Quattro anni senza Piero Angela

Piero Angela
foto Maurizio Riccardi ©AGR

Quattro anni fa moriva il grande giornalista, conduttore e saggista, noto per programmi di divulgazione scientifica come Quark e SuperQuark, con i quali sono cresciute due generazioni di spettatori/spettatrici.

«Il mio corpo è come una macchina. Il motore avrà anche ottantamila km, ma il guidatore ha solo quarantacinque anni» (Piero Angela, 2008)

«Ho ricevuto un’educazione molto “piemontese”: molto rigida, con principii molto severi, fra cui quello di tenersi sempre un passo indietro, mai esibire» (P. Angela)

«Gli individui che incontrano il maggior successo […] solitamente sono forti dentro e cortesi fuori. E’ un po’ come per il pianoforte. Ricordo sempre quello che mi diceva la mia vecchia insegnane di pianoforte: “Per aver un buon tocco occorrono dita di acciaio in guanti di velluto”. Forse anche nella vita è così» (P. Angela)

«Il suo perfetto autocontrollo e al sua compassata cordialità riflettono in parte la sua indole schiva e in parte sono inscritte nel codice genetico di questo piemontese educato alla razionalità e alla tolleranza» (Gigi Marzullo)

Nato a Torino nel dicembre 1928, diplomato in Pianoforte al Conservatorio, fra il 1949 e il 1952 Piero Angela suona in una band. Si produce, con il nome d’arte “Peter Angela”, in varie sessioni nei jazz club torinesi. Notato da Sergio Bernardini, viene invitato a suonare nella serata d’inaugurazione del celebre locale di Viareggio “La Capannina”.

All’inizio degli anni Cinquanta, assieme al batterista Franco Mondini, forma un trio jazz in cui si alternano vari contrabassisti. Al trio si aggiungeranno sovente solisti di richiamo (Nini Russo, Franco Pisano, Nunzio Rotondo e Rex Stewart, ex cornettista del grande Duke Ellington). Assieme a F. Mondini, farà poi parte del quartetto di N. Rotondo. Suona anche con l’amico Franco Cerri.

Nel 1952 abbandona l’attività musicale professionistica per dedicarsi esclusivamente al giornalismo. Ciononostante rimarrà un cultore del jazz e, ogni volta che una puntata di un programma da lui condotto affronta argomenti connessi alla musica, non perderà occasione per suonare il pianoforte (talvolta da solista, talaltra assieme a Jazzisti professionisti).

«Nella nostra musica c’è la passione, una specie di virus che continua negli anni e non finisce mai. Allora la cosa interessante è che i musicisti che amano il jazz magari fanno il loro lavoro […], ma poi si ritrovano dopo per suonare […]. Questo perché la musica jazz è creativa, mentre la musica classica è esecutiva, cioè i musicisti eseguono la partitura non scritta da loro. Nel jazz si è autori, compositori e improvvisatori in tempo reale. E la musica che esce è sempre diversa. E’ questo che diverte, la creatività» (P. Angela).

Nell’estate del 1952 comincia la sua carriera giornalistica in Rai come cronista radiofonico – circa un anno e mezzo prima che la Rai, nel gennaio del 1954, cominciasse a trasmettere in tv -, divenendo poi inviato – prima da Parigi (dal 1956 al 1966 – nel 1958-59 segue come inviato anche la guerra in Algeria) e poi da Bruxelles (dal 1966 al 1968) – ed infine conduttore del telegiornale.

Nel 1967-68 è inviato di guerra in Iraq durante la Guerra dei Sei Giorni – dove viene arrestato assieme ad altri giornalisti e rilasciato poco dopo – ed in Vietnam, dove intervista soldati americani e contadini.

Nel gennaio 1968, assieme al collega ed amico Andrea Barbato (1934-1996), conduce la prima edizione del Telegiornale nazionale delle ore 13.30 e, otto anni dopo (marzo 1976), sarà il primo conduttore del Tg2 (del quale quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario), diretto da A. Barbato.

