Marevivo e Waste Italy contro l’uso di confezioni di plastica monouso nelle scuole

Marevivo e Waste Italy scrivono al ministro dell’Agricoltura Lollobrigida per vietare l’uso di confezioni di plastica monouso nelle scuole per...

Marevivo e Waste Italy scrivono al ministro dell’Agricoltura Lollobrigida per vietare l’uso di confezioni di plastica monouso nelle scuole per frutta e verdura.

La plastica, lo dice anche la scienza, è oramai ovunque: nell’aria che respiriamo, nei prodotti alimentari, nell’acqua che beviamo.

Se ne continua a usare troppa, anche all’interno delle aule, dove è attivo il Programma Frutta e verdura nelle scuoleintrodotto proprio dal Ministero dell’Agricoltura e che coinvolge circa un milione di alunni delle scuole primarie di età compresa fra i sei e gli undici anni. Nel corso dell’intero anno scolastico – e con cadenza periodica – i ragazzi ricevono confezioni monoporzione di frutta e verdura, conservate in buste e vaschette di plastica. L’intento di incoraggiare e sostenere i bambini nell’adozione di abitudini alimentari sane va, però, in contrasto con l’utilizzo di confezioni realizzate con un materiale non propriamente sostenibile.

Marevivo e Zero Waste Italy, che a gennaio 2023 hanno lanciato la campagna #BastaVaschette proprio per chiedere la riduzione e il divieto di utilizzo di imballaggi in plastica monouso per frutta e verdura, hanno scritto al ministro Lollobrigida per chiedergli di assumere tutte le iniziative – in sede nazionale e comunitaria – necessarie all’abolizione dell’utilizzo degli imballaggi in plastica monouso, almeno per quel che riguarda il progetto nelle scuole.

Studi scientifici hanno dimostrato che, dagli imballaggi in plastica, sostanze chimiche come i polimeri della plastica, soprattutto in forma di micro e nano plastiche, possono migrare e inserirsi all’interno degli alimenti ivi contenuti, rischiando di rappresentare un serio danno per la salute.

Sappiamo, inoltre, che la plastica è presente nel nostro sangue, nel latte materno, nel tessuto polmonare, persino nella placenta umana e che ingeriamo circa cinque grammi di microplastiche a settimana, l’equivalente in peso di una carta di credito.

«Crediamo sia veramente importante che il Ministro accolga la nostra richiesta, che non è la soluzione ma un passo in avanti verso la riduzione del monouso. Le Istituzioni hanno il compito di rendere consapevoli i cittadini sulle buone pratiche che è sempre più urgente introdurre, vista la situazione nella quale ci troviamo, che sta pericolosamente mettendo a rischio la salute umana», dichiara Raffaella GiugniResponsabile Relazioni Istituzionali Marevivo.

«La scuola appare ormai come uno dei pochi “luoghi sacri” per la formazione delle nuovissime generazioni. Il Ministero dell’Ambiente e i poteri pubblici non possono veicolare messaggi ambigui e contraddittori», dichiara Rossano ErcoliniPresidente di Zero Waste Italy. «Se da un lato incoraggiare il consumo di frutta è sicuramente positivo dal punto di vista alimentare, quando questo avviene, però, nelle confezioni in plastica risulta veicolo che incoraggia pratiche contrarie alla “circolarità” e funzionali a un usa e getta diseducativo. Siamo ovviamente disponibili a lavorare congiuntamente per trovare soluzioni condivise alternative».

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Madia Mauro

Madia Mauro

Esperta di Comunicazione, promuove eventi culturali e scrive di attualità, arte, fotografia, musica e spettacolo.  

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