“Olio puro”. La mostra personale di Marta Mariano a Spazio5

Verrà inaugurata giovedì 14 marzo 2019 alle ore 19 presso Spazio5 – via Crescenzio 99/d, a pochi metri da piazza...

tela di Marta Mariano
"Viva la Vida"

Verrà inaugurata giovedì 14 marzo 2019 alle ore 19 presso Spazio5 – via Crescenzio 99/d, a pochi metri da piazza Risorgimento e non lontano dalla metro Ottaviano – a Roma la mostra personale di Marta Mariano “Olio puro”. Interverranno Maria Isabella Safarik (storica e critica dell’arte), Virginia Vandini (presidente dell’associazione “Il Valore del Femminile”) e Roberto Joppolo, artista che, per esperienza e vitalità espressiva, viene oggi considerato come uno fra gli artisti più solidi e qualificati nel panorama culturale d’Italia.

«Quello che condivido nelle mie opere sono esperienze intime e personali, raccontate tramite la suggestione di sensazioni, luoghi e momenti particolari. Sono la descrizione di impercettibili ma potentissime frazioni di secondo, nelle quali mi sento di nuovo intera e profondamente grata per tutto ciò che mi circonda. Colleziono questi momenti preziosi mentre cammino lungo un sentiero, mentre annaffio le piante in giardino o incontro per caso la brezza che arriva dal mare. È la Natura che si fa rivelazione e strumento per questi momenti di pura e semplice felicità. Una Natura con la quale voglio restare in contatto e con la quale voglio stringere un legame sincero di scoperta e comprensione di me stessa. Ho scavato più in profondità dentro di me mentre ero in silenzio a guardare un albero mosso dal vento, piuttosto che scrivendo pagine e pagine di parole senza fine su diari e pezzi di carta. Scelgo i fiori come motivo ricorrente delle mie opere perché rappresentano per me la massima espressione della bellezza, spontanea e senza pretese, della Natura. Racconto attimi di consapevolezza nei quali non mi sento più sbagliata nei confronti del mondo esterno. Guardo un fiore e mi sento sollevata, mentre mi ricordo che tutto è collegato; il mio corpo, la mia testa ed il mio essere non sono estranei al mondo che mi circonda ma, al contrario, ne sono parte integrante. Posso respirare me stessa senza averne paura» (Marta Mariano)

Marta Mariano (Roma, 1989) è artista autodidatta e vive ad Albano Laziale (RM). Fin da piccola coltiva la passione per il disegno e per la pittura (scriveva e disegnava anche sui muri di casa), ma non ha mai frequentato una scuola o una Accademia di Belle Arti. Nel corso degli anni la pittura è entrata a far parte della sua vita in maniera sempre più preponderante, fino a diventarne un elemento fondamentale. Sperimenta e si sperimenta attraverso la libertà espressiva delle tecniche di realizzazione e dei temi interpretati. Prediligendo l’uso dell’olio e dell’acrilico su tela, continua ad approfondire il tema dell’arte come frutto e strumento di meditazione e di colloquio con sé stessi.   

 

Mostre e premi  

Mostra collettiva Dodici Pose (Roma, 2013); Rassegna internazionale d’arte contemporanea Artistes du Monde, diretta ed organizzata da Marina Picasso (Cannes – Francia -, settembre 2016); Concorso di pittura estemporanea Luci e ombre del Medioevo, presieduto dal maestro Roberto Joppolo. Premiata come terza classificata (Orte – VT -, settembre 2016); International Art Expo 2016, collettiva alla Flyer Art Gallery (Roma, ottobre/novembre 2016); Fiera Arte Piacenza con Associazione “Solo Arte Donna” (Piacenza, 14-16 gennaio 2017); Fiera Arte Genova con Associazione “Solo Arte Donna” (Genova, 17-20 febbraio 2017); Fiera Arte Vicenza con Associazione “Solo Arte Donna” (Vicenza, 7-10 aprile 2017); Concorso di pittura estemporanea Luci e ombre del Medioevo, presieduto dal maestro Roberto Joppolo. Premiata come prima classificata (Orte – VT -, settembre 2017).

 

Maria Isabella Safarik è storica e critica d’arte. È autrice di numerosi saggi, articoli, interventi per convegni, nonché del libro Arte ricercata. Nuovo capitolo del collezionismo mitteleuropeo/Nová kapitola sběratelstvì ve střednì Evropě (Hradec Kràlové, Praga 2016), presentato a Spazio5 con en plein di pubblico nel dicembre 2016. 

