A seguito degli atti disumani avvenuti ad Amendolara il primo giugno, che hanno portato all’uccisione brutale di quattro operai agricoli, Ullah Ismat Qiemi, Waseem Khan, Amin Fazal Khogjani e Safi Iayjad, il Comitato Esecutivo dell’EFFAT ha approvato all’unanimità una risoluzione, per cercare di arginare la piaga del caporalato e fare pressione sulle istituzioni europee.
“Come organizzazione sindacale europea – afferma il testo della risoluzione – riteniamo inaccettabile che un sistema produttivo sostenuto anche da risorse pubbliche possa essere associato, direttamente o indirettamente, a forme di sfruttamento e violenza di tale gravità. Nessun finanziamento pubblico può prescindere dal pieno rispetto dei diritti umani, del lavoro e della sicurezza delle persone che operano lungo la filiera agroalimentare”.
Per questo la Federazione europea dei sindacati del settore agroalimentare chiede una serie di interventi prioritari, a partire da un immediato rafforzamento della dimensione sociale della PAC e in particolare della condizionalità sociale. I recenti attacchi a questo strumento, inclusa la proposta della Presidenza Cipriota di eliminarlo completamente, sono respinti al mittente.
È importante – ricorda l’Effat – che l’accesso ai finanziamenti europei sia subordinato a controlli efficaci e al rigoroso rispetto della normativa sul lavoro: “Ci deve essere responsabilità sociale delle filiere agroalimentari, perché la legalità non è solo un valore etico, ma anche un fattore di competitività che protegge le imprese corrette e contrasta la concorrenza sleale. Chiediamo inoltre un investimento straordinario dell’Unione europea nella lotta contro il caporalato e l’intermediazione illecita, così come contro lo sfruttamento nel sistema di appalti e subappalti e nel sistema di ispezioni”.
L’EFFAT ha già fatto proposte concrete in questo senso con la sua Direttiva modello su intermediazione e subappalto e con le sue mobilitazioni. Ora, con questa risoluzione, rilancia la lotta contro il caporalato e il bisogno che repressione e prevenzione procedano insieme.
“Sosteniamo l’inasprimento delle sanzioni nei confronti di chi trae profitto da tali pratiche, ma ribadiamo l’urgenza di sviluppare sistemi europei di monitoraggio e tracciabilità del lavoro agricolo e dell’incontro di domanda ed offerta di lavoro, capaci di garantire condizioni di impiego dignitose, tutela dei diritti e piena protezione dei lavoratori”, si legge nel documento. Inoltre, si conferma la necessità di superare strumenti inefficaci per i flussi migratori, adottando politiche capaci di prevenire l’irregolarità. La sfida è tutelare le persone migranti che lavorano nel settore agricolo e che sono vittime di sfruttamento, tenendo in considerazione che le lavoratrici migranti sono spesso vittime anche di molestie e violenze sessuali.
L’Effat ricorda anche la necessità di garantire alloggi dignitosi, trasporti sicuri, accesso ai servizi e formazione anche valorizzando la bilateralità e il dialogo sociale tra le istituzioni e le parti sociali.
“La Contrattazione collettiva – chiede la risoluzione – dev’essere valorizzata, garantendo a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori trattamenti economici e normativi non inferiori a quelli previsti dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Di fronte a tragedie come questa, per il movimento sindacale europeo la dignità del lavoro, la legalità, la sicurezza e la partecipazione devono diventare i pilastri veri di una nuova strategia europea per il lavoro agricolo. Nessun lavoratore deve mai rischiare la vita per rivendicare diritti, dignità e giustizia. Le risposte a tali drammi sono anche a livello Europeo”.
La Fai Cisl ha espresso il proprio convinto sostegno alla risoluzione adottata dall’Effat, considerandolo “un documento di grande rilievo che richiama con forza l’attenzione delle istituzioni europee e nazionali su una emergenza inaccettabile”.
Per la Federazione cislina è fondamentale assicurare condizioni abitative adeguate, sistemi di trasporto sicuri, pieno accesso ai servizi e percorsi di formazione, valorizzando al contempo il ruolo della bilateralità e del dialogo sociale tra istituzioni e parti sociali: “Serve un impegno concreto, unitario e coordinato a tutti i livelli, anche europeo”, ha commentato il Reggente nazionale della Fai Cisl Antonio Castellucci.
La risoluzione dell’EFFAT rappresenta un passo importante dunque per rafforzare la dimensione sociale dell’Unione Europea e per orientare politiche più incisive a tutela dei lavoratori, per la buona contrattazione e per la prevenzione e contrasto del caporalato, delle violenze e dello sfruttamento.








