Opere di Salvador Torres e di Enzo Trepiccione alla “Movimento Aperto” di Napoli

Con il titolo “Salvador Torres ed Enzo Trepiccione: un dialogo artistico tra segno e narrazione”,  lo spazio “Movimento Aperto” dell’artista...

Salvador Torres ed Enzo Trepiccione: un dialogo artistico tra segno e narrazione

Con il titolo “Salvador Torres ed Enzo Trepiccione: un dialogo artistico tra segno e narrazione”,  lo spazio “Movimento Aperto” dell’artista Ilia Tufano, in via Duomo 290/C a Napoli, ospita, a cura  dell’artista Mario Lanzione,  l’esposizione di una serie di opere realizzate, intervenendo a quattro mani su vecchie carte geografiche, dallo spagnolo Salvador Torres e dall’italiano Enzo Trepiccione che in Spagna vive e lavora (aperta fino al prossimo 25 gennaio il lunedì e il martedì dalle 17.00 alle 19.00 e il giovedì dalle 10.30 alle 12.30).

Rappresentare la superficie del pianeta sul quale viviamo nella maniera più oggettiva possibile sembra questo il compito delle carte geografiche, scrive Mario Lanzione, il punto d’arrivo di un percorso durato millenni. Che poi la pretesa oggettività trovi un limite nella curvatura della terra, anche questa non è una novità. La rappresentazione è convenzionale: monti, lagune, fiumi, città sono tutti al loro posto, tutti segnati come ci aspettiamo, nessuno presente nelle sue particolari forme. Il tempo è fermo. I confini tra uno stato e gli altri hanno un ruolo da protagonista: tagliano il mondo in tante parti, con la pretesa di  recinzioni invalicabili; anche la guerra si rappresenta su queste carte e sembra un gioco quasi innocente. Ebbene, gli interventi pittorici che interrompono questa scontata geometria vogliono mostrare una spazialità altra, quella del vivente e del suo vissuto. I due artisti operano ciascuno con il linguaggio che gli appartiene. 

Quella di Salvador Torres è una pittura sorprendente poiché va oltre ogni certezza, evidenzia ancora Mario Lanzione. I corpi, che sembrano svuotati come manichini senza anima, trasmettono una spiritualità che è al limite tra una realtà percepibile nella sua iconografia e una verità nascosta di personaggi che vivono il dramma dell’esistenza umana sempre in bilico tra l’egoismo e la necessità di proporre un mondo migliore. Sono opere atemporali: rappresentazioni fantastiche scaturite dall’immaginazione; un mondo surreale, non come sogno che rielabora il proprio inconscio ma come visione soggettiva per una narrazione che sfugge alla logica stereotipata, scontata e consuetudinaria di un “sistema” sociale che ignora i pericoli derivanti dal proprio egocentrismo e dall’arroganza nel trascurare le regole fondamentali, necessarie per mantenere inalterato l’equilibrio naturale. scrive lucidamente Mario Lanzione 

A  proposito di Enzo Trepiccione, Mario Lanzione sottolinea che se i sogni e i ricordi fanno parte del nostro subconscio e della nostra storia esistenziale, quello dei simboli è un sistema di comunicazione che agisce sulle nostre conoscenze. Un mezzo espressivo usato per riportarci all’origine dei contenuti che racchiudono una mole notevole d’idee e di valori che qualsiasi linguaggio umano non potrebbe apportare alla mente. Un solo simbolo nasconde una miriade di significati. Sono questi elementi che ritroviamo nella pittura di Enzo Trepiccione, in un costante equilibrio tra la realtà e l’immaginazione. La spontanea operatività pittorica di Enzo è proprio questa simmetria tra un pensiero oggettivamente esistente e una propria soggettività rappresentata attraverso raffigurazioni di figure stilizzate, riprodotte in “casellari della memoria”, di case, alberi e fiori, eseguite con una linea di contorno spessa, forte, immediata e veloce.

 Infine, Mario Lanzione conclude osservando che quello di Torres e Trepiccione è un dialogo artistico tra segno e narrazione ma anche un “viaggio” dentro e fuori la storia, dentro e fuori un percorso geografico tra Cartagena, Alicante e Napoli. Un’intesa artistica che stabilisce una connessione, un rapporto reciproco nella piena capacità di interagire, come in un gioco, su supporti che indicano il tempo tra il passato e il presente. Un passato e un presente che fissa il concetto dell’uomo in continuo movimento, l’uomo che per necessità o per spirito di conoscenza s’incammina con ogni mezzo possibile per andare oltre i propri confini di appartenenza. 

Questo viaggio, forse, per Torres rappresenta il partire verso una terra amica portando in sé l’idea del “ritorno” mentre per Trepiccione è un rivenire nella sua “terra natìa” con l’imprescindibile esigenza di far “ritorno” ad una realtà acquisita, oltre i confini del territorio d’origine.  Sono opere che inducono a riflettere e che danno al fruitore la possibilità di sentirsi partecipe e coinvolto. Un progetto originale che avvalora, senza ombra di dubbi, la qualità e l’esperienza di Salvador Torres ed Enzo Trepiccione.

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Valentina Di Luzio

Valentina Di Luzio

Laurea con lode in Mediazione Linguistica e laurea magistrale in Traduzione specialistica.

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