“La rosa di Marghe” di Viviana Verbaro presentato alla Biblioteca Goffredo Mameli al Pigneto

E’ stato presentato giovedì 29 febbraio 2024 presso la Biblioteca“Goffredo Mameli” al Pigneto – via del Pigneto, 22 – il libro di Viviana Verbaro La...

Viviana Verbaro, Maurizio Riccardi, Madia Mauro e Carla Cucchiarelli
Viviana Verbaro (a destra) con Maurizio Riccardi, Madia Mauro e Carla Cucchiarelli

E’ stato presentato giovedì 29 febbraio 2024 presso la Biblioteca“Goffredo Mameli” al Pigneto – via del Pigneto, 22 – il libro di Viviana Verbaro La rosa di Marghe (Rubbettino, 2023).

Un momento di riflessione e denuncia presso la Biblioteca “Goffredo Mameli”. Un evento che si è articolato attraverso un dibattito coinvolgente con personalità di spicco nel panorama giornalistico e culturale.

Maurizio Riccardi (direttore dell’Agenzia di documentazione fotografica Agr e dell’Archivio Storico Fotografico Riccardi) ha apportato il suo sguardo esperto in qualità di fotografo e giornalista.

Madia Mauro (giornalista, esperta di comunicazione e promotrice di eventi culturali) ha arricchito la conversazione con il suo punto di vista articolato su libri, attualità, arte e spettacolo.

Carla Cucchiarelli (vicecaporedattrice del TGr Lazio e che da sempre si occupa di tematiche sociali e artistiche) ha contribuito con la sua vasta esperienza nel campo dell’informazione.

L’autrice Viviana Verbaro, giornalista Rai con un background nel Tg1 e Radio1, ha fornito preziosi insights sulle dinamiche sociali e di salute, portando la sua esperienza e sensibilità sui grandi temi della nostra epoca

La rosa di Marghe affronta il tema della responsabilità medica, narrando la storia di Marghe, una donna determinata che, dopo un tragico errore in sala operatoria, si ritrova in uno “stato vegetativo permanente”. Il romanzo si snoda attraverso le voci dei personaggi connessi a questa tragica vicenda, esponendo le negligenze e le leggerezze che mettono a rischio la vita umana.

L’autrice utilizza una narrazione immaginaria ispirata a fatti reali nel Sud Italia, denunciando la malasanità in un contesto senza luogo preciso, ma in grado di rappresentare ogni luogo in cui si manifesta questo triste problema.

Il libro

«Stride fredda la pioggia sui cardini del cuore. Sul suo letto di piume – arresa al lungo sonno – resta la principessa addormentata» (Giusi Verbaro, “Temevo il temporale. Già ne avvertivo i segni“)

«Qualcuno aveva giovato alla roulette russa con la vita di Marghe. Come quando si carica un unico colpo in canna, si fa ruotare il tamburo della pistola e si spara», Viviana Verbaro, La rosa di Marghe, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ), 2023

Marghe è una donna di trentasette anni che, dopo aver insistentemente desiderato un figlio, si accorge finalmente di essere in dolce attesa. Al momento delle doglie, trepidante, la corsa in ospedale per far nascere il suo bambino/bambina, ma qualche cosa va storto: lei entra in coma, e poi in stato vegetativo permanente. Per la sua famiglia comincia un calvario di dolore e di lotta contro mistificazioni, storture e sotterfugi di chi vorrebbe insabbiare verità e responsabilità. La storia, indagata dalla sua amica giornalista, si svolge in un crescendo di colpi di scena in quel lembo d’Italia da sempre dimenticato, reale ed immaginario nello stesso tempo, indolente e furbo, vittima di mali storici che lo trasformano in carnefice. Ci sarà ancora una speranza per Marghe? Riusciranno mai verità e giustizia placare – sia pur solo in parte – la sua enorme tragedia?

