Se ne va Angela Lansbury. Addio all’indimenticabile “Signora in giallo”

È scomparsa pochi giorni prima del suo novantasettesimo compleanno la grande attrice britannica, interprete di “Angoscia” di George Cukor, “Il...

Angela Lansbury nel ruolo di Jessica B. Fletcher in "La Signora in giallo"

È scomparsa pochi giorni prima del suo novantasettesimo compleanno la grande attrice britannica, interprete di “Angoscia” di George Cukor, “Il ritratto di Dorian Gray” di Albert Lewin, “Mi dovrai uccidere!” di Peter Godfrey, “La lunga estate calda” di Martin Ritt, “E il vento disperse la nebbia” e “Va’ e uccidi” di John Frankenheimer, “Pomi d’ottone e manici di scopa” di Robert Stevenson e “Assassinio sul Nilo” di John Guillermin, e nota in tutto il mondo come la scrittrice Jessica B. Fletcher della serie tv “La signora in giallo”.

Nata a Londra nell’ottobre 1925, Angela Brigid Lansbury – meglio nota come Angela Lansbury – studia recitazione in Inghilterra presso la Webber-Douglas School of Singing and Dramatic Art e poi, dopo essersi trasferita negli Stati Uniti in seguito ai bombardamenti tedeschi su Londra dell’autunno 1940, alla Feagin School of Drama and Radio.

Nel ’42, a diciassette anni, si esibisce come cantante e cabarettista in un night club di Montreal – in Canada – e nel frattempo fa alcuni provini per il cinema.

Attrice di ragguardevole talento, ottiene la sua prima Nomination all’Oscar come Miglior Attrice non Protagonista al suo esordio cinematografico, ovverosia Angoscia (1944) di George Cukor, con Ingrid Bergman e Charles Boyer. L’anno successivo ne otterrà una seconda (sempre come Miglior Attrice non Protagonista) per il ruolo della giovane Sybil Vane in Il ritratto di Dorian Gray (1945) di Albert Lewin, tratto dall’omonimo romanzo di Oscar Wilde, e con cui vince il Golden Globe.

Dopo Le ragazze di Harvey (1946) di George Sidney e Nuvole passeggere (1946) di Richard Whorf, nel ’47, A. Lewin la vuole insieme a George Sanders in Il disonesto, versione cinematografica di Bel Ami (1885) di Guy de Maupassant.

Dopo Lo stato dell’Unione (1948) di Frank Capra, con Katharine Hepburn, Spencer Tracy, Adolphe Menjou e Van Johnson, I tre moschettieri (1948) di George Sidney, con Gene Kelly, Lana Turner, June Allyson, Van Heflin e Vincent Price, Il Danubio rosso (1949), anch’esso di G. Sidney, e Sansone e Dalila (1949) di Cecil B. DeMille, negli anni Cinquanta appare in numerosi  film, fra cui ricordiamo Kind Lady (1951) di John Sturges, Gli ammutinati dell’Atlantico (1952) di Edward Dmytryk, La porta del mistero (1953) di Don Weis, L’ultimo agguato (1954) di Paul Guilfoyle, La maschera di porpora (1955) di H. Bruce Humberstone, Il giullare del re (1955) di Melvin Frank e Norman Panama, il western I senza Dio (1955) di Joseph H. Lewis, con Randolph Scott, Mi dovrai uccidere! (1956) di Peter Godfrey, in cui recita con un Raymond Burr pre Perry Mason e Ironside, La lunga estate calda (1958) di Martin Ritt, con Paul Newman, Joanne Woodward e Orson Welles – il quale, fra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, intervistato da un giovane Peter Bogdanovich, affermerà: «Mi è piaciuto molto lavorare con Joanne Woodward – avevamo delle belle scene insieme – e con Angela Lansbury. La adoro» -, la commedia Come sposare una figlia (1958) di Vincente Minnelli, con Rex Harrison, Kay Kendall, Sandra Dee e John Saxon, L’estate della diciassettesima bambola (1959) di Leslie Norman.

Nel ’64 debutta a Broadway con il musical Anyone Can Whistle di Stephen Sondheim, ma il successo – sia di pubblico sia di critica – arriverà dal musical Mame (la cui musica era stata scritta da Jerry Herman per Judy Garland, la quale poi rinuncerà alla parte), che replicherà con grande e instancabile professionalità in millecinquecento repliche e con cui otterrà il suo primo Tony Award. Negli anni successivi vincerà altri tre (nel ’69, nel ’74 e nel ’79).