Alla fine degli anni Sessanta, influenzato dalla produzione documentaristica di Roberto Rossellini, realizza una serie di documentari dal titolo Il futuro nello spazio, sul tema del Programma Apollo. Nel corso delle riprese effettuate negli Stati Uniti realizza anche numerosi collegamenti in diretta per la Rai in occasione del lancio del vettore Saturn V, che, nel luglio 1969, porterà i primi astronauti sulla luna.

Ha così inizio la sua lunga ed intensa attività di divulgazione scientifica. Attività che, negli anni Settanta, prima ancora dei celeberrimi Quark (1981-1995) e SuperQuark (1995-2022), lo porterà a condurre numerosi programmi d’informazione: Destinazione uomo (1971, dieci puntate), uno fra i primi programmi televisivi di questo tipo (rivolto non agli “addetti ai lavori”, bensì ad un pubblico generalista), Da zero a tre anni (1972, tre puntate), Dove va il mondo? (1973, sei puntate), il primo programma in Italia in cui si parlava di Ambiente e dei rischi di uno sviluppo incontrollato, Nel buio degli anni luce (1976, otto puntate), La macchina della vita (1977, sei puntate), precursore del successivo e più noto La macchina meravigliosa (1989), Indagine critica sulla parapsicologia (1978, sette puntate), Nel cosmo alla ricerca della vita (1980, sei puntate).

Pertanto, la sua notorietà è indissolubilmente connessa alla realizzazione di programmi televisivi di divulgazione scientifica di tipo anglosassone, con i quali ha fondato, per la televisione italiana, una solida tradizione documentaristica (i già citati Quark e SuperQuark, ed i programmi derivati).

«Il titolo Quark è un po’ curioso, lo abbiamo preso in prestito dalla fisica, dove molti studi sono in corso su certe ipotetiche particelle subnucleari chiamate appunto “quark”, che sarebbero i più piccoli mattoni della materia finora conosciuti. E’ quindi un po’ un andare dentro le cose» (Piero Angela, 1981, nella prima puntata di Quark, andata in onda il 18 marzo di quell’anno)

La formula di Quark era all’epoca molto innovativa. Venivano messi in campo tutti i mezzi tecnologici a disposizione e le risorse della comunicazione televisiva per rendere familiari i temi affrontati: i documentari della BBC e di David Attenborough, i cartoni animati di Bruno Bozzetto, utilizzati per illustrare i concetti più difficili, le interviste con gli esperti esposte nel linguaggio più chiaro possibile (sia pur trattandosi, ovviamente, di argomenti molto complessi), le spiegazioni in studio.

Dal programma base nascono numerosi spin-off: documentari naturalistici (Quark speciale e Il mondo di Quark), finanziari (Quark Economia) e politici (Quark Europa).

Nel 1984 il suo progetto Pillole di Quark, spot di trenta secondi su argomenti tecnici, scientifici, educativi, sociali e medici, in onda su RaiUno.

Nel 1986-87, dal Palazzetto dello Sport di Torino, di fronte ad oltre ottomila spettatori/spettatrici, conduce due prime serate su RaiUno sulle questioni del clima, atmosfera ed oceani, cui seguiranno tre serie televisive che sfrutteranno le nuove tecnologie di rappresentazione grafica tramite computer.

Nel 1988 viene realizzato Quark italiani, una serie di documentari di natura, ambiente, esplorazione, mondo animale, prodotti e realizzati da autori italiani, fra i quali suo figlio Alberto (classe 1962), che realizza alcuni documentari in Africa.

Seguono viaggi dentro il corpo umano – il celebre e già citato La macchina meravigliosa (1989, otto puntate) -, nella preistoria – Il pianeta dei dinosauri (1993, quattro puntate) -, nello spazio – Viaggio nel cosmo (1998, sette puntate). Tali serie, realizzate in collaborazione con lo stesso Alberto Angela, verranno tradotte in inglese e vendute in oltre quaranta Paesi (in Europa, in America ed in Asia).

