“L’elisir dei sogni – La saga dei Campari” di Silvia Cinelli presentato nella Biblioteca Galline Bianche a Labaro

È stato presentato mercoledì 10 aprile 2024 presso la Biblioteca Galline Bianche a Labaro – via delle Galline Bianche, 105 – in collaborazione...

Silvia Cinelli, Gloria Duranti e Tatiana Marchisio
Silvia Cinelli (a destra) con Gloria Duranti e Tatiana Marchisio

È stato presentato mercoledì 10 aprile 2024 presso la Biblioteca Galline Bianche a Labaro – via delle Galline Bianche, 105 – in collaborazione con la libreria indipendente Piantaparole – Libreria per giovani lettori (via Giulio Frascheri, 73) il libro di Silvia Cinelli L’elisir dei sogni – La saga dei Campari (Rizzoli).

L’autrice ha dialogato con Tatiana Marchisio (assessora alla Cultura del Municipio XV) e Gloria Duranti (una fra le tre fondatrici della Libreria Piantaparole).

«E dove non è vino non è amore; né alcun altro diletto hanno i mortali» (Euripide)

«Alza lo sguardo verso il Caffè, giusto in tempo per vederne la larga schiena sparirci dentro. La distanza tra loro è già abissale. Da oggi e per sempre questo saranno l’uno per l’altro: un figlio ingrato e il padre che non l’ha scelto» (Silvia Cinelli, L’elisir dei sogni. La saga dei Campari, Rizzoli, Milano 2024)

Nella Milano di fine Ottocento, la città del progresso e degli Scapigliati, una borghesia ricca e intraprendente popola la nuovissima Galleria e Piazza della Scala. E una famiglia di imprenditori dal fiuto infallibile inventa il rito del pre-dinner in Italia.

Milano, 1862. Gaspare Campari (1828-1882) mesce fiori, spezie e bucce d’agrumi nel suo laboratorio da liquorista sotto il Coperto dei Figini. È arrivato da poco dalla provincia, pieno di speranze dopo il successo del suo Caffè dell’Amicizia a Novara, e nella grande città in trasformazione, animata da una borghesia ricca e desiderosa di godere dei piaceri della vita, è determinato a realizzare il suo sogno. Gaspare cerca qualcosa che non esiste, un elisir: il Bitter perfetto, che piaccia a signore raffinate, intellettuali e uomini di mondo. Poco dopo la magia avviene: nasce il Bitter Campari, inconfondibilmente rosso e dal sapore dolceamaro, destinato a diventare un’icona. Da allora, l’ascesa è inarrestabile: è il 1867, e nella nuova Galleria Vittorio Emanuele II apre le porte il Caffè Campari, luogo di ritrovo per politici e scrittori, frequentato dai musicisti del vicino Teatro alla Scala e dai giornalisti del neonato «Corriere della Sera». Tuttavia, quando Gaspare muore all’improvviso all’età di cinquantaquattro anni, lasciando cinque figli e una formidabile vedova dalla chioma rossa, è subito chiaro che la successione non seguirà i piani del capostipite. Sarà l’intraprendente e coraggiosa Letizia Galli a traghettare l’azienda verso il futuro, consegnandola nelle mani dei suoi figli, Davide (1867-1936) e Guido (1872-1958), che non potrebbero esser più diversi: visionario e orientato al potere il primo, ribelle e passionale il secondo. Due fratelli caparbi, destinati inevitabilmente a scontrarsi sull’eredità paterna.

Fra amori contrastati e solitudini, scelte audaci e venti di rivoluzione, un romanzo che emoziona e affascina, raccontando la parabola di una famiglia che ha scritto con l’inchiostro rosso del suo Bitter la storia di Milano.

Nel 1932 il pittore, scultore, designer e illustratore Fortunato Depero (1892-1960) progetta l’iconica bottiglietta del Campari Soda, il primo aperitivo monouso. È qualcosa di assolutamente innovativo: a forma di tronco di cono, in vetro smerigliato, senza l’etichetta di carta tipica di tutti gli alcolici, ma con la scritta stampigliata in rilievo. Tutto questo fece del Campari Soda un prodotto rivoluzionario sotto tutti i punti di vista, in linea con il movimento futurista, quella stagione della nostra storia che va dal 1922 al 1944.

