Il mondo dello sport italiano e internazionale piange la scomparsa di Livio Berruti, venuto a mancare il 9 agosto 2026 all’età di 87 anni in una clinica di Torino dopo una lunga malattia. L’ex velocista azzurro resta una figura simbolo dell’atletica mondiale: il 3 settembre 1960 conquistò la medaglia d’oro nei 200 metri ai Giochi Olimpici di Roma, firmando un’impresa leggendaria che segnò la storia dello sport nazionale.
L’impresa di Roma 1960 e il record del mondo
Berruti fu il primo atleta non americano a conquistare il gradino più alto del podio olimpico nei 200 metri piani. Sul tracciato dello Stadio Olimpico della capitale, il velocista torinese eguagliò due volte il record mondiale sui 200 metri con il tempo di 20″5, prima nelle semifinali e poi nella finale decisiva. La sua eleganza di corsa, unita all’inconfondibile stile caratterizzato da occhiali da sole scuri e calzini bianchi, lo rese un’icona di stile e modernità per l’intera generazione degli anni Sessanta.
L’eredità nell’atletica e il cordoglio dello sport
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione tra gli appassionati e le istituzioni sportive. Nato a Torino il 19 maggio 1939, Berruti ha rappresentato un modello di riferimento per generazioni di corridori, lasciando un’impronta indelebile nella storia delle Olimpiadi di Roma 1960. Tra i primi messaggi di cordoglio sono giunte le parole dei vertici del CONI e della FIDAL, oltre che di atleti azzurri come Marcell Jacobs, che hanno ricordato l’eredità umana e sportiva di un grande maestro della velocistica italiana.