Nella sua autobiografia (2017) P. Angela descrive le circostanze che portarono alla nascita di SuperQuark, quando per contrastare la concorrenza con Mediaset, era necessario avere in prima serata un programma forte che arrivasse fino al telegiornale della notte: «Alcuni programmi “pigliatutto” erano già cominciati da tempo, e Brando Giordani, allora direttore di RaiUno, mi telefonò chiedendomi di fare un Quark di due ore, anziché di una».

Nel 1995 nasce così SuperQuark, nel corso del quale, nel giugno del ’99, vengono celebrate le duemila puntate del Progetto Quark. Dello stesso anno sono anche gli Speciali di SuperQuark, serate monotematiche su argomenti di grande interesse sociale, psicologico e scientifico, e la collaborazione al programma Domenica in, in cui P. Angela ha condotto uno spazio dedicato alla cultura. 

Due anni avanti, nel 1997, da una costola di Quark era nato Quark Atlante – Immagini dal pianeta.

A partire dal 2000, Piero e Alberto Angela sono autori di Ulisse – Il piacere della scoperta, programma a puntate monografiche che riguardano scoperte storiche e scientifiche. Contemporaneamente all’attività divulgativa in televisione, P. Angela ha anche svolto attività editoriale, sempre a contenuto informativo. E’ stato a lungo curatore della rubrica “Scienza e società” sul settimanale «TV Sorrisi e Canzoni»; è stato inoltre curatore e supervisore del mensile «Quark», da lui stesso fondato nel 2001 (in occasione del ventesimo anniversario della prima puntata di Quark) e che ha cessato le pubblicazioni un lustro dopo (nel 2006) per mancanza di fondi. Il mensile, ispirandosi al programma televisivo omonimo, affrontava argomenti scientifici in maniera accessibile al pubblico. E’ anche autore di una trentina di libri, la maggior parte fra i quali tradotti in inglese, in francese, in tedesco ed in spagnolo, con una tiratura complessiva di più di tre milioni di copie.

«Ho sempre cercato, nelle mie trasmissioni, di inserire elementi di “incontro” con il pubblico, dal linguaggio alle “trovate”, dagli esempi alle “battute”, rifiutando quella finta “serietà” tanto cara all’ufficialità italiana in ogni campo. Io credo che la serietà debba essere nei contenuti, non nella forma» (Piero Angela)

«Quando un lettore (o ancor più un telespettatore) non capisce, la colpa non è sua, ma di chi non ha saputo comunicare. Cioè dell’autore. E’ stato lui a cacciarlo via […]. Quando sono in moviola, se ho dei dubbi sulla chiarezza di un passaggio o di una sequenza, chiamo il primo che passa nel corridoio (un montatore, una segretaria, un passafilm), mostro la sequenza e chiedo il loro parere. Se vedo un’ombra di dubbio nei loro occhi rismonto e ricomincio da capo. Perché vuol dire che avevo sbagliato io» (P. Angela)

«Per comunicare la divulgazione devi affrontare alcuni problemi. Da un lato comprendere nel modo giusto le cose interpretandole adeguatamente per trasferirle di un diverso linguaggio. Dall’altro essere non solo chiari, ma anche non noiosi, pur mantenendo integro il messaggio (anzi, non aver paura di essere divertenti: l’umorismo è uno dei compagni di strada dell’intelligenza). Per queste ragioni, paradossalmente, si può dire che è più difficile… essere facili. Tutti, infatti, sono capaci di parlare o di scrivere in modo oscuro e noioso […]. Non solo, ma alla chiarezza, solitamente, deve accompagnarsi un’ulteriore fatica: la concisione. Curiosamente oggi si parla molto di partecipazione, intesa come uno strumento di sviluppo democratico, ma raramente si parla di divulgazione come condizione essenziale per capire e quindi per partecipare. La democrazia non può basarsi sull’ignoranza dei problemi, perché uno dei suoi grandi obiettivi è proprio quello di rendere i cittadini responsabili e consapevoli, in modo che possano esercitare i loro diritti utilizzando al meglio la loro capacità di capire» (P. Angela)

