” [La gabbia e il volo – E. Frolet] del burka [Donna col burka – M. Eqbalzada] la pressione della solidarietà internazionale  apre alla speranza [Nel respirare la solitudine, sconvolgete spiragli della mia coscienza– M. Mussavi; Con tutto il cuore – S. Fabrizi], anche se la lotta [Il ratto di Proserpina – A. Pitrelli; La lotta – S. Dushi] richiede tempo [How long will it take? Prisoners in space and time – H.-H. Koopmann] per arrivare ai burka che volano [La Gabbia e il Volo sopra Kabul – A. Guerra] e alla liberazione della donna [Rivoluzione e Resurrezione 3 (R – 1) – B. Schaefer]. Con Inside X – I tessuti della sposa – P. Trevisi auspica che al lavoro del ricamo femminile si apra  l’ingresso nel mondo del lavoro, finora monopolio maschile.

Gli artisti pensano anche alle bambine spose [La sposa bambina, M. Eqbalzada] o avvelenate con i gas per chiudere le scuole femminili; a quelle della Cina rurale vittime di abusi scolastici, alle bambine e donne, non soltanto in Africa, vittime di infibulazione, ritenuto un rito di purificazione; alle lotte contro le discriminazioni di genere e razziali. Do You Know Her? – K. Krizek è una serie di ritratti di donne che hanno lottato per i diritti umani e di genere in vari settori della società e delle arti.

Dall’avvocata iraniana Nasrin Sotoudeh che ha difeso le giovani donne che protestavano contro l’obbligo di indossare l’hijab, arrestata e incarcerata. A Malala Yousafzai pakistana già a 11 anni attivista per l’istruzione femminile contro le leggi dei talebani; subì un attentato e nel 2014 vinse il premio Nobel per la pace.  All’attivista afghana Sakena Yacoobi, fondatrice di un istituto per l’educazione e assistenza legale di donne e bambini. A Vandana Shiva attivista indiana a favore dell’agricoltura ecologica contro il monopolio delle multinazionali e a difesa del diritto all’acqua delle donne e contadini poveri. A Maya Angelou scrittrice e artista di spettacolo in USA, attivista con Martin Luther King e Malcolm X contro la discriminazione razziale dei neri e vittima di stupro. A Franca Viola che a 17 anni nel 1960 in Sicilia rifiutò il matrimonio riparatore col suo stupratore e la legge poi fu abrogata nel 1981.

Valentina Di Luzio

Valentina Di Luzio

Laurea con lode in Mediazione Linguistica e laurea magistrale in Traduzione specialistica.

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