Tabacco, al via la revisione delle direttive europee 

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La Commissione Europea ha avviato l’iter di revisione della Direttiva sui Prodotti del Tabacco (TPD) e della Direttiva sulla Pubblicità del Tabacco (TAD), lanciando una consultazione pubblica aperta a tutti gli stakeholder, cittadini e associazioni.

Un settore, quello dell’industria legale del tabacco in Europa, che garantisce occupazione stabile, buoni salari e contratti collettivi solidi a circa 47.000 lavoratori diretti e supporta oltre 1,5 milioni di posti di lavoro lungo l’intera filiera agricola, manifatturiera e distributiva.

Avviata il 18 maggio, con delle specifiche tempistiche imposte da Bruxelles, la consultazione online, chiamata “Call for evidence”, è stata aperta per 4 settimane, fino al 15 giugno, tramite il sito della Commissione Europea, per recepire commenti e pareri rispetto ai contenuti delle revisioni delle due direttive TPD e TAD.

Andando però a scandagliare il documento della Commissione, come evidenziato anche dall’EFFAT, sembra proprio che siano assenti le conseguenze che queste nuove restrizioni potrebbero portare, da un punto di vista socioeconomico e occupazionale, sui lavoratori del settore e a cascata su tutto la filiera.

Esistono infatti degli standard di “Better Regulation” che comandano di considerare in maniera precisa anche le ricadute su occupazione, condizioni di lavoro e protezione sociale, e quindi non solamente aspetti socio-sanitari, come invece previsto dalla Commissione nella revisione.

Quindi sembra proprio che questa revisione riporti al suo interno, tra le righe, una sorta di competizione concettuale anacronistica tra salute pubblica e lavoro, quando invece sono strettamente correlate, in quanto, anche da un punto di vista sindacale, si conferma, continuamente, la ricerca di maggiore equilibrio.

Per i sindacati di categoria, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, è necessario agire in modo coordinato per far sentire con forza la propria voce, con manifestazioni, iniziative e azioni, sia nazionali che territoriali, con lo scopo di informare e sensibilizzare sui contenuti di questa circolare.

Le organizzazioni hanno annunciato la divulgazione del documento dell’EFFAT in tutti i luoghi di lavoro del settore, con l’intento di organizzare assemblee con i lavoratori e informarli sui rischi occupazionali di questa revisione europea. Coinvolgendo anche le istituzioni e attivando i contatti con i rappresentanti politici e istituzionali locali, i sindacati puntano ad “evitare derive normative che non tengano conto della tenuta sociale di tale revisione legislativa”.

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Paolo Grossi

Sociologo e PhD, si interessa di agricoltura, sindacato, management e marketing.

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