Michael Caine compie 90 anni

Il grande attore britannico, interprete di “Ipcress” di Sidney J. Furie, “Gli insospettabili” di Joseph L. Mankiewicz, “L’uomo che volle...

Michael Caine in "California Suite" di Herbert Ross

Il grande attore britannico, interprete di “Ipcress” di Sidney J. Furie, “Gli insospettabili” di Joseph L. Mankiewicz, “L’uomo che volle farsi re” di John Huston, “Hannah e le sue sorelle” di Woody Allen, “Le regole della casa del sidro” di Lasse Hallström, “The Quiet American” di Philip Noyce e “The Prestige” di Christopher Nolan, compie novant’anni.

Nato a Londra nel 1933, Maurice Joseph Mickelwhite – meglio noto con il nome d’arte Michael Caine – dopo aver abbandonato gli studi, dal’52 al’54 presta servizio come fuciliere nei Royal Fusiliers durante la guerra di Corea.

In seguito frequenta il corso d’arte drammatica del circolo ricreativo Clubland e svolge i mestieri più disparati – fattorino, impiegato ai mercati di Londra, recita in piccole parti in un piccolo teatro del Sussex e al Workshop Theatre di Londra – prima di arrivare all’esordio cinematografico in un ruolo secondario in I fucilieri dei mari della Cina (1956) di J. Amyes.

Dopo altre parti di secondo piano – Come uccidere uno zio ricco (1957) di Nigel Patrick, La chiave (1958) di Carol Reed, Scuola di spie (1958) di Lewis Gilbert con Paul Scofield e Virginia McKenna,, I due volti del generale Ombra (1958) di André De Toth,  Foxhole in Cairo (1960) di John Llewellyn Moxey, … e la Terra prese fuoco (1961) di Val Guest, , Il braccio sbagliato della legge (1963) di Cliff Owen ed il suo primo film di una certa importanza Zulu (1964) di Cy Endfield, il produttore H. Saltzman gli affida il ruolo da protagonista in Ipcress (1965) di Sidney J. Furie, in cui dà vita alla figura dell’ombroso, taciturno e flemmatico agente segreto Harry Palmer, una sorta di antitesi del coevo James Bond (all’epoca interpretato da Sean Connery).

Analoga atmosfera antieroica si ritrova anche nel successivo Funerali a Berlino (1966) di Guy Hamilton e, sia pur più sfumata, in Il cervello da un miliardo di dollari (1967) di Ken Russell, con Karl Malden. Dopo aver interpretato Alfie (1967) di Lewis Gilbert, con Shelley Winters, appare come protagonista in numerosi film, fornendo sovente performances di alto livello – Gli insospettabili (1972) di Joseph L. Mankiewicz (alla sua ultima regia), con Laurence Olivier o L’uomo che volle farsi re (1975) di John Huston,  con Sean Connery e Christopher Plummer.

Con California Suite (1978) di Herbert Ross, con Walther Matthau, Maggie Smith e Jane Fonda, la sua vena sembra volgere verso la commedia, come avviene in Hannah e le sue sorelle (1986) di Woody Allen, con cui vince l’Oscar come Miglior Attore Non Protagonista, Due figli di… (1988) di F. Oz, Senza indizio (1988) di Thom Eberhardt, in cui interpreta Sherlock Holmes. Tuttavia, non smette di lavorare in forti ruoli drammatici, come in Vestito per uccidere (1980) di Brian De Palma, con Angie Dickinson, o in Blood and Wine (1997) di Bob Rafelson, con Jack Nicholson e Jennifer Lopez.

Nel 2000 vince un secondo Oscar come Miglior Attore Non Protagonista per Le regole della casa del sidro di Lasse Hallström, con Charlize Theron e tre anni dopo interpreta The Quiet American (2002) di Philip Noyce, tratto dal libro omonimo di Graham Greene.

Dopo i settant’anni prosegue la carriera con The Weather Man – L’uomo delle previsioni (2005) di G. Verbinski, The Prestige (2006) di Christopher Nolan, con Christian Bale, Scarlett Johansson e Hugh Jackman, I figli degli uomini (2006) di A. Cuaron, con Julianne Moore, e Sleuth – Gli insospettabili (2007) di Kenneth Branagh, remake del già citato film del 1972 ed in cui interpreta il ruolo che trentacinque anni avanti era stato di Laurence Olivier. Nei tre episodi della serie di Batman diretti da Christopher Nolan  – (Batman Begins (2005) Il cavaliere oscuro (2008) e Il cavaliere oscuro – Il ritorno (2012) –  ha il ruolo del fedele maggiordomo Alfred.

