Perverso e paranoico. Scritti 1927-1933

In libreria a partire da giovedì 19 ottobre 2017 “Perverso e paranoico. Scritti 1927-1933” (il Saggiatore) di Salvador Dalì. Nell’universo...

l'indimenticabile sequenza realizzata da Salvador Dalì per "Io ti salverò" di Alfred Hitchcock

In libreria a partire da giovedì 19 ottobre 2017 “Perverso e paranoico. Scritti 1927-1933” (il Saggiatore) di Salvador Dalì.

Nell’universo artistico di Salvador Dalí ogni rigida distinzione intellettuale, ogni comoda categoria pratica, perfino il più ovvio- almeno in apparenza – rapporto di causa-effetto, sembrano implodere e dichiararsi «altro» da sé. Perverso e paranoico riporta in libreria i testi che il grande artista catalano scrisse negli anni Trenta, ovvero quelli più decisivi per la definizione della sua poetica surrealista e per la sua maturazione artistica. Il risultato finale è l’autoritratto della più grande «mente immaginativa del secolo scorso», che illumina di luce nuova le sue opere, ma anche il suo pensiero sul rapporto fra arte e politica, sul sesso e sulla religione, sulla scienza e sulla psicoanalisi, l’amicizia con Luis Buñuel (1900-1983) – con il quale lavorò per Un chien andalou (1928), suo esordio alla regia – e Federico García Lorca (1898-1936), il tormentato sodalizio artistico con i surrealisti e la sua grande passione per la fotografia e per il cinema.

L’ossessione, il sogno, il delirio: l’irrazionalismo è il più fertile fattore espressivo e creativo, grazie al metodo paranoico-critico, vera e propria chiave di volta del percorso artistico di Salvador Dalí. L’inorganico si trasferisce improvvisamente nell’organico, mentre Sigmund Freud (1856-1939) ed Albert Einstein (1879-1955) vengono considerati come degni successori di maghi e alchimisti, per aver dimostrato – ognuno a modo suo – che la materia e instabile. Ci voleva un «genio» – che Dalí identifica con se stesso – per portare a termine l’aspirazione alchemica prima: mostrare come, proprio attraverso una radicale trasmutazione della materia, sia possibile perseguire e raggiungere un analogo cambiamento di coscienza: una «estasi», ovvero uno stato in cui «ogni giudizio cambia in modo sensazionale». L’unico stato da cui può sgorgare l’arte.

Pittore, scultore, scrittore, fotografo, cineasta e sceneggiatore, Salvador Dalí (1904-1989) può esser senz’altro considerato come una fra le figure più eclettiche del Novecento. Fra le sue numerose creazioni impossibile non ricordare l’onirica sequenza di Spellbound (Io ti salverò – 1945), diretto da Alfred Hitchcock tratto dal libro di Francis Beeding (anch’esso pubblicato da il Saggiatore, così come Rebecca di Daphne du Maurier, Psycho di Robert Bloch e Marnie di Winston Graham – libri da cui, rispettivamente nel 1940, 1960 e 1964,  furono tratti gli omonimi, celeberrimi film diretti da Alfred Hitchcock – ed il longseller Il cinema secondo Hitchcock di François Truffaut)  ed interpretato da Ingrid Bergman, Gregory Peck, Leo G. Carroll e Michail Cechov.

Perverso e paranoico. Scritti 1927-1933, pubblicato da il Saggiatore (Milano) nella collana “La Cultura”, traduzione di Moreno Manghi e Laura Xella, è disponibile in libreria e online a partire da ottobre 2017.

 

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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