Ricordo di Gino Fàlleri, figura di giornalista da cui prendere esempio

Cinque anni fa, il 18 marzo 2019, ci lasciava Luigi Fàlleri, detto Gino, Vice Presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio,...

gino falleri

Cinque anni fa, il 18 marzo 2019, ci lasciava Luigi Fàlleri, detto Gino, Vice Presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, nel quale era iscritto dal 1957, nell’elenco pubblicisti, decano e riferimento del giornalismo e, in particolare, del pubblicismo italiano, che si è sempre battuto fino all’ultimo giorno al servizio della libertà di stampa e a difesa del riconoscimento della insostituibile funzione del giornalismo, valutandola obiettivamente, senza cadere nella trappola del corporativismo.  Leader del pubblicismo in Italia e in Europa, è stato un cardine della politica sindacale della professione valutata sempre obiettivamente come perno centrale di una corretta informazione e uno strenuo difensore dei diritti della categoria nel rispetto delle norme che la regolano.

Numerose le iniziative da lui promosse a sostegno e per la promozione di una “cultura dell’informazione” sempre più messa in discussione dai nuovi mezzi utilizzati nella diffusione di notizie da personaggi non sempre qualificati particolarmente attivi nelle reti social.

Nato a Mercatello sul Metauro nel 1926, dopo aver conseguito la Laurea in Giurisprudenza, Gino Falleri ha iniziato l’attività giornalistica nel Messaggero di Roma e, successivamente, come collaboratore, in numerose testate quotidiane e periodiche e in emittenti radio televisive locali e nazionali.

Come Segretario generale aggiunto della FNSI e membro della Giunta della Federazione nazionale della stampa, ha promosso significative azioni per la definizione di un equo compenso per pubblicisti, fotoreporter e freelance non offensivo della loro professionalità in un mercato dove la norma è diventata la precarietà, e per ottenere il superamento dell’anacronistica distinzione tra professionisti e pubblicisti con la costituzione dell’Albo unico. 

Significativa l’attività da lui svolta da Presidente nazionale del GUS – Gruppo Uffici Stampa (Gruppo di specializzazione della Federazione nazionale della stampa) per l’applicazione della Legge 150/2000 che prevede che all’interno degli Uffici Stampa di Enti e Istituzioni pubbliche  siano impiegati solo iscritti all’Ordine dei Giornalisti perché all’Ordine è stato attribuito dalla legge il potere  di vigilare sulla correttezza delle informazioni diffuse dai propri iscritti e perché la diffusione di informazioni nel rispetto della verità e con la maggiore accuratezza possibile, senza subordinarla ad interessi di altri, è alla base delle norme con le quali l’ordinamento giuridico italiano affida al giornalista il compito di rispettare e difendere il diritto ad una informazione veritiera di tutti i cittadini che, solo se correttamente informati, possono esercitare consapevolmente i loro diritti e doveri.

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Jacopo Esposito

Jacopo Esposito

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