Quarant’anni dall’Accordo di San Valentino: riflessioni e sfide per il futuro

Accordo di San Valentino,
Bettino Craxi e Pierre Carniti fotografati da Maurizio Riccardi © Archivio Riccardi

Quarant’anni fa, l’Italia assisteva a uno dei momenti cruciali della sua storia economica e sindacale con l’Accordo di San Valentino. Firmato nel 1984 dal Governo Craxi, Cisl e Uil, questo accordo segnò l’inizio di una nuova era nelle politiche dei redditi, grazie alle visionarie idee di Ezio Tarantelli. L’economista propugnava la necessità di restituire al sindacato spazi di “agibilità negoziale”, contrastando automatismi dannosi per l’economia e il potere d’acquisto delle famiglie.

Il decreto varato il 14 febbraio 1984, sotto la presidenza di Bettino Craxi, tagliò quattro punti di contingenza con l’obiettivo di contenere un’inflazione che aveva raggiunto livelli insostenibili. Questo provvedimento scatenò una vibrante guerra politica e sindacale, dividendo gli attori principali, con i socialisti al governo e i comunisti all’opposizione.

L’ala comunista della Cgil non aderì all’accordo, e ciò causò una rottura significativa nell’unità sindacale. Nonostante la controversia, il decreto rappresentò un passo avanti nella gestione dei rapporti tra le Confederazioni, anche se indebolì l’impalcatura unitaria nata con le lotte dell'”Autunno Caldo”.

Oggi, a quarant’anni di distanza, Luigi Sbarra, segretario generale della CISL, riflette sull’anniversario dichiarando che la sfida attuale è invertita rispetto a quegli anni. La priorità è far crescere salari e pensioni, sostenere lo sviluppo, redistribuire la ricchezza in modo equo e promuovere l’innovazione e la qualità dei servizi. Sbarra propone un “Accordo della Responsabilità”, un patto sociale riformatore che unisca il fronte sociale superando pregiudizi ideologici. L’appello è a non attendere le elezioni europee e ad agire ora per dare stabilità e qualità al lavoro.

Sbarra sottolinea la necessità di abbassare le tasse mantenendo la progressività del prelievo, garantendo una flessibilità del lavoro meglio pagata e puntando sulle politiche attive e sulla formazione.

L’interrogativo si pone su quanto il Governo Meloni e le controparti siano pronti a questa sfida.

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Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl. Giornalista e fotografo, autore di diversi reportage in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi

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