La rosa di Marghe narra la vicenda di una donna forte e determinata, la quale, nonostante le modeste condizioni economiche della sua famiglia, raggiunge l’obiettivo di laurearsi in Medicina e diventare oncologa. Desidera avere un figlio e finalmente è ad un passo dal concretizzare il suo sogno: il suo bambino sta per nascere. Sceglie, anche su consiglio di persone fidate, l’ospedale in cui andare a partorire. Dopo un lungo e tormentato travaglio i medici che la assistono decidono di procedere ad un parto cesareo con anestesia generale, richiesta da lei stessa, ormai sfinita. Il bambino sta bene, ma Marghe non si riprende dallo stato di narcosi ed entra in coma. Qualcosa è andato storto, il suo cervello è entrato in uno stato di ipossia. Che cosa è successo? Questo è il drammatico interrogativo che dà il via ad un rimpallo di responsabilità: la macchina che doveva permetterle di respirare non ha funzionato a dovere, ma perché? Certamente qualcuno non ne ha sorvegliato scrupolosamente il funzionamento, ma, alla fine, di chi è la colpa? E intanto Marghe è entrata in uno “stato vegetativo permanente”: in uno stato di vita-non vita, un esserci solo come corpo.

L’autrice affronta il tema della responsabilità medica, evidenziando come negligenze e leggerezze possano mettere a rischio la vita delle persone e ispirandosi ad un fatto realmente accaduto al Sud, ma utilizzando una narrazione immaginaria che si svolge in luoghi con nomi di fantasia, per denunciare la realtà della malasanità in un “non luogo” che ha l’obiettivo di comprendere “tutti i luoghi” in cui si verifica.

La vicenda viene narrata nel romanzo dal punto di vista dei personaggi che ruotano attorno a Marghe ed alla sua drammatica vicenda; colori i quali/le quali vivono ed hanno la vita sconvolta da questo dramma: i suoi genitori, il marito Alfio che, stanco e rassegnato, si dedica ad allevare il piccolo; l’amica Giulia, giornalista, che torna dall’America per aiutare a far luce sulla ricerca delle responsabilità insieme al fratello di Marghe, Claudio; l’avvocato “d’assalto” Alba. Il tutto cercando documenti e testimonianze, e scontrandosi con un muro di gomma.

Alla fine non rimarrà che tener vivo il ricordo di Marghe e la sua drammatica storia con una fiaccolata che, dal paese, scenderà verso il mare per manifestare contro la malasanità che sovente affligge il sistema sanitario di tutto il Paese e con la speranza che tragedie di tale portata non si ripetano mai più.

Quel che è stato e sarebbe potuto essere; quel che è stato e che non sarebbe mai dovuto avvenire; quel che è stato e non sarà mai più. Un romanzo che, una pagina dopo l’altra, si rivela sempre più ricco di dettagli, sfumature, sottigliezze ed introspezione psicologica, scavando nel profondo. Ed è proprio lì che colpisce il lettore. In un luogo che è nel profondo di ognuno di noi, dove nuotano i nostri demoni. E dove tornano, come in una danza, i volti dal passato.

Menzione speciale a sé per l’accurato ed esaustivo glossario medico-scientifico che l’autrice inserisce alla fine del libro (termini ed espressioni come “acidosi respiratoria acuta ipercapnica”, “Angio-TC polmonare”, “coma anossico”, “danno ipossico-ischemico”, “emogasanalisi arteriosa”, “ipossia”, “ipossiemia”, “labiopalatoschisi”, “mioclonie”, pallone AMBU”, “punteggio di Apgar”, “quetiapina” non sono noti a tutti), e che permette al lettore/lettrice “non addetto/addetta ai lavori” di orientarsi con maggior sicurezza nelle pagine del romanzo.

Viviana Verbaro, giornalista Rai, laureata in Scienze politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, specializzata in Giornalismo e Comunicazione d’impresa alla Luiss “Guido Carli”, ha collaborato con varie testate nazionali ed è stata a lungo nella redazione del Tg1 prima di passare a Radio1. Si occupa di tematiche sociali, salute, piattaforme social, portando avanti incontri con le scuole sui grandi temi della nostra epoca. La rosa di Marghe è il suo primo romanzo.

La rosa di Marghe di Viviana Verbaro, pubblicato da Rubbettino – Soveria Mannelli (CZ) – nella collana “Patipatisse” – design: Andrea Caligiuri, Emilio S. Leo; photo: Anna Berkut/Stocksy; pp. 222 -, e disponibile in libreria e online da gennaio 2023, è stato presentato alla Biblioteca “Goffredo Mameli” al Pigneto giovedì 29 febbraio 2024.

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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