La Germania si prepara a una svolta nella politica sulla cannabis: il cammino verso la liberalizzazione

Il governo tedesco guidato da Olaf Scholz ha raggiunto un accordo cruciale, aprendo la strada alla liberalizzazione della cannabis nel...

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Il governo tedesco guidato da Olaf Scholz ha raggiunto un accordo cruciale, aprendo la strada alla liberalizzazione della cannabis nel paese. La legge, pronta per il varo parlamentare, segna un punto di svolta nella politica droghe, con l’entrata in vigore prevista per il primo aprile, salvo colpi di scena, e il voto in programma venerdì. La nuova normativa, considerata una pietra miliare per una politica moderna sulla droga, gode dell’appoggio dei partiti di maggioranza: socialdemocratici, verdi e liberali. Questa mossa mira a rafforzare la prevenzione, la salute e la tutela dei giovani, decriminalizzando i consumatori e affrontando con fermezza il mercato nero.

L’iniziativa del governo di Olaf Scholz punta a ridurre gli spazi per gli spacciatori, indirizzando la domanda verso club legali che offrono sostanze non tagliate. Trenta ricercatori ed esperti, tra professori di diritto, psicologia e sociologia, hanno sottolineato i benefici della parziale liberalizzazione, evidenziando un rafforzamento delle attività di assistenza contro la dipendenza. Il Ministro della Sanità, Karl Lauterbach, ha difeso vigorosamente il disegno di legge, sottolineando il suo ruolo nell’abbandono di una politica fallimentare sulla cannabis, con la speranza di eliminare due terzi del mercato nero.

La legge prevede la cancellazione delle condanne e l’estinzione dei procedimenti per il possesso fino a 25 grammi di cannabis per i maggiorenni, consentendo la coltivazione e la detenzione di un massimo di tre piante con fiori femminili essiccati fino a 50 grammi. La coltivazione e la vendita non commerciale saranno permesse in club di non oltre 500 adulti, con divieto di cessione ai minori. Limiti mensili di quantità sono previsti per i membri dei club, con un’attenzione particolare ai consumatori tra i 18 e i 21 anni.

La “canna” avrà limitazioni, proibita in determinati luoghi e orari, con sanzioni per il possesso e il consumo al di sotto dei 18 anni. Il ministero dei Trasporti dovrà fissare un limite massimo di Thc ammissibile alla guida. Alcuni aspetti della distribuzione saranno esclusi inizialmente, con la prospettiva di testare catene di distribuzione e vendita solo in una seconda fase, previo accordo con l’UE.

La controversa legge ha generato ampio dibattito nell’opinione pubblica e anche all’interno della maggioranza di governo, con alcune voci critiche preoccupate per gli effetti negativi sulla criminalità organizzata e sulla tutela dei giovani. La CDU ha annunciato l’intenzione di annullare la legge in caso di vittoria alle prossime elezioni politiche.

Il governo, tuttavia, si impegna a valutare tempestivamente gli effetti della liberalizzazione, coinvolgendo la polizia criminale e con una prima valutazione prevista dopo un anno. Questo approccio si allinea ai consigli degli esperti delle Nazioni Unite, che suggeriscono politiche di riduzione del danno come alternativa alle politiche repressive.

Nel panorama europeo, Berlino potrebbe emergere come pioniere in materia, seguendo le orme di Malta e Lussemburgo, che hanno già legalizzato la cannabis “ricreativa”. La Germania, con la sua storia di dibattito durato anni, si prepara a un cambiamento significativo, suscitando preoccupazioni e discussioni in un contesto internazionale in evoluzione sulla questione della cannabis.

In Italia nel 2022, la Corte costituzionale ha respinto il referendum sulla depenalizzazione della Cannabis. L’intento era abolire pene detentive legate solo alla cannabis, mantenendo le sanzioni per produzione e raffinazione su larga scala. La proposta avrebbe anche eliminato la sospensione della patente per chi possiede stupefacenti. Tuttavia, la Consulta riteneva che avrebbe permesso la coltivazione di piante come coca e papavero, violando trattati internazionali. Di conseguenza, il quesito referendario è stato considerato inammissibile.

Sempre nel 2022 la campagna elettorale che ha portato la coalizione di centrodestra al governo, ha visto l’argomento Cannabis in tutti i programmi dei partiti: +EUROPA, guidato da Emma Bonino, ha da sempre sostenuto la liberalizzazione, legalizzazione e la regolamentazione, con un focus sul drug checking. Il Partito Democratico nel suo programma ha proposto una visione ampia, inclusa l’autoproduzione per contrastare la criminalità, mentre il Movimento 5 stelle, per lo stesso scopo, propone la regolamentazione. Il Centrodestra, ora al Governo, da sempre contrario ad ogni forma di legalizzazione, ha visto il leader della Lega Matteo Salvini in prima fila per contrastare qualsiasi iniziativa in tal senso.

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Giovanni Currado

Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl. Giornalista e fotografo, autore di diversi reportage in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi

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