La rivoluzione della Legge Merlin: abolizione delle case di tolleranza e il cambiamento culturale in Italia

Lina Merlin foto di Carlo Riccardi © Archivio Riccardi

Il 20 febbraio 1958, il panorama legislativo italiano subì una significativa integrazione con la promulgazione della legge n. 75, comunemente nota come Legge Merlin, dal nome della sua promotrice, la senatrice Lina Merlin. Quest’atto normativo rappresentò un passo cruciale nel contesto sociale dell’epoca, abolendo la regolamentazione delle case di tolleranza e introducendo reati legati allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione.

La legge Merlin mise fine alla regolamentazione statale della prostituzione, chiudendo le case di tolleranza, ma preservando la legalità della prostituzione volontaria praticata da adulti non sfruttati. Tale approccio fu ispirato dall’attivista francese Marthe Richard e allineato ai principi della Convenzione delle Nazioni Unite del 1949 sulla tratta di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione. La legge, entrata in vigore nel settembre 1958, è ancora oggi un riferimento per la regolamentazione del fenomeno in Italia.

L’iter legislativo della legge Merlin, proposta inizialmente nel 1948 da Lina Merlin stessa, fu caratterizzato da ostacoli e dibattiti accesi. Il provvedimento ricevette l’approvazione da parte di socialisti, comunisti, repubblicani, democristiani e alcuni socialdemocratici, ma suscitò opposizioni da parte di liberali, radicali, missini e altri. Nonostante le sfide, la posizione di Merlin prevalse, e la legge fu votata nel 1958.

La legge stabiliva la chiusura delle case di tolleranza entro sei mesi dall’entrata in vigore, l’abolizione della regolamentazione della prostituzione e l’introduzione di reati contro lo sfruttamento. Essa vietava l’attività delle “case da prostituzione” e puniva chiunque favorisse o sfruttasse la prostituzione altrui. La norma prevedeva anche la creazione di un “Corpo di Polizia femminile” per contrastare reati contro il buon costume.

L’impatto sociale della Legge Merlin fu significativo, segnando una svolta nella cultura italiana. Tuttavia, scatenò anche controversie e opposizioni, soprattutto da parte dei tenutari di case di tolleranza. Il dibattito persistette nel tempo, e negli anni successivi emersero richieste di modifica o abrogazione della legge da parte di vari gruppi politici.

Nel corso degli anni, sono state presentate proposte di legge per abolire o attenuare la Legge Merlin, ma la normativa rimane in gran parte in vigore. Questioni costituzionali e tentativi di referendum abrogativi sono emersi, ma finora la legge ha resistito alle sfide.

La prostituzione, nonostante le restrizioni introdotte dalla Legge Merlin, ha continuato a esistere, con dibattiti sul suo status legale e sulle modalità di regolamentazione. La normativa ha subito interpretazioni giuridiche e cambiamenti nel corso degli anni, con la Corte di Cassazione che ha stabilito, ad esempio, che la prostituzione esercitata da adulti è soggetta a tassazione.

Nonostante le critiche e le richieste di modifica, la Legge Merlin continua a influenzare il contesto legale della prostituzione in Italia, mantenendo la sua rilevanza nella discussione pubblica.

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Giovanni Currado: Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl. Giornalista e fotografo, autore di diversi reportage in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi