L’autunno cinematografico si appresta a svelare uno dei titoli più eccentrici, ambiziosi e attesi della stagione: il prossimo 1° ottobre, infatti, sbarca nelle sale italiane Digger, la nuova e dirompente fatica del Premio Oscar Alejandro González Iñárritu.
Dopo aver esplorato i drammi del subconscio e della sopravvivenza estrema, il cineasta messicano cambia radicalmente registro, tornando a collaborare con il team di sceneggiatori di Birdman per firmare una spietata commedia satirica. A guidare questa folle avventura è un Tom Cruise quasi irriconoscibile, che smette i panni dell’eroe action per calarsi in un ruolo pesantemente alterato dal trucco prostetico, confermando le mastodontiche ambizioni di un progetto finanziato dalla Warner Bros. con un budget di circa 125 milioni di dollari.
Al centro della trama troviamo Digger Rockwell, un potentissimo magnate del petrolio dal gigantesco ego. Quando la sua stessa azienda provoca accidentalmente un disastro ambientale di proporzioni catastrofiche, Digger viene incaricato direttamente dal Presidente degli Stati Uniti (interpretato da John Goodman) di risolvere la crisi. Inizia così una disperata, cinica e surreale missione per salvare la Terra, non tanto per eroismo, quanto per dimostrare al mondo intero di essere l’unico e indispensabile salvatore dell’umanità.
Attorno al protagonista ruota un cast di assoluto rilievo, che annovera talenti del calibro di Jesse Plemons, Sandra Hüller, Riz Ahmed, Michael Stuhlbarg ed Emma D’Arcy. Dietro la magnificenza visiva e produttiva del film si celano scelte tecniche audaci e gustosi retroscena: infatti, Iñárritu e il suo storico direttore della fotografia, il geniale Emmanuel Lubezki, hanno deciso di girare l’intera opera in 35mm utilizzando lo spettacolare e ampio formato VistaVision.
Non sono mancati però gli imprevisti: durante i lunghi mesi di lavorazione nel Regno Unito, le riprese hanno subìto un arresto di un paio di giorni quando John Goodman ha necessitato di un ricovero ospedaliero a causa di un lieve infortunio all’anca. Meno inaspettata, ma sicuramente d’impatto, è stata invece la mastodontica e originale campagna promozionale ideata dalla produzione: nell’aprile del 2026, i passanti sono stati spiazzati dall’installazione di una colossale replica di 12 metri della pala del protagonista, eretta nel bel mezzo del celebre Coachella Festival in California. Con vibrazioni che ricordano la pungente satira politica de Il dottor Stranamore, l’arrivo in sala di Digger promette di essere uno degli eventi più divisivi e affascinanti dell’anno: infatti, la pellicola non si limita a riflettere sulle follie del potere, sull’ipocrisia ambientalista e sull’ossessione contemporanea per la percezione mediatica, ma offre l’occasione imperdibile di ammirare un divo globale come Cruise mettersi totalmente a nudo alla mercé di un autore esigente.








