Intelligence: presentata la Relazione 2026 sulla sicurezza nazionale

Relazione 2026 sulla Sicurezza

“L’innovazione tecnologica non accompagna più il cambiamento, lo orienta e lo accelera”. È questo in estrema sintesi il focus della Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza presentata alla Camera dai vertici dell’Intelligence. La Relazione, dal significativo titolo “Governare il cambiamento”, poggia sul presupposto che la trasformazione tecnologica è la chiave di lettura dello scenario di sicurezza contemporaneo. Il documento non descrive singole tecnologie o singoli eventi, ma offre un quadro ampio per comprendere l’evoluzione delle minacce, individuare le vulnerabilità dei sistemi e rafforzare la capacità di prevenzione e di governo dei rischi.

L’innovazione riguarda tecnologie già pienamente operative, come la digitalizzazione pervasiva e l’intelligenza artificiale, che convivono con nuove frontiere scientifiche, tra cui le tecnologie quantistiche, destinate a introdurre discontinuità rilevanti anche sul piano della sicurezza delle comunicazioni e della protezione delle informazioni sensibili.

In questo contesto, cambia l’idea stessa di minaccia, che oggi, afferma la Relazione, opera in un contesto multidimensionale e multidominio, che oltre ai tradizionali canali di dominio si estende anche a quello cognitivo, a quello sottomarino, alla proprietà intellettuale: “Il rischio non si esprime più attraverso singole azioni apertamente ostili, ma con processi cumulativi che, inseriti in strategie coerenti e di lungo periodo, possono incidere sulla stabilità istituzionale, sulla fiducia dei cittadini e sulla capacità decisionale delle istituzioni, operando stabilmente al di sotto della soglia del conflitto armato, ad esempio compromettendo una rete, manipolando flussi informativi o trasformando una dipendenza tecnologica in leva di pressione”.

Ne deriva che l’innovazione costituisce oggi il principale volano di trasformazione sistemica, capace di investire l’intera struttura sociale, economica, politica e militare. Innovazione però da declinare non sul piano della reazione quanto sulla costruzione di una visione strategica, responsabile, capace di anticipare eventi e fenomeni.

La Relazione quest’anno non riferisce solo la politica di informazione per la sicurezza e le attività svolte nel 2025, ma propone anche una proiezione verso il futuro rispetto all’impatto che la tecnologia potrà avere su otto ambiti strategici:

  • la sovranità tecnologica e digitale, puntando alla capacità di gestire dati, infrastrutture critiche, algoritmi e filiere tecnologiche evitando dipendenze non governate;
  • i mutamenti geopolitici, laddove il controllo delle nuove tecnologie sta ridefinendo il nuovo ordine mondiale;
  • la sicurezza economico-finanziaria, esposta a un rischio sistemico crescente per via dei mercati digitalizzati, dei sistemi di pagamento interconnessi, delle criptovalute, di catene del valore complesse e nuove minacce alle infrastrutture critiche e ai settori di maggiore competitività;
  • la criminalità organizzata, specialmente di tipo transnazionale, sempre più legata a criptovalute, comunicazioni cifrate, piattaforme digitali, anonimato online, fattori che consentono capacità di elusione senza precedenti e sostengono l’evoluzione dei traffici illeciti;
  • la minaccia interna, con fenomeni di propaganda antagonista favorita dall’evoluzione tecnologica, come quella dell’estrema destra “suprematista e accelerazionista internazionale”, già attenzionata nei precedenti report annuali, con alto potenziale di radicalizzazione online;
  • l’immigrazione irregolare, in cui il fattore tecnologico può tradursi da elemento di potenziamento del contrasto in possibile strumento di pressione;
  • la minaccia terroristica, visto l’espandersi delle crisi internazionali e la capacità delle nuove tecnologie di moltiplicare i processi di radicalizzazione, propaganda e finanziamento per gruppi estremisti e terroristici;
  • la minaccia ibrida, che rappresenta la sintesi operativa di tutte queste dinamiche laddove l’integrazione coordinata di strumenti tecnologici, informativi, economici e politici può far “colpire un avversario senza superare la soglia dell’uso della forza e del conflitto armato”, diventando fattore di minaccia per le democrazie.

Istruttiva, inoltre, la novità offerta dalla Relazione con lo svolgimento di 5 esercizi divulgativi tramite IA su aree tematiche come il conflitto Russia-Nato, la competizione nello spazio, il Daesh in Siria, le criptovalute, le proiezioni dei flussi migratori. Mentre quattro dashboard offrono un confronto metodologico per rafforzare la comprensione dei fenomeni analizzati attraverso indicatori strategici dedicati alla demografia, al clima, alla tecnologia e alla geopolitica. Un inserto infine è dedicato a una frontiera avanzata della competizione globale, la tecnologia quantistica, allo scopo di approfondirne sia le potenzialità, sia i molteplici risvolti che emergono dalla prospettiva della sicurezza nazionale.

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Rossano Colagrossi

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