Sbarra: ‘lavoratori nei Cda delle aziende, è ora’

La Cisl ha deciso di rilanciare con una sua proposta di legge il tema dell’attuazione dell’articolo 46 della Costituzione, una...

Foto G. Currado © AGR
Luigi Sbarra

La Cisl ha deciso di rilanciare con una sua proposta di legge il tema dell’attuazione dell’articolo 46 della Costituzione, una norma dimenticata e mai attuata, che aveva l’obiettivo di ridisegnare i rapporti tra Stato e cittadino, tra capitale e lavoro, diminuendo il divario tra società civile e poteri pubblici.

La partecipazione dei lavoratori al capitale, attraverso la presenza nei consigli di sorveglianza, è una regola già consolidata che in Germania esiste dalla fine della guerra, con risultati positivi sia sul piano della qualità sia su quello della redistribuzione dei profitti.

Un’iniziativa che Luigi Sbarra, Segretario Generale della Cisl, aveva già preannunciato nei mesi scorsi in occasione del Congresso confederale della Cisl e che farà discutere sia la politica che il mondo delle imprese.

“Vogliamo costruire un nuovo protagonismo del mondo del lavoro e delle imprese – ha dichiarato il leader della Cisl –, chiedendo al Governo ed al Parlamento di approvare una norma per il coinvolgimento dei lavoratori alla gestione, ai risultati e all’organizzazione delle aziende. Nelle prossime settimane inizieremo un’articolata campagna nazionale di raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare sulla partecipazione che deve diventare diritto fondamentale dei lavoratori e dei cittadini, leva centrale di un progresso socialmente sostenibile verso una prospettiva di vera democrazia economica. Con il nostro disegno di legge – ha aggiunto Sbarra – intendiamo, per la prima volta nella nostra storia legislativa, definire e promuovere iniziative contrattuali nazionali e di secondo livello per la partecipazione gestionale, economica, organizzativa e consultiva dei lavoratori”.

L’obiettivo della Cisl è quello di continuare a lavorare ad un “patto sociale” tra Governo, imprese e sindacati, che faccia leva proprio sulla partecipazione dei lavoratori ai processi produttivi, come in parte già avviene in tanti accordi di categoria, nazionali ed aziendali, firmati dai sindacati.

“Occorre rilanciare la crescita, agevolare la ripartenza degli investimenti pubblici e privati, recuperare produttività per redistribuirla alzando salari e retribuzioni, guardare alla quantità e alla qualità del lavoro, elevando le tutele, estendendo la contrattazione, combattendo precarietà e lavoro nero. Il costo del lavoro non può diventare l’alibi dell’immobilismo regolatorio e contrattuale” ha detto Luigi Sbarra.

Il leader della Cisl ha spiegato che la prima tipologia, quella gestionale, riguarda la presenza dei dipendenti o di professionisti da loro indicati nei consigli di amministrazione o di sorveglianza; la seconda, quella economico-finanziaria, regola la compartecipazione ai profitti e ai risultati dell’impresa, compreso l’azionariato; la terza, quella organizzativa, si riferisce alla modalità di coinvolgimento dei lavoratori nelle decisioni relative ai miglioramenti organizzativi, di processo e di prodotto e, infine, l’ultima, quella consultiva, avviene attraverso il necessario confronto a monte con il sindacato sulle decisioni più rilevanti per il futuro dell’azienda.

Un progetto rivoluzionario, ma che non intende stravolgere il quadro dei rapporti tra imprese e sindacato: la strada che abbiamo scelto – ha spiegato Sbarra – non è quella di un’imposizione “dall’alto” e della sanzione. Al contrario, il nostro disegno di legge predispone una serie di leve promozionali, meccanismi incentivanti di natura economica o normativa, nella convinzione che la partecipazione e il confronto con il sindacato siano ricchezza per la competitività e non zavorra per la crescita. Il nostro tessuto produttivo è molto eterogeneo e caratterizzato dalla piccola e media impresa diffusa: è quindi auspicabile che siano le rappresentanze in impresa e sui territori ad individuare forme di coinvolgimento, scegliendole nel novero delle opportunità che la nostra legge vuole offrire ad ogni imprenditore italiano”, ha concluso.

Il messaggio della Cisl è chiaro ed indirizzato non solo al Governo e alle associazioni imprenditoriali, ma anche agli altri sindacati: “promuovere la crescita della nostra società nel segno della corresponsabilità” per un’Italia moderna, produttiva, giusta e sostenibile.

, ,
Maria Antonietta Conso

Maria Antonietta Conso

Classe 1996, giornalista pubblicista esperta in comunicazione e marketing e appassionata di temi sindacali.

Dalla Home