Settimana lavorativa di 4 giorni: successo per molti Paesi, l’Italia resta a guardare

Lavorare meno, avendo così più tempo libero a disposizione e con effetti benefici sull’ambiente, e meglio è possibile. Basti vedere...

Lavorare meno, avendo così più tempo libero a disposizione e con effetti benefici sull’ambiente, e meglio è possibile. Basti vedere gli esempi che stanno dimostrando diversi Paesi, come la Scozia ed il Belgio.

Ad esse si è aggiunta recentemente anche il Regno Unito che ha deciso di testare il progetto pilota, che durerà sei mesi, delle settimana lavorativa di quattro giorni. Un progetto che si è già rivelato un successo.

Lo scorso giugno a lanciarlo è stata l’organizzazione no-no profit 4 Day Week Global, in collaborazione con l’Università di Cambridge, il Boston College e l’Università di Oxford e al quale hanno aderito oltre 70 aziende britanniche.

A distanza di tre mesi dall’avvio della sperimentazione, 4 Day Week Global ha voluto tracciare un primo bilancio che, a quanto sembra, è decisamente positivo: oltre a garantire maggior tempo libero a tremila lavoratori, in molti casi la settimana lavorativa corta ha aumentato i livelli di produttività aziendali.

“La settimana di quattro giorni è stata finora trasformativa per noi – ha dichiarato Sharon Platts, Chief People Officer di Outcomes First Group, la società impegnata nell’assistenza dei ragazzi autistici –. Siamo stati lieti di vedere un aumento della produttività e siamo stati anche in gradi di applicarla nei nostri servizi di istruzione e assistenza, cosa che pensavamo sarebbe stata molto più impegnativa. Sebbene sia ancora all’inizio – prosegue –, siamo fiduciosi di continuare anche dopo l’esperimento, l’impatto sul benessere dei colleghi è stato palpabile”.

Adeguarsi però alla settimana lavorativa di quattro giorni non è stato sempre facile ed immediato: “stiamo imparando che per molti è una transizione abbastanza fluida e per alcuni esistono degli ostacoli comprensibili, specialmente tra coloro che hanno pratiche, sistemi o culture relativamente rigidi che risalgono al secolo scorso – ha detto Joe O’Connor, CEO della Ong globale – 4 Day Week Global e i suoi nostri partner stanno supportando queste aziende per facilitare la transizione verso un modello di lavoro flessibile e utilizzando i risultati affinché molte più società scelgano di provare ad adattarsi”.

Lavorare 4 giorni invece di 5, a parità di stipendio, sta portando a moltissimi benefici in Gran Bretagna. Lo confermano le risposte raccolte da 4 Day Week Global a seguito di brevi sondaggi sottoposti alle aziende partecipanti: l’88% degli intervistati ha dichiarato che la settimana lavorativa di quattro giorni sta funzionando “bene” per la propria attività in questa fase della sperimentazione. Il 46% delle persone interpellate ha affermato invece che la produttività aziendale è rimasta pressoché invariata, mentre per il 34% è “lievemente migliorata”; il 15%, infine, ha dichiarato che la produttività in azienda è “migliorata in modo significativo”.

E’ stato chiesto anche quanto si è rivelato agevole il passaggio alla nuova modalità di lavoro su una scala da 1 (estremamente impegnativo) a 5 (estremamente agevole): per la maggior parte dei partecipanti la transizione è stata quasi del tutto priva di ostacoli. Il 29% ha barrato l’opzione “5”; il 49% ha selezionato “4” e, infine, solo il 20% ha optato per la risposta “3”.

“Finora la prova settimanale di quattro giorni ha avuto un enorme successo per noi – ha dichiarato Claire Daniels, CEO dell’agenzia di digital marketing Trio Media –. La produttività è rimasta elevata, con un aumento del benessere per il team, insieme al rendimento finanziario del nostro business, migliorato del 44%”.

Mentre nel Regno Unito e in tanti altri Paesi del mondo si lavora meno, l’Italia resta a guardare.

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Maria Antonietta Conso

Maria Antonietta Conso

Classe 1996, giornalista pubblicista esperta in comunicazione e marketing e appassionata di temi sindacali.

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