Lotta al fumo per la tutela della salute: il ruolo degli urologi

Secondo l’OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità nel mondo sono oltre 1 miliardo i fumatori e ogni anno circa 8 milioni di...

Secondo l’OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità nel mondo sono oltre 1 miliardo i fumatori e ogni anno circa 8 milioni di persone muoiono per malattie fumo-correlate. La letteratura scientifica riporta evidenti correlazioni tra il fumo ed alcune patologie in ambito urologico e andrologico: pertanto la prevenzione, la lotta al fumo e la cessazione da parte dei fumatori è l’obiettivo che ogni comunità medico-scientifica deve porsi, impegnandosi nell’analisi e nel contrasto a questo fenomeno che miete così tante vittime.

AURO.it, Associazione degli Urologi Italiani ha deciso di impegnarsi concretamente su questo tema e ha promosso la campagna conoscitiva “Per un futuro senza fumo” per evidenziare i danni che il fumo causa al nostro organismo e i metodi disponibili per ridurne i danni.

Nell’ambito di questa iniziativa, AURO.it ha condotto – con il contributo non condizionante di Philip Morris Science – una survey conoscitiva “sul ruolo degli urologi nella lotta al tabagismo”, per valutare la loro attenzione e conoscenza degli strumenti per la lotta al tabagismo e di riduzione del rischio.

“Quale l’approccio dell’urologo al paziente fumatore? Esistono opzioni per limitare i danni dovuti al fumo? Quale la loro efficacia?”: queste alcune delle domande a cui l’indagine ha dato risposte.

Allo scopo di sensibilizzare maggiormente sia la categoria di specialisti, sia i pazienti, AURO.it ha inoltre stilato un Position Paper sui rischi del fumo in ambito urologico e le possibili strategie del contenimento dei danni da fumo.

Ne hanno discusso i componenti del direttivo AURO.it nel corso di una conferenza stampa organizzata per fare il punto su quanto emerso dalla survey. Sono intervenuti: Dott. Roberto Sanseverino, Presidente AURO.it; Dott. Massimo Perachino, Vicepresidente AURO.it; Dott. Giovanni Zarrelli, Tesoriere AURO.it; Dott. Maurizio Carrino, Segretario AURO.it.

“Il primo dato che emerge dall’analisi dei risultati dell’indagine – spiega il Dottor Roberto Sanseverino, Presidente AURO.it – è che solo 1 su 5 tra i medici intervistati ha avuto una formazione specifica sul tabagismo e sui metodi per la cessazione dal fumo, risultano essere fumatori 4 medici su 10 e tra gli ex fumatori l’80% dichiara di aver smesso spontaneamente. L’80% dichiara di indagare sulle abitudini al fumo dei pazienti, il 70% dei medici conosce i prodotti alternativi alle sigarette ma solo il 30% li consiglierebbe ai pazienti come metodo per ridurre il rischio legato al fumo; il 30% inoltre afferma di non essere sufficientemente informato sull’argomento per poter consigliare questi prodotti”.

Il 77% ritiene giusto l’interessamento delle Società scientifiche verso i prodotti alternativi alle sigarette tradizionali e l’82% reputa che le Associazioni dei pazienti debbano essere coinvolte.

Smettere di fumare è il modo ideale per ridurre ed eliminare il rischio delle patologie correlate al fumo di sigaretta. Dopo 1 anno il rischio di malattia coronarica è dimezzato; da 5 a 15 anni il rischio di ictus si riduce al pari di quello di un non fumatore; dopo 10 anni il rischio di tumore al polmone diventa la metà.

Dottor Massimo Perachino: “Il fumo crea dipendenza e provoca numerose gravi patologie anche in campo urologico. L’ideale sarebbe non iniziare mai a fumare o, qualora si sia iniziato, smettere completamente e per sempre di fumare. Qualora i soggetti non riescano a smettere, o in attesa di farlo, offrire alternative smoke-free ai fumatori può costituire un’alternativa complementare in aggiunta alle esistenti strategie per la cessazione dal fumo. Esistono diversi approcci per la riduzione dei danni da fumo: terapie sostitutive a base di nicotina; sigaretta elettronica, che permette di inalare vapore, con quantità variabili di nicotina; dispositivi a tabacco riscaldato, che contengono tabacco, con riscaldamento e non combustione del tabacco per assumere nicotina. E’ assolutamente necessario intraprendere azioni di sensibilizzazione ed informazione sulle possibili strategie atte a ridurre i rischi del fumo sull’apparato genito-urinario”.

Nel corso della conferenza si è discusso con il Dottor Maurizio Carrino dell’impatto del fumo sulla sfera sessuale: “Numerose sono le evidenze che dimostrano, sulla base di diversi meccanismi eziopatogenetici, l’impatto negativo del fumo di sigaretta sulla fertilità maschile e sulla funzionalità erettile. Del pari, la cessazione migliora la funzionalità sessuale maschile in tutti i gruppi di età, in soggetti fra i 30 e i 60 anni; inoltre, nelle donne fumatrici il fumo è un fattore di rischio indipendente di disfunzione sessuale”.

Il fumo ha un impatto anche in ambito chirurgico, come ha spiegato il Dottor Giovanni Zarrelli: “Il fumo, in caso di intervento chirurgico, può ridurre la tolleranza al dolore, modificare la risposta ai farmaci, causare una maggiore incidenza di complicanze postoperatorie. In caso di intervento chirurgico programmato è fondamentale smettere di fumare almeno 6 mesi prima. Inoltre, la cessazione del fumo in previsione di intervento chirurgico può essere l’occasione migliore per smettere di fumare”.

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Valentina Di Luzio

Valentina Di Luzio

Laurea con lode in Mediazione Linguistica e laurea magistrale in Traduzione specialistica.

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