Presentato l’Osservatorio Censis – Ital Communications sulle agenzie di comunicazione in Italia

Il 69,1% degli italiani segue regolarmente i fatti di politica. Il 51,2% cerca informazioni attraverso i telegiornali, il 35,2% su...

Il 69,1% degli italiani segue regolarmente i fatti di politica. Il 51,2% cerca informazioni attraverso i telegiornali, il 35,2% su Facebook, il 23,4% sui motori di ricerca, mentre il 21% sulle Tv all news.

Aumenta l’esposizione al rischio fake news, il 57,5% degli italiani giudica poco o per nulla affidabili i siti web di informazione.

Il rinnovato interesse dell’opinione pubblica verso la politica e il crescente disinteresse dei giovani, la moltiplicazione dei device e delle fonti informative online e offline e il ruolo delle agenzie di comunicazione nel contrasto alle fake news, sono alcuni tra i temi più rilevanti che emergono dall’Osservatorio Censis – Ital Communications sulle agenzie di comunicazione in Italia presentato giovedì 9 febbraio 2023.

La politica torna al centro del palinsesto, ma cresce il disinteresse dei giovani. Dopo la pandemia, la guerra e le elezioni, nel nostro Paese la politica sembra tornare al centro dell’interesse dell’opinione pubblica. Il 69, 1% degli italiani segue regolarmente i fatti di politica e il 32,4% dichiara che quella nazionale è il genere di notizia che lo interessa di più. Il 14,4% della popolazione, inoltre, predilige la politica estera, dato in crescita dall’inizio della guerra russo-ucraina. la politica, tuttavia, rischia di trasformarsi in una tematica generazionale. la percentuale di chi la segue regolarmente, infatti, è dell’82,7% fra chi ha più di sessantacinque anni e scende al 64,2% fra chi ne ha meno di trentacinque. I nativi digitali sono più attratti dalle notizie sportive, segnalate al primo posto dal 31,4%, subito dopo quelle su stili di vita, viaggi e cucina indicate dal 30,7%, mentre il 26,2% mette al primo posto fatti inerenti cultura e spettacoli. Solo il 9,8% segue la politica estera.

 

Lo spettro dell’astensionismo

Alle recenti elezioni politiche il “primo partito” è stato quello di chi non ha espresso una posizione politica che, fra astenuti, schede bianche e nulle, ha riguardato quasi diciotto milioni di persone, pari al 39% degli aventi diritto. C’è il rischio che alle prossime elezioni regionali di domenica 12 e lunedì 13 febbraio l’astensionismo cresca ancora. Vedremo cosa accadrà questa volta.

 

La “dieta mediatica” è sempre più varia. L’avvento del digitale di massa è coinciso con la moltiplicazione dei device e delle fonti informative, on e offline, e con un nuovo protagonismo degli utenti, che vogliono costruirsi da soli il proprio palinsesto. I più visti – dal 51,2% della popolazione – sono i telegiornali. Segue Facebook, da cui attinge notizie il 35,2%; il 23,4% si rivolge a motori di ricerca, il 21% segue la Tv all news, il 19,3% cerca informazioni sui siti web e il 16,9% va su YouTube. Il 14,6% degli italiani si affida ai giornali radio, il 14,3% ai quotidiani online, il 7,8% ai quotidiancartni cei. Fra i giovani è più alta la percentuale di chi cerca notizie su Internet attraverso i motori di ricerca (32,4%) e i siti web di informazione (20,8%). Tuttavia, il mezzo che in assoluto sta avendo un vero e proprio boom è YouTube, utilizzato per informarsi dal 27,4% dei giovani di età compresa fra i quattordici e i ventinove anni.

Cresce l’esposizione alle fake news, soprattutto per i giovani. Un maggiore utilizzo dei social media e fonti online espone maggiormente i giovani al rischio di fake news e di disinformazione, che non sempre si è in grado di riconoscere: il 29% degli italiani ritiene di esservi esposto spesso e il 35% non è sicuro di saperle riconoscere. Il pericolo di imbattersi in notizie false è più alto sul web: il 57,5% degli italiani giudica poco (46,1%) o per niente (11,4%) affidabili i siti web di informazione e il 69,6% non si fida delle notizie dei social media. Fra i media tradizionali al primo posto la radio, le cui notizie sono attendibili per il 70,3% degli italiani. Seguono la televisione, giudicata credibile dal 68% della popolazione e i quotidiani, che il 62,8% ritiene siano affidabili.

Secondo Attilio Lombardi, founder di Ital Communications, «Il mondo dei media attraversa una fase di rapida e radicale trasformazione che sta rivoluzionando i linguaggi e il modo stesso di comunicare. Emerge, tuttavia, l’esigenza di una maggiore attendibilità delle notizie. In quest’ottica, l’Osservatorio Censis – Ital Communications si propone di promuovere un’informazione affidabile e di qualità su tutte le piattaforme, on e offline. In tale contesto, è centrale il ruolo delle agenzie di comunicazione, canali di produzione e distribuzione delle notizie verificati e di alto profilo in grado, al contempo, di saper interpretare e gestire in modo adeguato i nuovi processi di comunicazione digitale».

Per Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis, «A pochi giorni dalle elezioni regionali c’è un forte rischio di astensionismo, soprattutto fra i giovani. La politica deve parlare di più ai giovani, che si informano principalmente sul web. Per il futuro del Paese è importante promuovere un’informazione verificata e di qualità su tutte le piattaforme».

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Redazione Agrpress

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