Fra gli altri film ricordiamo Gambit – Grande furto al Semiramis (1966) di Ronald Neame, con Shirley McLaine, La cassa sbagliata (1966) di Bryan Forbes, noir inglese tratto dal romanzo omonimo di R. L. Stevenson, E venne la notte (1967) di Otto Preminger, con Jane Fonda e Faye Dunaway, I lunghi giorni delle aquile (1969) di Guy Hamilton, film di guerra, con Laurence Olivier, Christopher Plummer, Trevor Howard,  Un colpo all’italiana (1969) di Peter Collinson, con Raf Vallone, I sette senza gloria (1969) di André De Toth, Non è più tempo d’eroi (1970) di Robert Aldrich, con Henry Fonda, Colpiscono senza pietà (1972) di Mike Hodges, Il caso Drabble (1974) di Don Siegel, Contratto marsigliese (1974) di Robert Parrish, con Anthony Quinn e James Mason, Il seme dell’odio (1975) di Ralph Nelson, con Sidney Poitier,  Una romantica donna inglese (1975) di Joseph Losey, con Glenda Jackson,  La notte dell’aquila (1977) di John Sturges, con Donald Sutherland e Robert Duvall, Quell’ultimo ponte (1977) di Richard Attenborough, con un folto cast di attori di primo piano fra i quali Dirk Bogarde, James Caan, Sean Connery, Laurence Olivier, Anthony Hopkins, Ashanti (1979) di Richard Fleischer, con Peter Ustinov e Omar Sharif,  Fuga per la vittoria (1981) di John Huston, con Max von Sydow, Sylvester Stallone e Pelé, Trappola mortale (1982) di Sidney Lumet, Il console onorario (1983) di John MacKenzie, con Richard Gere, tratto dal romanzo omonimo di Graham Greene, Sweet Liberty – La dolce indipendenza (1986) di Alan Alda, Quarto protocollo (1987) di John MacKenzie, tratto dal libro omonimo di Friedrich Forsythe, Mr Destiny (1990) di James Orr, Rumori fuori scena (1992) di Peter Bogdanovich, Ghiaccio blu (1992) di Russell Mulcahy,  Intrigo a San Pietroburgo (1996) di Douglas Jackson, Quills – La penna dello scandalo (2000) di Philip Kaufman, con Geoffrey Rush e Kate Winslet, Miss Detective (2000) di Donald Petrie, con Sandra Bullock, L’ultimo bicchiere (2001) di Fred Schepisi,  Quicksand – Accusato di omicidio (2003) di J. MacKenzie, The Statement – La sentenza (2003) di Norman Jewison, Dietro l’angolo (2004) di Jordan Roberts, Vita da strega (2005) di Nora Ephron, Is Anybody There? (2009) di John Crowley, Inception (2010) di Christopher Nolan, Viaggio nell’isola misteriosa (2012) di Brad Peyton, Now You See Me – I maghi del crimine (2013) di Louis Leterrier, Interstellar (2014) di Christopher Nolan-

Ancora attivo in età avanzata, in epoche più recenti è apparso in  Youth – La giovinezza (2015) di Paolo Sorrentino, Now You See Me 2 (2016) di John M. Chu, Insospettabili sospetti (2017) di Zach Braff, Dear Dictator (2018) di Lisa Addario e Joe Syracuse, King of Thieves (2018) di James Marsh, Alice e Peter (2020) di Brenda Chapman, Tenet (2020) di Christopher Nolan, L’ultimo libro ( 2021) di Lina Roessler, Twist (2021) di Martin Owen, Medieval (2022) di Petr Jákl.

Michael Caine è anche autore del libro Recitare davanti alla macchina da presa, eccellente manuale di recitazione pubblicato in Italia da Dino Audino editore.

Attore eclettico, abile nell’utilizzare i più differenti i registri recitativi, insieme a Paul Newman e Jack Nicholson è l’unico attore della storia del cinema ad aver ottenuto nominations agli Oscar per film realizzati in cinque decenni.

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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