Attori, registi e volti dello spettacolo tra flash, ritratti e premiazioni nella notte del Teatro Cortesi. Nel corso della serata di domenica 30 agosto 2026 Sirolo (AN) ha assunto l’atmosfera delle grandi kermesse dello spettacolo: artisti, fotografi e pubblico hanno animato gli spazi antistanti il Teatro Comunale Cortesi prima della cerimonia conclusiva della XXII edizione del Festival e Premio Nazionale Franco Enriquez – Città di Sirolo, dedicata al tema “Il teatro una via per la pace“.
Interpreti, registi, autori e personalità della cultura hanno dato vita a una serata in grado di unire teatro, cinema e televisione. Fra i protagonisti/protagoniste Lino Guanciale, Andrée Ruth Shammah, Milena Vukotic, Giuliana De Sio, Gabriele Vacis, Giorgio Felicetti, Gianni Forte, Giuseppe Argirò, Andrea Mirò, Emilio Russo, Roberto Valerio, Alessandro D’Ambrosi e Fabiana Iacozzilli.
Prima dell’ingresso in teatro, i premiati sono stati ritratti dal fotografo Massimo Nocelli di fronte alla grande immagine allestita all’esterno del Cortesi. Una sequenza di volti ed incontri che ha accompagnato l’arrivo degli ospiti, creando una sorta di ideale passerella dello spettacolo e costruendo, attraverso la fotografia, la memoria visiva dell’edizione 2026.
A consegnare i Premi Franco Enriquez 2026 sono stati Paolo Larici (presidente e direttore artistico del Festival), Filippo Moschella (Sindaco di Sirolo), e Carlo Ciccioli (europarlamentare).
A condurre la cerimonia Giannino della Frattina (giornalista de «Il Giornale») che ha accompagnato il succedersi dei premiati. Fra gli invitati anche Vincenzo Varagona, presidente nazionale dell’UCSI – Unione Cattolica Stampa Italiana.
Fra i momenti centrali, il Premio alla Carriera ad Andrée Ruth Shammah (regista e direttrice del Teatro Franco Parenti di Milano), la quale ha richiamato il valore insostituibile dell’incontro fra attore e pubblico e la natura profondamente umana dell’esperienza teatrale.
Lino Guanciale ha ricevuto il riconoscimento come migliore attore per Miracolo a Milano, spettacolo diretto da Claudio Longhi, produzione del Piccolo Teatro di Milano.
Nel suo intervento L. Guanciale ha posto l’accento sulla dimensione collettiva del mestiere dell’attore e sulla relazione fra interpreti e spettatori che si crea sulla scena.
Particolare rilievo anche al premio assegnato a Gabriele Vacis ed alla Compagnia PoEM per Sette a Tebe da Eschilo, nella categoria Teatro classico e contemporaneo, sezione Regia e giovani compagnie. Lo spettacolo ha riportato il mito nel presente, trasformando il conflitto fra Eteocle e Polinice in una riflessione sulle guerre, sulle divisioni e sulle nuove solitudini della società contemporanea.
Con Giorgio Felicetti, premiato per Corpus Pasolini, è tornata invece al centro la voce di Pier Paolo Pasolini (1922-1975), proposta non come semplice memoria del Novecento, ma come strumento ancora in grado di interrogare criticamente il nostro tempo.
Sul palcoscenico del Teatro Cortesi si sono incontrate così generazioni e linguaggi differenti: dalla tragedia classica alla drammaturgia contemporanea, dal teatro di parola alla musica, fino al cinema ed alla televisione. Proprio la presenza di artisti in grado di attraversare ambiti diversi dello spettacolo ha conferito alla serata un carattere più ampio rispetto alla tradizionale cerimonia di premiazione.
Il progetto culturale promosso da Paolo Larici e dal Centro Studi Drammaturgici Internazionali Franco Enriquez ha mantenuto al centro dell’intera edizione il rapporto fra ricerca artistica e responsabilità civile. Il tema “Il teatro una via per la pace” ha attraversato spettacoli, incontri e riconoscimenti, riaffermando la funzione del teatro come luogo della parola, dell’ascolto e del confronto.
La XXII edizione si è chiusa dunque con una galleria di volti, voci ed esperienze che, dai ritratti fotografici realizzati prima dell’ingresso fino alla cerimonia sul palcoscenico, hanno trasformato il Teatro Cortesi ed il centro di Sirolo in un punto d’incontro dello spettacolo italiano.