Nel frattempo recita in Il buio in cima alle scale (1960) di Delbert Mann, E il vento disperse la nebbia (1962) di John Frankenheimer, con Warren Beatty e Karl Malden e Va’ e uccidi (1962) anch’esso di J. Frankenheimer, in cui interpreta il ruolo negativo della madre di Laurence Harvey, il quale aveva solo tre anni meno di lei. Questo il suo destino per la maggior parte della sua carriera cinematografica: quello di esser scritturata per parti da donna “cattiva” o strampalata, sovente molto più vecchia della sua età effettiva, anche per via del suo volto dai lineamenti marcati, decisamente lontano dai canoni estetici femminili che andavano per la maggiore nel cinema americano dell’epoca nonostante il suo fisico atletico, la sua alta statura (un metro e settantadue cm), le sue doti d’interprete e la sua notevole versatilità.

Negli anni Settanta la ricordiamo nell’evergreen disneyano Pomi d’ottone e manici di scopa (1971) di Robert Stevenson, con David Tomlinson, e nei gialli Assassinio sul Nilo (1978) di John Guillermin, tratto dall’omonimo libro di Agatha Christie ed interpretato da Peter Ustinov, David Niven e Mia Farrow, Il mistero della signora scomparsa (1979) di Anthony Page, e Assassinio allo specchio (1980) di Guy Hamilton, anch’esso tratto da Agatha Christie.

Fra gli altri film ricordiamo Gran Premio (1944) di Clarence Brown, con Elizabeth Taylor (al suo secondo film), Olympia (1960) di Michael Curtiz, Blue Hawaii (1961) di Norman Taurog, Amori proibiti (1963) e La più grande storia mai raccontata (1965) di George Stevens, con Max von Sydow, La vita privata di Henry Orient (1964) di George Roy Hill, con Peter Sellers, Tre donne per uno scapolo (1964) e Una donna senza volto (1966) di Delbert Mann, Le avventure e gli amori di Moll Flanders (1965) di Terence Young, tratto dal romanzo di Daniel Defoe Fortune e sfortune della famosa Moll Flanders ed interpretato da Kim Novak, Jean Harlow, la donna che non sapeva amare (1966) di Gordon Douglas, I pirati di Penzance (1983) di Wilford Leach, In compagnia dei lupi (1984) di Neil Jordan, Nanny McPhee – Tata Matilda (2005) di Kirk Jones, I pinguini di Mr Popper (2011) di Mark Waters.

In epoche più recenti è apparsa in Buttons (2018) di Tim Janis e Il ritorno di Mary Poppins (2018) di Rob Marshall.

Nonostante le sue ottime e numerose performances cinematografiche e teatrali nell’arco di oltre trentacinque anni, Angela Lansbury diventerà nota in tutto il mondo ed entrerà nell’immaginario collettivo in televisione, con il ruolo di Jessica B. Fletcher, l’acuta e caparbia scrittrice di romanzi gialli di Cabot Cove – nel Maine – che collabora con la polizia per risolvere casi di omicidio nella celebre serie tv “Murder”: She Wrote (La signora in giallo), ruolo interpretato per dodici stagioni (dal 1984 al 1996) per un totale di oltre duecentosessanta episodi, tradotti e trasmessi in decine di Paesi con enorme successo di pubblico. Una sorta di “Miss Marple degli anni Ottanta e Novanta.. Un successo intramontabile che prosegue ancora oggi attraverso le numerose repliche televisive.

Appare anche in vari film tv – 68 gialli per un omicidio (1984) di Alvin Rakoff, Volo KAL 007 – Alla ricerca della verità (1988) di Michael Pressman, The Shell Seekers (1989) di W. Hussein, The Love She Sought (1990) di Joseph Sargent, In volo per un sogno – (1992) di Anthony Shaw, Mamma Natale (1996) di Terry Hughes, La signora Pollifax (1998) di Anthony Pullen Shaw, The Blackwater Lightship (2004) di John Erman –  ed in episodi di serie – Undicesima oraOrganizzazione U.N.C.L.E., Le cause dell’avvocato O’ BrienMagnum P.I.Il tocco di un angeloLaw & Order – Unità vittime specialiLaw & Order – Il verdetto – e miniserie – Gloria Vanderbilt di Waris Hussein, Segreti di William Hale, Voglia di vincereLa rabbia degli angeli – La storia continua di Paul Wendkos, Piccole donne.

Fra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila torna ad interpretare il ruolo di Jessica B. Fletcher nei film tv La signora in giallo – Vagone letto con omicidio (1997), la signora in giallo – Appuntamento con la morte (2000), La signora in giallo – L’ultimo uomo libero (2001) e La signora in giallo – La ballata del ragazzo perduto (2003), tutti di Anthony Pullen Shaw.

Nel 2013, ancora attiva – soprattutto a teatro – nonostante l’età molto avanzata, le viene conferito il titolo britannico di “Dame” e, l’anno seguente, riceve un meritatissimo – nonché tardivo – Oscar alla Carriera.

Reciterà ancora nella commedia Blithe SpiritSpirito allegro, scritta da Noël Coward nel 1940 – al Gielgud Theatre di Londra (da marzo a giugno 2014) e in un tour negli Stati Uniti nel 2015, dopo averla già portata in scena a Broadway nel 2009.

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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