Michael Douglas Palma d’Oro onoraria al Festival di Cannes

Standing ovation a Cannes per Michael Douglas, il quale martedì 16 maggio 2023, nel corso della la cerimonia di apertura del...

foto Laura Venezia/Agrpress

Standing ovation a Cannes per Michael Douglas, il quale martedì 16 maggio 2023, nel corso della la cerimonia di apertura del Festival, ha ricevuto la Palma d’Oro onoraria.

Il settantottenne attore, accompagnato dalla moglie, l’attrice Catherine Zeta-Jones e dalla loro figlia Carys, ha ricevuto il premio dalle mani di Uma Thurman.

«Ci sono centinaia di festival in tutto il mondo, ma c’è solo un Cannes. Questo festival ha 76 anni e io ne ho ancora di più»,
ha dichiarato.

L’attore ha evocato, fra gli altri ricordi, le cene tra Frank Sinatra (1915-1998), Gregory Peck (1916-2003) e suo padre Kirk Douglas (1916-2020). «Un esempio. Per il pubblico era un’icona, un Superman. Per me è stato un padre. La sua incredibile resistenza, forza e duro lavoro sono stati ammirevoli», ha commentato commosso.

Nato a New Brunswick – nel New Jersey – nel settembre 1944, figlio di Diana Love Dill (1923-2015) e del grande Kirk Douglas – Le catene della colpa (1947) di Jacques Tourneur, Le vie della città (1948) di Byron Haskin, Il grande campione (1949) di Mark Robson, L’asso nella manica (1951) di Billy Wilder, Sabbie rosse (1951) di Raoul Walsh, Il bruto e la bella (1952) e Brama di vivere (1956) di Vincente Minnelli, Il grande cielo (1952) di Howard Hawks, Ulisse (1954) di Mario Camerini, Ventimila leghe sotto i mari (1954) di Richard Fleischer, L’uomo senza paura (1955) di King Vidor, Orizzonti di gloria (1957) e Spartacus(1960) di Stanley Kubrick, Sfida all’OK Corrall (1957) e Il giorno della vendetta (1959) di John Sturges, L’occhio caldo del cielo (1961) di Robert Aldrich, Solo sotto le stelle (1962) di David Miller, Sette giorni a maggio(1964) di John Frankenheimer, Gli eroi di Telemark (1965) di Anthony Mann, Uomini e cobra (1970) di Joseph L. Mankiewicz, e molti altri, ed autore di nove libri fra cui Il figlio del venditore di stracci (1988) – la sua autobiografia –   e Io sono Spartaco (2011) -, Michael Douglas ha esordito al cinema alla fine degli anni Sessanta in ruoli secondari – Combattenti nella notte (1966) di Melville Shavelson, Hail, Hero! (1969) di David Miller, Adam at Six A. M.(1970) di Robert Scheerer, Summertree (1971) di Anthony Newley e il disneyano Due ragazzi e un leone (1972) di Bernard McEveety. A partire dagli anni Settanta interpreta il telefilm poliziesco Le strade di San Francisco (1972-77), con Karl Malden e film quali  Coma profondo (1978) di Michael Crichton, Sindrome cinese (1979) di James Bridges, Condannato a morte per mancanza di indizi (1983) di Peter Hyams, All’inseguimento della pietra verde (1984) di Robert Zemeckis, Wall Street (1987) di Oliver Stone, con cui vince l’Oscar come Miglior Attore Protagonista, Black Rain – Pioggia sporca (1989) di Ridley Scott, Vite sospese (1992) di David Selzer, Un giorno di ordinaria follia(1992) di Joel Schumacher, Rivelazioni (1994) di Barry Levinson, Delitto perfetto (1998) di Andrew Davis, remake del celebre Il delitto perfetto (1954) di Alfred Hitchcock, Traffic (2000) di Steven Soderbergh, Vizio di famiglia(2003) di Fred Schepisi, in cui recita con suo padre Kirk e con sua madre Diana, Un alibi perfetto (2009) di Peter Hyams, remake di L’alibi era perfetto(1956) di Fritz Lang, Wall Street – Il denaro non dorme mai (2010) di O. Stone, sequel del già citato Wall Street, Knockout – Resa dei conti (2011) di S. Soderbergh, Mai così vicini (2014) di Robe Reiner, The Reach – Caccia all’uomo (2014) di Jean-Baptiste Leonetti.

In epoche più recenti è apparso in Ant-Man (2015) di Peyton Reed, Codice Unlocked (2016) di Michael Apted, Ant-Man and the Wasp (2018) di P. Reed, Animal World (2018) di Yan Han, Avengers: Endgame (2019) di Anthony e Joe Russo, Ant-Man and the Wasp: Quantumania (2023) di P. Reed.

Attivo anche in televisione, oltre che nel già citato Le strade di San Francisco, ha interpretato alcuni film tv – When Michael Calls (1972) di Philip Leacock, Dietro i candelabri (2013) di Steven Soderbergh – ed alcuni episodi di serie e miniserie – F.B.I. (1971), Medical Center (1971), Will & Grace (2002), Il metodo Kominsky (2018-21, oltre venti episodi).

Ha partecipato ai documentari Un giorno a settembre (1998) di Kevin MacDonald e Supermensch: The Legend of Shep Gordon (2013) di Mike Myers.

Fra i suoi film da produttore ricordiamo Qualcuno volò sul nido del cuculo(1975) di Milos Forman, i già citati Coma profondo di Michel Crichton, Sindrome cinese di James Bridges, All’inseguimento della pietra verde di Robert Zemeckis e Wall Street – Il denaro non dorme mai di Oliver Stone, Starman (1984) di John Carpenter, Linea mortale (1990) di Joel Schumacher, Spiriti nelle tenebre (1996) di Stephen Hopkins, Face Off – Due facce di un assassino (1997) di John Woo, L’uomo della pioggia (1997) di Francis Ford Coppola, tratto dal libro omonimo di John Grisham, Un corpo da reato (2001) di Harald Zwart, The Sentinel – Il traditore al tuo fianco (2006) di Clark Johnson, Flatliners – Linea mortale (2017) di Niels Arden Oplev, Mistero al castello Blackwood (2018) di Stacie Passon, e la serie tv Ratched (2020), distribuita su Netflix

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Redazione Agrpress

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