La rosa di Marghe di Viviana Verbaro vince il 1° premio narrativa al 48° Premio letterario Casentino

Si è svolta domenica 23 luglio 2023 presso l’Abbazia di San Fedele in Poppi (AR) la premiazione del 48° Premio...

Si è svolta domenica 23 luglio 2023 presso l’Abbazia di San Fedele in Poppi (AR) la premiazione del 48° Premio letterario Casentino. Il libro di Viviana Verbaro “La rosa di Marghe” (Rubbettino) ha vinto il 1° Premio nella sezione “narrativa”.

«Stride fredda la pioggia sui cardini del cuore. Sul suo letto di piume – arresa al lungo sonno – resta la principessa addormentata» (Giusi Verbaro, “Temevo il temporale. Già ne avvertivo i segni”)

«L’obiettivo del libro è suscitare una riflessione collettiva, sensibilizzare affinché incidenti come questo non accadano mai più – A fronte della preziosità della salute, un diritto sancito dalla Costituzione, noi giornalisti siamo quasi quotidianamente chiamati a raccontare vicende legate a una sanità che funziona male oppure a singhiozzo, soprattutto in alcune aree del Paese. Penso, ad esempio, alla morte assurda di Valeria Fioravanti, ventisette anni, madre di una bambina di tredici mesi, mandata a casa da quattro diversi ospedali, uccisa da una meningite batterica. La rosa di Marghe nasce proprio da una di queste storie, con l’esigenza di narrarla in modo tale da renderla emblematica, simbolica. Per questa ragione invece di un’inchiesta ho voluto scrivere un romanzo, per avere la libertà di abbandonare la realtà e dare anche spazio alla fantasia, di incrociare i piani. Perché Marghe, la protagonista del libro, non è una, sono tante» (Viviana Verbaro)

«Qualcuno aveva giocato alla roulette russa con la vita di Marghe. Come quando si carica un unico colpo in canna, si fa ruotare il tamburo della pistola e si spara». Viviana Verbaro, La rosa di Marghe, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ) 2023

«… era davanti a me, respirava, era in vita, ma non viveva, le batteva il cuore, ma non provava nulla, aveva gli occhi aperti ma non mi vedeva. Il suo corpo, che reagiva d’istinto agli stimoli, era diventato la corazza che la proteggeva, ma anche la gabbia che la imprigionava in una quotidianità che non si può chiamare vita, ma che non è nemmeno morte» (Viviana Verbaro, La rosa di Marghe, cit., 2023)

«“Cara Giulia, sto scrivendo questa lettera anche se non credo che la spedirò mai: mi hai fatto troppo male. Non so che mi prende stasera, forse è perché sul lungomare di Estella ho incontrato Elena e Nadia, passeggiavano insieme come ai tempi della scuola, mangiando un gelato. Mi hanno chiesto di te come se niente fosse, ho detto di non avere tue notizie da tempo, ma mi ha assalito una forte nostalgia. Sono stata sempre una persona molto chiusa, avevi ragione tu, tante cose non le ho mai volute tirare fuori, ho preferito tenerle per me. Ma voglio provare a rimediare. Lo faccio per ringraziarti di nona ver mai insistito, di non avermi chiesto nulla se volevo stare zitta. Scrivo, nascosta dietro a un foglio di carta, i pensieri del presente che non puoi conoscere e i racconti del passato, da cui ti ho tenuta volutamente lontana e che forse sarebbero stati utili a farmi conoscere meglio. Mio padre, per esempio: ti ho sempre detto poco di lui, invece per me è l’uomo più importante del mondo, un bene prezioso. Ma tanto tu l’avevi già capito. […]”» (Viviana Verbaro, La rosa di Marghe, cit., 2023, p. 34)

«“Cara Giulia, sono arrabbiata, anzi sono proprio nera. Ho paura di aver fatto una cavolata con Alfio, siamo troppo diversi e temo che lo saremo sempre. Ma è soprattutto il non riuscire ad avere un bambino che sta mettendo in crisi il nostro rapporto. C’è poco equilibrio tra di noi e ogni dissenso si trasforma subito in una discussione. Non riesco più a mantenere la calma, salto come una molla per nulla. Oggi sono uscita sbattendo la porta di casa e mi sono avviata con passo marziale verso la spiaggia per andare a vedere la Madonna del mare. Avrei potuto aspettarlo, avere più pazienza, ma non ci riesco: è un momento di grande tensione. Ho camminato svelta nonostante il caldo africano. Volevo arrivare in fretta. Mi muovevo scegliendo la parte di strada dove i cespugli mi regalavano pietosamente un po’ di ombra per avere un briciolo di sollievo lungo il percorso. Non aveva mai fatto un’estate così da queste parti a mia memoria. Nemmeno il vento, soffiando, riusciva ad attutire l’afa che si appiccicava addosso: anzi, con il suo alito contribuiva a dare il colpo di grazia. Senza tante spiegazioni, l’ho lasciato a casa, visto che Alfio non voleva sbrigarsi e giocava a farmi perdere tempo. Lo stava facendo di proposito: ne sono certa. ‘Ci vediamo direttamente lì, se ti va di raggiungermi!’, gli ho sibilato, acida, usando il tono sbrigativo che tu conosci e che mi viene fuori quando sono molto seccata. Mi sento in colpa, ma non voglio tornare indietro. Anche lui ogni tanto potrebbe cedere! Questo non è vero, Giulia: lo fa spesso. Sono così confusa…”» (Viviana Verbaro, La rosa di Marghe, cit., 2023, pp. 86-87).