Fra i suoi numerosi libri, tutti di carattere scientifico-divulgativo, ricordiamo Nel cosmo alla ricerca della vita (1980), La macchina per pensare (1983), Oceani (1991), La sfida del secolo (2006), Perché dobbiamo fare più figli (2008), scritto con L. Pinna, A cosa serve la politica? (2011), Dietro le quinte della Storia. La vita quotidiana attraverso il tempo (2012), scritto con A. Barbero, Viaggio dentro la mente: conoscere il cervello per tenerlo in forma (2014), Tredici miliardi di anni. Il romanzo dell’universo (2015), Gli occhi della Gioconda (2016).

Nel 1986 scrive il soggetto – e, assieme a Giuliano Montaldo, Jeremy Hole e Brian More, anche la sceneggiatura – del film Il giorno prima (1987) di G. Montaldo, con Burt Lancaster, Ben Gazzara, Kate Nelligan, Kate Reid, Ingrid Thulin, Erland Josephson, Andréa Ferreol, Flavio Bucci e Zeudi Araya, sulla minaccia della guerra atomica.

Nel 2004 riceve il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2017 pubblica il libro autobiografico Il mio lungo viaggio. «Ho sempre avuto reticenza a parlare di me. Ora che mi avvicino ai novant’anni comincio a pensare che sono stato testimone diretto di tanti eventi piccoli e grandi e forse alcuni di questi potevano interessare».

Ancora molto attivo nonostante l’età avanzata, fino all’ultimo conduce SuperQuark estate (in onda tutti i mercoledì sera di giugno, luglio ed agosto). Nel corso della puntata del 7 luglio 2022 annuncia di aver raggiunto il traguardo dei settant’anni di carriera in Rai: «C’è da dire una cosa. Perché se è vero che la regina Elisabetta ha festeggiato da poco il suo giubileo di settant’anni dall’incoronazione, dobbiamo dire che anche noi, molto più modestamente, festeggiamo settant’anni. Io in particolare con il programma di oggi arrivo a un dato preciso. Saranno settant’anni che lavoro ininterrottamente per la Rai. Dal 1952, quando non c’era ancora la televisione, sono qui al lavoro».

«Così come il giorno ben speso dà lieto dormire, una vita ben usata dà lieto morire» (Piero Angela, citando Leonardo Da Vinci)

Il 13 agosto 2022, poco dopo la sua morte, la Rai pubblica un messaggio di congedo di Piero Angela dai suoi telespettatori/telespettatrici, scritto nei giorni precedenti e destinato ad esser diffuso tramite i canali social di SuperQuark: «Cari amici, mi spiace non essere più con voi dopo settant’anni assieme; ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e am un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale, ma al tempo stesso umano. Malgrado una lunga malattia, sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco jazz al pianoforte…); ma anche sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia. E’ stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio. Piero Angela».

«Piero Angela, un intellettuale che ha trasmesso conoscenza. Il suo lavoro si è sviluppato per settant’anni e, in questo lungo arco di tempo, ha costruito un patrimonio di sapienza ancor oggi accessibile a tutti. Piero Angela ci ha consegnato anche per il futuro un patrimonio di cultura e di senso di responsabilità, e gli siamo riconoscenti» (dal discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella)

Le due ultime puntate di SuperQuark estate da lui condotte, registrate in giugno, sono andate in onda postume il 17 ed il 24 agosto 2022.

Il 22 dicembre 2022, in occasione di quello che sarebbe stato il suo novantaquattresimo compleanno, a Nichelino (TO) è stato inaugurato un gigantesco murales che raffigura il volto di Piero Angela; meritatissimo omaggio al suo grande impegno ed alla sua dedizione da divulgatore scientifico, nonché al grande affetto per il suo pubblico.

