Maurizio Riccardi al MiC: salviamo gli archivi fotografici italiani

Archivi fotografici - Maurizio Riccardi e Michele Smargiassi
Maurizio Riccardi e Michele Smargiassi

Maurizio Riccardi, fotogiornalista e direttore dell’Archivio Riccardi, è intervenuto oggi a Roma al convegno promosso dal Ministero della Cultura dedicato al futuro dell’immagine e alla tutela del patrimonio visivo. Nel bicentenario della nascita della fotografia – avviata nel 1826 da Niépce – Riccardi ha lanciato un forte monito sulla fragilità degli archivi storici del Novecento, definendoli un patrimonio a rischio sparizione e invocando un piano di emergenza nazionale.

La sindrome dell’aceto e il patrimonio che svanisce

Nel suo discorso, Riccardi ha evidenziato come la memoria storica collettiva, in larga parte visiva, si trovi minacciata da una distruzione silenziosa ma irreversibile. Il pericolo principale è la sindrome dell’aceto, un degrado chimico che colpisce i negativi su triacetato custoditi spesso in condizioni inadeguate all’interno di cantine e magazzini. A questo si somma il caos della frammentazione dei diritti e delle mancate tutele giuridiche che mettono a rischio la sopravvivenza stessa di fondi fotografici storici, agenzie chiuse e materiali sindacali. Una delle eccezioni, l’Archivio Riccardi – fondato dal padre Carlo Riccardi, storico primo paparazzo italiano – dimostra come la conservazione sia possibile, ma non debba rimanere un caso isolato.

Dare un nome ai fotografi invisibili della storia

Un punto nodale dell’intervento ha riguardato la necessità di una vera e propria giustizia storica nei confronti dei fotoreporter. Le immagini più potenti delle lotte operaie del dopoguerra, del Sessantotto e dei funerali di Stato sono impresse nella mente di milioni di persone, ma i nomi di chi era dietro l’obiettivo restano spesso sconosciuti. Riccardi ha esortato le istituzioni a restituire la paternità delle opere agli autori, trasformando i progetti di catalogazione in azioni concrete di riconoscimento culturale.

Il legame con i giovani e le tre azioni per il futuro

L’appello si è infine rivolto alle nuove generazioni. Connettere i giovani autori contemporanei – che oggi documentano la realtà con gli smartphone e le mirrorless – agli archivi storici è fondamentale per creare una genealogia visiva e trasmettere una cultura della conservazione. Per evitare che tra vent’anni le immagini digitali di oggi vadano perdute, Riccardi ha indicato tre parole chiave programmatiche per il Paese e per progetti come Identità Fotografiche: digitalizzare tempestivamente i supporti analogici, attribuire la corretta paternità alle opere e formare le nuove leve della fotografia italiana.

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Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl. Giornalista e fotografo, autore di diversi reportage in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi

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