Marco Pantani: Vent’anni senza il Pirata delle Montagne

È passato un ventennio da quel San Valentino del 2004 in cui il ciclismo perse il Re delle Montagne: Marco...

GIRO D'ITALIA - Marco Pantani - BettiniPhoto©2011
Marco Pantani BettiniPhoto © - Foto dalla mostra "Il giro. Una Storia d'Italia" a cura dell'Archivio Riccardi

È passato un ventennio da quel San Valentino del 2004 in cui il ciclismo perse il Re delle Montagne: Marco Pantani. A 34 anni, il Pirata salì per l’ultima volta sulle sue amate due ruote, lasciando un vuoto irrimediabile nel cuore degli appassionati. Oggi, a due decenni di distanza, ripercorriamo la straordinaria carriera di Pantani, il più grande scalatore puro di sempre, che ha scritto pagine indelebili nella storia del ciclismo italiano.

Marco Pantani, originario di Cesenatico, era molto più di un campione; era l’incarnazione del ciclismo come lo immagina un bambino. Con il suo stile spettacolare, Pantani è stato l’ultimo a vincere Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno, un’impresa compiuta nel 1998 che ha segnato un’epoca. La sua popolarità era travolgente, un romanzo popolare scritto su strade di montagna e salite epiche.

Il rapporto di Pantani con la montagna era ancestrale. Fin da giovanissimo, giocava con il suo talento devastante, sfidando la gravità e salendo le vette con una leggerezza magica. Nel Giro d’Italia del 1999, dopo un incidente che gli fece perdere il gruppo, Pantani rimontò 49 avversari, arrivando da solo con le braccia alzate al Santuario di Oropa, regalando uno spettacolo indimenticabile, come documentato dalla foto di Roberto Bettini che fa parte della mostra fotografica “Il Giro. Una Storia d’Italia” a cura dell’Archivio Riccardi, esposta al Museo di Roma in Trastevere nella primavera del 2023.

Paragonare Pantani a altri scalatori leggendari è difficile, ma la sua grandezza risiedeva nella capacità di prendere a pugni sia le montagne che gli avversari. Era un artista della salita, unico nel suo genere. La sua storia umana, segnata da tragedie personali e vicende giudiziarie, ha contribuito a creare un’aura di eroismo tragico attorno al Pirata.

Il suo addio prematuro il 14 febbraio 2004 è stato un colpo al cuore del ciclismo. Le inchieste e le controversie non hanno offuscato il ricordo di Pantani, che continua a emozionare anche a distanza di anni. Il ciclismo italiano, alla ricerca di un nuovo punto di riferimento, sente ancora la mancanza di Marco Pantani che, con le sue gesta, ha reso ogni sua vittoria un’impresa epica e ogni salita un palcoscenico per le emozioni.

Il ricordo di Marco Pantani, il Pirata delle due ruote, rimane un omaggio alla grandezza dell’atleta e alla sua capacità unica di vincere emozionando. Vent’anni senza Pantani, ma il suo spirito vive ancora sulle strade delle montagne che amava scalare.

, , , , , , ,
Giovanni Currado

Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl. Giornalista e fotografo, autore di diversi reportage in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi

Dalla Home