Ron Howard compie 70 anni

Il grande attore, regista, sceneggiatore e produttore americano, noto per aver diretto film quali Splash – Una sirena a Manhattan, Cocoon – L’energia...

Ron Howard
Ron Howard alla Festa del Cinema di Roma 2019 (foto Giovanni Currado ©Agrpress)

Il grande attore, regista, sceneggiatore e produttore americano, noto per aver diretto film quali Splash – Una sirena a ManhattanCocoon – L’energia dell’universoCronisti d’assaltoApollo 13A Beautiful MindThe MissingCinderella Man – Una ragione per lottareIl codice Da VinciFrost/Nixon – Il duelloRushHeart of the Sea – le origini di Moby DickElegia americanaTredici vite, e molti altri, compie settant’anni.

Nato a Duncan – in Oklahoma – nel 1954, figlio d’arte – i suoi genitori erano l’attrice Jean Speegle (1927-2000) e l’attore Rance Howard (1928-2017) -, comincia prestissimo a frequentare i palcoscenici, e esordisce al cinema da piccolo in Pellirosse alla frontiera (1956) di Ron Ormond ed in Il viaggio (1959) di Anatole Litvak, con Yul Brynner, Deborah Kerr e Jason Robards (anch’egli al suo esordio cinematografico).

Nei successivi quindici anni recita regolarmente – ricordiamo le serie tv The Andy Griffith Show (1960-68, oltre duecento episodi) e La famiglia Smith (1971-72, circa quaranta episodi), con Henry Fonda e Janet Blair, e la celebre commedia Una fidanzata per papà (1963) di Vincente Minnelli, con Glenn Ford, Shirley Jones, Dina Merrill e Stella Stevens – e la prima occasione importante gli arriva quando George Lucas lo scrittura per il nostalgico American Graffiti (1973).

Dal 1974 al 1980 ripropone il ruolo del ragazzo inesperto con il celebre personaggio di Richie Cunningham nella fortunata serie tv Happy Days.

Negli anni Settanta recita anche in due western molto amari e crepuscolari: La banda di Harry Spikes (1974) di Richard Fleischer e Il pistolero (1976) di Don Siegel, con John Wayne (al suo ultimo film), Lauren Bacall, James Stewart, Hugh O’ Brian e Richard Boone.

Tuttavia, la sua grande passione/ambizione è passare dietro alla macchina da presa e, con l’aiuto di Roger Corman, esordisce alla regia con la commedia Attenti a quella pazza Rolls-Royce (1977).

Abile narratore di storie fantastiche, ottiene i primi riconoscimenti con Splash – Una sirena a Manhattan (1984), con Daryl Hannah, un ventottenne Tom Hanks (in uno fra i suoi primissimi ruoli da protagonista), John Candy e Eugene Levy, e con Cocoon – L’energia dell’universo (1985), favola neopositivista su alieni “buoni” che daranno l’immortalità ad un gruppo di vecchietti desiderosi di non abbandonare la vita.

Nel 1986 fonda la Imagine Films Entertainment e due anni dopo ritrova G. Lucas, autore e produttore di Willow (1988).

Gli anni Novanta e i primi Duemila lo vedono impegnato in differenti generi: dall’epopea romantica – Cuori ribelli (1992) – al dramma spaziale – Apollo 13 (1995), con Tom Hanks e Bill Paxton -, dal thriller d’azione – Ransom – Il riscatto (1996) – al film d’attualità – Ed Tv (1998) -, dalla favola natalizia – Il Grinch (2000) – al bellissimo A Beautiful Mind (2001), con Russell Crowe, e con cui vince l’Oscar per la Miglior Regia, fino al western – The Missing (2003).

Regista dallo stile classico e coinvolgente, si trova a suo agio sia nel biopic – Cinderella Man – Una ragione per lottare (2005), sul pugile J. Braddock – sia nelle megaproduzioni – Il codice Da Vinci (2006), con Tom Hanks e Audrey Tatou.

Ritrova il suo piglio migliore con Frost/Nixon – Il duello (2008), in cui l’appassionata ricostruzione di uno fra i più memorabili confronti mandati in onda dalla tv americana negli anni Settanta – quello fra il giornalista David Frost e l’ex Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon, accusato dello scandalo Watergate – gli fa ottenere una nomination all’Oscar per il Miglior Film e la Miglior Regia.

Fra gli altri film da lui diretti ricordiamo Night Shift – Turno di notte (1982), Gung Ho – Arrivano i giapponesi (1986), Parenti, amici e tanti guai (1989), Fuoco assassino (1991), Cronisti d’assalto (1994), Angeli e demoni (2009), Il dilemma (2011), Rush (2013), Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick (2015), Inferno (2016), Solo: A Star Wars Story(2018), Elegia americana (2020), Tredici vite (2022).

Ha inoltre diretto i documentari Made in America (2013), The Beatles: Eight Days a Week – The Touring Years (2016), e Pavarotti (2019).

Fra le altre pellicole interpretate come attore, Five Minutes to Live(1961), con Johnny Cash, Capobanda (1962) di Morton DaCosta, con Robert Preston e Shirley Jones, Village of the Giants (1965) di Bert I. Gordon, Wyoming, terra selvaggia (1971) di Robert Totten, Eat My Dust(1976) di Charles B. Griffith, American Graffiti 2 (1979) di Bill L. Norton, i film tv The Migrants (1974) di Tom Gries, Locusts (1974) di Richard T. Heffron, Atto d’amore (1980) di Jud Taylor, Fuoco sulla montagna (1981) di Donald Wyre, La morte invisibile (1981) di Roger Young, When Your Lover Leaver (1983) di Jeff Bleckner, ed alcuni episodi delle serie tv Ai confini della realtà – episodio La giostra (1959) -, La grande vallata – episodio Il morso del lupo (1965), Le spie (1966), L’orso Ben (1967 e 1969), di cui era protagonista suo fratello minore Clint Howard (classe 1959), Lassie (1970), Bonanza (1972), Arrested Development – Ti presento i miei (2003-13, oltre cinquanta episodi), in cui è la voce off narrante, This is Us (2017).

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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