«Entra e siede accanto al capezzale. Il volto familiare gli appare improvvisamente appassito, come se tutti i dolori e le fatiche di una vita vi si fossero impressi d’un colpo. Cerca di visualizzarlo più giovane, di recuperare qualche lontana immagine nella memoria, ma si accorge di averla alquanto offuscata. Quando lui è nato, quindici anni fa, la famiglia si era appena trasferita in Galleria e Gaspare lavorava giorno e notte per avviare il Caffè. Della sua prima infanzia, Davide ricorda molto bene il frusciare delle gonne della mamma tra i tavoli del locale, la chioma allora di un rosso fulgente, le dita che tamburellavano sulla cassa e quel sorriso speciale, che puntualmente presentava ai clienti insieme al conto. Ma non ha conservato quasi niente di suo padre. Gaspare era sempre nello scantinato a preparare liquori, a miscelare, a distillare e imbottigliare, una presenza fantasmagorica, sotterranea e inafferrabile: c’era, da qualche parte sotto il pavimento, ma non si poteva vederlo» (Silvia Cinelli, L’elisir dei sogni. La saga dei Campari, Rizzoli, Milano 2024, p. 13)

«La pioggia che batte contro il vetro del lucernario sveglia Davide in un’uggiosa mattina di marzo. Dietro le nuvole scure, il sole deve essere già alto: la soffitta è inondata da un’incerta luce grigia, che non riesce del tutto a illuminarla. Leda dorme ancora, voltata su un fianco. Sono andati a letto tardi: lei era impegnata in uno spettacolo, come quasi tutte le sere, e da qualche tempo anche Davide si è messo a lavorare, per non stare con le mani in mano e non dover chiedere soldi a casa. Sono settimane che non scrive a sua madre. Trovare impiego in un caffè di Pigalle è stato abbastanza facile. L’esperienza in fatto di liquori gli ha guadagnato da subito la simpaia del gestore, che ha delegato a lui parecchie mansioni. Si trova ancora a proprio agio dietro a un bancone o nel retrobottega di una bottiglieria» (Silvia Cinelli, cit., p. 106)

«C’è un recinto, attorno a Davide. Fuori, la realtà, con il suo caos e la sua ingovernabile vastità; dentro, il mondo che lui stesso ha creato e che comprende la famiglia, l’impresa di suo padre, gli affetti più cari. Il compito che si è dato, lo scopo consapevole della sua vita, è prendersi cura di quel mondo come di un giardino, farlo prosperare e proteggerlo, compattarlo attorno a sé. Tra le responsabilità di cui si è fatto carico, c’è anche quella di mantenere il buon nome e il prestigio della famiglia, ed è questo particolare aspetto che negli ultimi tempi lo angustia maggiormente. Finché sono stati mastri liquoristi, i Campari non hanno dovuto preoccuparsi troppo di reputazione e parentele: suo padre si è sposato due volte, entrambe per amore. Ora, però, le cose sono cambiate, i discendenti di Gaspare sono saliti di qualche gradino sulla scala sociale e fanno parte a pieno titolo della grande borghesia milanese, sono in tutto e per tutto una famiglia di industriali. Come tali, perciò, devono comportarsi. Se i soldi aprono le porte del bel mondo, sono le giuste scelte in fatto di alleanze e clientele a permettere di accomodarcisi dentro. In sostanza, bisogna fare un buon matrimonio. E, nei piani di Davide, dovrebbe essere Guido a provvedere in tal senso» (Silvia Cinelli, cit., p. 300)

Silvia Cinelli, scrittrice e sceneggiatrice, ha lavorato a numerose serie e soggetti televisivi e collaborato come autrice, fra l’altro, con Rizzoli e Endemol. Nel 2016, per Rai Libri, ha pubblicato Noi, i MediciAscesa di una famiglia al potere, connesso alla messa in onda in prima televisiva italiana della fiction I Medici.

L’elisir dei sogni – La saga dei Campari di Silvia Cinelli, pubblicato da Rizzoli (Milano) nella collana “Rizzoli Historiae” – pp. 336, euro 17,50; immagine di copertina: PEPE nymi; fotografia dell’autrice: Gabriele Giarda; art director: Stefano Rossetti; graphic designer: Eleonora Tallarico/PEPE nymi – e disponibile in libreria dallo scorso febbraio, è stato presentato presso la Biblioteca Galline Bianche a Labaro mercoledì 10 aprile 2024.

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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