«“Cara Giulia, non mi sembra ancora vero, ma a breve nascerà mio figlio. Non sai quanto sono felice. La cameretta è pronta, è tutto pronto, a dire la verità. Accetto di buon grado gli spasmi del ventre e gli altri disagi tipici della gravidanza: la fame insaziabile, la difficoltà a trovare una posizione giusta per riposare, la perenne guerra contro il sonno. Il ginecologo ha detto che le cose stanno procedendo come devono, che i piccoli disturbi sono transitori e soprattutto che la sensazione di nausea è il segno che il bambino ha preso possesso del mio corpo, ha attecchito nella pancia e sta crescendo bene. Questo mi basta. Lo percepisco distintamente, capisco quando reagisce agli stimoli, per esempio quando dorme. È partito in sordina: ha iniziato piano, con un soffio lieve, come un borbottio, poi sempre più deciso e sicuro, i movimenti sono diventati più netti e si sono trasformati in calcetti. Parliamo tanto noi due…”» (Viviana Verbaro, La rosa di Marghe, cit., 2023, p. 121).

 

Marghe è una donna di trentasette anni che, dopo aver insistentemente desiderato un figlio, si accorge finalmente di essere in gravidanza. Al momento delle doglie, trepidante, la corsa in ospedale per far nascere il suo bambino, ma qualcosa va storto: lei entra in coma e poi in stato vegetativo permanente. Per la sua famiglia comincia un calvario di dolore e di lotta contro mistificazioni, storture e sotterfugi di chi vorrebbe insabbiare verità e responsabilità. La vicenda, indagata dalla sua amica giornalista, si svolge in un crescendo di colpi di scena in quel lembo d’Italia da sempre dimenticato, insieme reale e immaginario, indolente e furbo, vittima di mali storici che lo trasformano in carnefice. Ci sarà ancora una speranza per Marghe? Riusciranno mai verità e giustizia a placare in parte la sua immane tragedia?

 

Viviana Verbaro, giornalista Rai, laureata in Scienze politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, specializzata in Giornalismo e comunicazione d’impresa alla “Luiss Guido Carli”, ha collaborato con varie testate nazionali ed è stata a lungo nella redazione del Tg1 prima di passare a Radio1. Si occupa di tematiche sociali, salute, piattaforme social portando avanti incontri con le scuole sui grandi temi della nostra epoca. La rosa di Marghe è il suo primo romanzo.

 

La rosa di Marghe di Viviana Verbaro, pubblicato da Rubbettino – Soveria Mannelli (CZ) – nella collana “Patipatisse” – design: Andrea Caligiuri, Emilio S. Leo; photo: Anna Berkut/Stocksy -, disponibile in libreria e online da gennaio 2023, presentato per la prima volta nella biblioteca comunale di Sacrofano (RM) nello scorso febbraio ed in molte altre sedi (fra cui ricordiamo Spazio5 – nel quartiere Prati a Roma – lo scorso maggio, ed il Salone Internazionale del Libro di Torino, dove è stato accolto con grande successo) è stato premiato (1° premio nella sezione “narrativa”) al 48° Premio letterario Casentino domenica 23 luglio 2023.

 

Lunedì 24 luglio alle ore 21.30 il libro verrà presentato a Reggio Calabria all’arena del circolo del tennis “Rocco Polimeni” nell’ambito dei Caffe Letterari del circolo “Rhegium Julii”. Ad introdurre la serata sarà la giornalista Annarosa Macrì insieme alla saggista Maria Florinda Minniti ed alla scrittrice Caterina Marina Neri.

Mercoledì 26 luglio alle ore 19.00 sarà la volta di Vibo Valentia, presso la libreria Cuori d’inchiostro (corso Vittorio Emanuele II, 229/233) nell’ambito della rassegna letteraria omonima. Modererà Maria Teresa Valente (avvocato).

 

 

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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