Un secondo murales, opera dell’artista PISKV [Francesco Persichella] e raffigurante un Piero Angela più giovane che sorride e saluta con la mano, è stato realizzato sulla facciata della sede Rai di Torino – via Giuseppe Verdi, 14 (non lontano dalla Mole, dal Museo del Cinema e da palazzo Nuovo) -, che gli è stata intitolata, ed inaugurato circa due anni dopo, nell’ottobre 2024.

Il 13 agosto 2023, in occasione del primo anniversario della sua scomparsa, su RaiUno è andato in onda il documentario (uno speciale di Ulisse – Il piacere della scoperta) Piero Angela. Un viaggio lungo una vita – già trasmesso il 25 maggio 2023 – in cui Alberto Angela ripercorre i settant’anni di carriera di P. Angela, dal primo impiego in radio agli esordi in televisione come corrispondente per la Rai da Parigi e da Bruxelles; dall’esperienza come inviato di guerra in Algeria ed in Vietnam agli incontri con le grandi star del cinema – fra le quali Yves Montand e Kim Novak – e della musica all’approdo alla conduzione del telegiornale su RaiUno.

In primo piano i molti volti dell’uomo che ha raccontato lo sbarco sulla luna e che ha portato la scienza e la natura in prima serata. I già citati, Quark, La macchina meravigliosa, Il pianeta dei dinosauri, SuperQuark, Viaggio nel Cosmo: programmi che hanno segnato profondamente la storia della televisione italiana, sia sotto il profilo dei contenuti sia sotto quello della forma e delle innovazioni del mezzo televisivo in sé.

P. Angela è stato un pioniere, un visionario che, sempre con grande razionalità e rigore scientifico, ha raccontato la complessità del mondo, i progressi della scienza e della tecnologia, ma anche – in forte anticipo sui tempi – le conseguenze dell’accelerazione del progresso, dai problemi ambientali a quelli etici. Un intellettuale che è stato in grado di comunicare con tutti, illustrando questioni a volte molto complesse con un linguaggio molto semplice, chiaro, diretto ed immediato.

Nel documentario, assieme ad Alberto Angela, intervengono i numerosi amici e collaboratori di P. Angela, che condividono i momenti vissuti con lui. Stefano Bollani racconta una grande passione di P. Angela: il jazz. Erano gli anni del dopoguerra, quando sotto il nome di Peter Angela animava i jazz club di Torino, la sua città. E poi Riccardo Muti sulla scelta del grande divulgatore di utilizzare l’Aria sulla quarta nota di J. S. Bach come sigla di Quark – e poi di SuperQuark -; e ancora il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, l’astronauta Paolo Nespoli, la giornalista Gaia Tortora, la quale si sofferma anche sulla grande amicizia di suo padre Enzo Tortora (1928-1988) con Piero Angela.

Una puntata in cui troviamo anche i racconti in prima persona di Piero Angela: dalla prima giovinezza sotto le bombe durante la Seconda guerra mondiale al padre, lo psichiatra Carlo Angela (1875-1949), il quale, durante l’occupazione nazifascista, salvò dalla morte molti ebrei; dai sogni realizzati a quelli che ha dovuto lasciare a metà; dalla lotta contro le fake news e le bufale scientifiche al suo ultimo lavoro, Prepararsi al futuro, un programma nato per mettere al corrente le nuove generazioni sui problemi del mondo e sul come prepararsi ad affrontarli.

Quando è andato in onda, nell’autunno 2022, Piero Angela era già scomparso, ma la sua voce, il suo pensiero e la sua visione del mondo rimarranno per molti anni ancora.

Il documentario Piero Angela. Un viaggio lungo una vita, ritrasmesso su Rai5 (canale 23) in prima serata anche nell’agosto 2024 e nell’agosto 2025 – in occasione del secondo e terzo anniversario della sua scomparsa -, è disponibile su RaiPlay.

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Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi ed articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, convegni, presentazioni, fiere librarie, vernissages

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