“Mussolini, io ti fermo”, la vita di Giuseppe Bottai all’Archivio di Stato di Roma

Angelo Polimeno Bottai ha presentato presso l’Archivio di Stato di Roma, il suo ultimo libro, una testimonianza straordinaria della vita...

Angelo Polimeno Bottai, Michele Di Sivo, Sabino Cassese e Francesco Rutelli
Angelo Polimeno Bottai, Michele Di Sivo, Sabino Cassese e Francesco Rutelli

Angelo Polimeno Bottai ha presentato presso l’Archivio di Stato di Roma, il suo ultimo libro, una testimonianza straordinaria della vita altamente controversa di suo nonno, Giuseppe Bottai. La presentazione ha visto la partecipazione di eminenti figure, tra cui Francesco Rutelli, Sabino Cassese e Michele Di Sivo dell’Archivio di Stato di Roma.

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Il libro, intitolato “La Vita Rocambolesca di Giuseppe Bottai: Una Figura Fuori dagli Schemi del Ventennio Fascista,” getta nuova luce sulla figura del gerarca fascista, rivelando aspetti della sua personalità e della sua carriera politica che hanno scosso le fondamenta delle credenze tradizionali sul periodo fascista italiano.

Giuseppe Bottai è stato uno dei gerarchi più influenti durante il Ventennio fascista, ma ha rappresentato una figura singolare all’interno del regime. Ha condiviso la sua opposizione alla violenza, alla propaganda di regime e all’adesione al nazismo, mettendosi in prima linea per difendere le sue convinzioni. Bottai non ha esitato a promuovere questi ideali attraverso i giornali da lui fondati, pubblicando libri censurati e articoli di rinomati intellettuali antifascisti.

La sua opera più encomiabile è stata la strenua lotta contro le terribili conseguenze delle leggi razziali fasciste, varando una norma fondamentale per proteggere l’arte e il paesaggio italiano. Inoltre, Bottai ha coordinato la “Resistenza dell’arte,” riuscendo a sottrarre oltre diecimila capolavori agli appetiti di Hitler.

Non contento di questi sforzi, al culmine del suo dissenso, il cinquantenne Bottai si è arruolato nella Legione Straniera, combattendo come soldato semplice sotto falso nome sul fronte contro i nazisti. Il suo coraggio e la sua dedizione a causa della libertà hanno reso Giuseppe Bottai un caso unico nella storia politica italiana.

Tuttavia, sorprendentemente, la figura di Giuseppe Bottai continua a dividere l’opinione pubblica italiana. Per i nostalgici del Ventennio, è un traditore della causa fascista, mentre molti antifascisti rimangono scettici sul riscatto delle responsabilità politiche di qualsiasi protagonista di quel periodo storico.

L’opera di Angelo Polimeno Bottai offre un ritratto avvincente e approfondito di questa figura enigmatica, gettando nuova luce su un periodo cruciale della storia italiana.

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Maurizio Riccardi

Maurizio Riccardi

Fotografo, giornalista, direttore del Gruppo AGR, di cui fanno parte: l'agenzia fotografica AGR, il magazine online Agrpress.it, l'Archivio Riccardi, la sezione Audiovsivi / web e la sezione Comunicazione.Nasce a Roma nel 1960, si può dire nella camera oscura del padre, anche lui noto fotografo della "Dolce Vita". 

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