La mostra Spaziotempo di Antonio Marchetti Lamera e Ennio Tamburi all’ETworks Studio

Giovedì 23 marzo 2023, alle ore 18.00, si inaugura la mostra “Spaziotempo” di Antonio Marchetti Lamera (Bergamo, 1964) ed Ennio...

opera di Ennio Tamburi
"Enge Platz, Le piazze di Zurigo, Serie 2017" (particolare), acquarello su carta riso, 64,5x98 cm.

Giovedì 23 marzo 2023, alle ore 18.00, si inaugura la mostra “Spaziotempo” di Antonio Marchetti Lamera (Bergamo, 1964) ed Ennio Tamburi (Jesi, 1936 – Roma, 2018), a cura di Roberto Lacarbonara, nel nuovo spazio espositivo ETworks Studio a Roma (via dei Marsi, 41).

«La mia direzione è verso forme geometriche non finite, fluide, con la materia liquida dei colori lasciata libera di correre: io creo degli argini sulla carta, ma mi piace che le forme passino comunque, sfaldandosi». Le parole di Ennio Tamburi – pronunciate a pochi mesi dalla scomparsa e di grande efficacia nel racconto di una ricerca ormai protrattasi in direzione della pura fluidità di colore e superficie – definiscono il “territorio” formale, visivo ed evocativo di questo dialogo a due voci fra Tamburi e Antonio Marchetti Lamera.

Questo primo confronto, ospitato negli spazi di ETworks Studio a Roma – luogo deputato al racconto della vicenda artistica di Tamburi, al suo archivio e alla conoscenza della lunga produzione pittorica – principia da una comunanza di intenti che i due artisti, muovendo da esigenze differenti, condividono a distanza di anni e senza reciproca conoscenza. Due ricerche di carattere topologico e spaziale, motivate dall’esigenza di raccontare la percezione sensibile di un luogo fisico, una zona concreta e praticabile per mezzo dei propri passi e del proprio sguardo.

Le due produzioni legate al tema delle piazze europee – quelle di Zurigo, città lungamente frequentata da Tamburi; quelle di Amsterdam perlustrate da Marchetti Lamera – traducono l’esperienza del paesaggio urbano in affermazioni segniche e formali, appunti precari ed incerti.

Tamburi riporta su carte giapponesi il perimetro impreciso di una piazza percorsa a piedi lungo i margini, giungendo a contenere, nei limiti di una forma astratta e uniforme, la mappa di un sito storico e geografico. È l’esito di una trascrizione, una scrittura altra e personalissima, che trasforma la misura dello spazio pubblico in memoria di un cammino, di una verifica empirica e segreta.

Per Marchetti Lamera, invece, la piazza è campitura, tela pronta ad accogliere proiezioni plastiche e immaginifiche, soprattutto se i segni in essa radunati provengono dall’inconsistente materialità delle ombre. Ombre di palazzi, di torri, di tralicci e di segnali stradali, colte nelle lievi variazioni delle sfumature e delle posizioni, come in una reminiscenza impressionista che indaga l’immobilità delle architetture per mezzo delle continue variazioni temporali della luce.

Spaziotempo è il frutto di un’impossibile scissione fra la certezza dello spazio e l’ineffabilità del tempo: somma e fusione di luoghi agìti con l’osservazione che riporta la scena del reale sulle mappe consumate di un vissuto.

 

Antonio Marchetti Lamera (Bergamo, 1964) vive e lavora a Torre Pallavicina (BG). La sua ricerca si avvale esclusivamente della pittura e del disegno, i quali, nella sua pratica, sono il mezzo efficace e puntuale per sintetizzare e ricomporre le immagini che provengono da uno sterminato archivio fotografico. Fra le recenti mostre personali, Eclissi e riflessi. La rivoluzione di Aristarco (Studio la Città, Verona, 2023); Teatro d’ombra  (Ex Chiesetta, Polignano a Mare, 2021); Tempo subìto, tempo anticipato (Studio la Città, Verona, 2019); Storia di un’ombra (Nuova Galleria Morone, Milano, 2017); Tempo sospeso (Galleria Gagliardi & Domke, Torino, 2016); Lunghezze d’onda, con Maurizio Donzelli (Villa Rufolo, Ravello, 2011); Urban shadow (Galleria Bianconi, Milano 2010); Urban shadow, second act (Artmark Galerie, Vienna, 2010). Fra le recenti mostre collettive, Landscape, (E3 arte contemporanea, Brescia, 2021-2022); GestoZero (Museo di Santa Giulia, Brescia; Museo del Violino, Cremona; Ex Chiesa di Santa Maria Maddalena, Bergamo, 2020-2021); Apparizioni (Kunsthalle West Eurocenter, Lana, 2018); Chronos, L’arte contemporanea e il suo tempo (Palazzo Colleoni, Cortenuova, 2017); Saleterrarum (Villa Litta, Lainate, 2015); Aggiustare lo sguardo (Gas – Gagliardi Art System Gallery, Torino); Una solitudine troppo rumorosa (Nuova Galleria Morone, Milano, 2014); 54° Biennale di Venezia (Palazzo della Regione, Milano, 2011).

Ennio Tamburi nasce a Jesi il 9 settembre 1936. Si trasferisce a Roma dove inizia la sua attività negli anni Cinquanta, soggiornando frequentemente a Parigi e avvicinandosi all’Informale. Numerosi i riconoscimenti come il Premio Arezzo, il Maggio di Bari, il Premio Prato, il Premio Incontri d’Arte di Bologna e quello della Quadriennale di Roma. Espone in numerose mostre collettive e personali: Festival dei Due Mondi, Spoleto 1970; Galleria il Punto, Torino 1973; Biennale di Venezia, 1975; Palazzo dei Diamanti, Ferrara 1975; Galleria Due Mondi, Roma 1976; Galleria d’Arte Moderna, Arezzo 1976; Galleria La Tartaruga, Roma 1976; Kunsthalle, Kôln e Düsseldorf 1977; Galleria Salomon, Parigi 1980; Temple University Roma e Philadelphia 1990; The Blaxland Gallery, New South Wales, Sidney 1992; Kunsthaus Richterswil, Zurigo 1998; Gallerie Anton Meier, Ginevra 2003; Biblioteca Casanatense, Roma 2006; Lazertis Galerie, Zurigo 2007; Fabriano Space, Milano 2008; Museo del Convento di San Giovanni, Müstair 2009. All’attività di pittore affianca quella di scenografo e disegnatore collaborando alla scenografia di film di Luchino Visconti e Roman Polanski e disegnando manifesti per gli spettacoli teatrali di Giorgio Strehler e Luca Ronconi. Nel 2012 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma gli dedica una grande retrospettiva. Scompare nel 2018 all’età di ottantadue anni.

 

La mostra Spaziotempo di Antonio Marchetti Lamera ed Ennio Tamburi, a cura di Roberto Lacarbonara, rimarrà aperta al pubblico presso il nuovo spazio espositivo ETworks Studio a Roma fino a mercoledì 31 maggio 2023 (orari: dal mercoledì al venerdì, ore 15.00-19.00; gli altri giorni su appuntamento)

Informazioni: etamburiworks@gmail.com

Link cartella immaginihttps://drive.google.com/drive/folders/1V9GGoNWCj4zlOP1noRF5udt9wWXhdg1s?usp=sharing

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Madia Mauro

Madia Mauro

Esperta di Comunicazione, promuove eventi culturali e scrive di attualità, arte, fotografia, musica e spettacolo.  

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