“Oggetti solidi”. Viaggio attraverso i racconti di Virginia Woolf

Non è esistito momento in cui la forma breve non abbia accompagnato il “fiume narrativo” di Virginia Woolf (1882-1941), autrice...

"Oggetti solidi. Tutti i racconti e altre prose"

Non è esistito momento in cui la forma breve non abbia accompagnato il “fiume narrativo” di Virginia Woolf (1882-1941), autrice di alcune fra le più significative pagine della prosa del primo Novecento.

“Ma ora, come un lampo bianco nella nebbia, ecco che era accaduto; l’antica estasi della vita, con il suo invincibile assalto; poiché era spiacevole, e al tempo stesso portava con sé gioia e giovinezza e riempiva le vene e i nervi di fili di ghiaccio e fuoco; era terribile”.

(Virginia Woolf, Oggetti solidi. Tutti i racconti e altre prose, Racconti edizioni, Roma 2016)

Schizzi e immagini da cui trarre una poetica. In quel brusio dell’essere, armonico tappeto per l’intera opera della scrittrice, i racconti sembrano aver fatto da accompagnamento ritmico. In parte pubblicati quando l’autrice era ancora in vita, in parte postumi, in parte custoditi in un quaderno, oggi vanno a costituire il “battito letterario” di Oggetti solidi. Un “libro della vita”. Sia in quanto testimone di un’intera biografia, sia in quanto fortemente indicativa di uno sguardo rivolto verso la vita stesa.

Forse potrà apparire come un qualcosa di astratto, ma è possibile coglierne la “solidità” nascosta. La potenza dei moti d’animo, la forza delle passioni al di sotto di quel volo leggero che sembra planare su un chiacchiericcio troppo mondano, come nei racconti della “festa”. Le escursioni in una lingua nuova, polifonica anche nella coscienza, che non fatica a far sentire il suo peso.

E poi ovunque la gioia – e nello stesso tempo il fardello – dell’immaginazione: animali che prendono vita su un pezzo di stoffa, case stregate o piene di tesori sorvegliati da pappagalli, diari pieni di confessioni rimaste inascoltate, pensieri racchiusi in uno stagno e la creazione di personaggi come (volendo citarne solo alcuni) Mrs Dalloway e Mrs Ramsay.

Pubblicati da Racconti edizioni (casa editrice nata nel marzo 2016 con l’obiettivo di pubblicare solo storie brevi, colmando così uno spazio vuoto nel panorama editoriale italiano, e che ha al suo attivo la pubblicazione di titoli quali Appunti da un bordello turco di Philip O’ Ceallaigh, Lezioni di nuoto di Rohinton Mistry, Sono il guardiano del faro di Eric Faye, Karma clown di Altaf Tyrewala, Stamattina stasera troppo presto di James Baldwin, Albero di carne di Stephen Graham Jones), con traduzione di Adriana Bottini e Francesca Duranti, in un’edizione che si avvale della curatela di Liliana Rampello (autrice de Il canto del mondo reale. Virginia Woolf. La vita nella scrittura – il Saggiatore, Milano 2005, della raccolta di saggi di Virginia Woolf Voltando pagina. Saggi 1904-1941 – il Saggiatore, Milano 2011 –  e di Sei romanzi perfetti. Su Jane Austen – il Saggiatore, Milano 2014), ognuno di tali “oggetti” ricompone tutta la complessità di un respiro libero, sottile e pieno di ironia in un rinnovato classico della narrativa breve e non solo.

Illustrazioni di Franco Matticchio. Progetto grafico di George F. Kaplan.

 

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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