 

Virginia Vandini, da sempre interessata al mondo della comunicazione e della relazione, dopo la laurea in Sociologia (2002, relatore: Domenico De Masi) comincia a lavorare nell’organizzazione di eventi in ambito nazionale ed europeo per conto di Enti pubblici e privati. In contemporanea intraprende il percorso di formazione in Counseling nella scuola A.RCo.S., un iter triennale diretto dal professor Andrea Rocca, e lavora al fianco di maestri di fama internazionale del calibro di Luigi De Marchi, Andrej Ermoshin e John Littrell. Dopo il diploma di counselor, nel 2006 abbandona il suo contratto a tempo indeterminato per dedicarsi a tempo pieno alla professione. Una “chiamata” a cui decide di non sottrarsi. Obiettivo fondamentale: accompagnare l’altro verso la sua auto-realizzazione mediante una relazione empatica, autentica e scevra da ogni forma di giudizio. Nel 2010 incontra Selene Calloni Williams e, tramite il suo insegnamento, riceve la “chiave di accesso” all’approccio archetipico immaginale secondo la prospettiva di Jung e Hillman acquisendo nello stesso tempo antiche pratiche yogiche e sciamaniche trasversali a tutte le correnti misteriosofiche. Tali conoscenze le permettono d’integrare il piano storico, personale, razionale tipico dell’”animus” al piano mitico, universale, poetico proprio dell’”anima”, mettendo a punto un approccio di lavoro del tutto personale per facilitare l’altro in una nuova comprensione dell’esistenza. I tempi sono maturi per costituire l’Associazione “Il Valore del Femminile” e la “Scuola di Counseling Umanistico Centrato sulla Persona”. La tematica del femminile e l’esigenza di recuperarne il significato più autentico fa nascere la collaborazione con l’Università di Roma “La Sapienza” e, insieme al sociologo Paolo De Nardis, organizza convegni sull’argomento nonché scrive il testo Amore. Ascolto. Accoglienza. Le risorse delfemminile in ognuno di noi, in cui viene presentato il modello educativo di riferimento, frutto del cammino percorso nel decennio precedente.

L’Associazione, le persone che ne fanno parte, nonché tutte le attività proposte (che spaziano dalla formazione agli eventi istituzionali, dalle iniziative sociali ai progetti culturali, dai viaggi ai setting di counseling) rappresentano oggi una fotografia del movimento positivo che si crea quando i talenti s’incontrano, fioriscono e si esprimono nella loro unicità.

 

Roberto Joppolo (Siena, 1939) sul finire della Seconda guerra mondiale, si trasferisce a Bassano in Teverina (VT) piccolo borgo in cui, da autodidatta, comincia a dedicarsi all’arte figurativa attraverso il disegno e lo sbalzo.Trasferitosi a Viterbo – in un luogo collinare lontano dal frastuono cittadino – coltiva con passione la sua inclinazione artistica. Comincia a frequentare ambienti artistici ed a partecipare a varie mostre collettive. Vince numerosi premi per il pregio e l’eleganza delle sue opere e le sue qualità cominciano ad attirare l’attenzione pubblica. Di lì a breve arrivano anche le prime importanti commissioni.Nel 1974 viene incaricato di realizzare la Via Crucis per il Santuario di S. Rosa a Viterbo: dodici grandi pannelli a sbalzo su rame finemente cesellati. Il giovane Joppolo dimostra capacità espressiva e padronanza della tecnica. Molte sono le opere di quel periodo eseguite a sbalzo; trasforma lastre di rame, peltro, ottone, argento in pannelli figurati.

Negli oltre quarant’anni successivi, data la lunghezza, la consistenza e la qualità della sua carriera artistica, ricordarne tutte le fasi in un solo articolo sarebbe impresa a dir poco ardua (per non dire quasi impossibile). Ergo chi scrive si limiterà a ricordare che, anche negli ultimi anni, la creatività e la produzione del Maestro continuano ad arricchirsi con nuove produzioni e generi espressivi, a conferma della naturale, costante e risoluta ricerca dell’artista di nuove sensazioni creative. La scultura, la pittura – anche di grandi tele -,la lavorazione di materiali differenti (marmo, bronzo, argento, acciaio, rame) e l’uso di particolari modalità di lavorazione (come ad esempio la tecnica raKu nelle opere in ceramica o il taglio laser nelle opere in acciaio) fanno di lui un artista “contemporaneo” a tutto tondo, maestro nell’uso dei materiali e consapevole della propria capacità di plasmarli con rara tattilità creativa. Per tali capacità, nel 2011 gli viene affidata la docenza (quale titolare della cattedra) di Scultura all’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo”.

Nell’arco della sua carriera il Maestro Joppolo ha ricevuto prestigiose onorificenze, fra le quali ricordiamo: Grande Ufficiale della Repubblica Italiana, Commendatore di S. Silvestro in Vaticano, Socio onorario dell’Arma dei Carabinieri, Accademico ad Honorem dall’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo”, Paul Harris Fellow dal club Rotary di Viterbo, Cittadino onorario di Bassano in Teverina (VT).

Il Museo permanente dell’artista, che si trova a Viterbo e conta oltre quattrocento opere di tutti i generi, raccoglie la storia emblematica della sua produzione e della sua ecletticità creativa, che continua a manifestarsi ormai oltre l’ambito ecclesiastico (nel quale la Storia dell’Arte ha già collocato il suo nome, connettendolo indissolubilmente con quello dei più grandi monumenti storici del nostro Paese). Per tale matura esperienza e solida vitalità espressiva Roberto Joppolo viene oggi, a ragione, considerato fra gli artisti più solidi e qualificati nel panorama culturale del Paese.  

 

Olio puro, mostra personale di Marta Mariano, rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 17 marzo 2019.

 

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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