Sugar tax, Rota: “A rischio lavoro e no benefici salute. Sostegno dieta mediterranea”

La sugar tax, inizialmente prevista per il 2026, è pronta a entrare in vigore dal primo luglio 2024. Si tratta...

Onofrio Rota, Sugar Tax

La sugar tax, inizialmente prevista per il 2026, è pronta a entrare in vigore dal primo luglio 2024. Si tratta di un’imposta sulle bevande zuccherate per contrastare l’obesità e ulteriori problematiche legate al consumo eccessivo di zuccheri, spingendo i consumatori verso scelte più sane e salutari.

La misura, pensata per colpire le bevande edulcorate, sarà applicata a una vasta gamma di prodotti, dalle classiche bibite gassate ai succhi di frutta contenenti zuccheri o dolcificanti. 

L’attuazione di questa imposta ha suscitato polemiche e tensioni all’interno della maggioranza tra il ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgietti e il ministro degli affari esteri, Antonio Tajani, che ha espresso forte opposizione alla sua introduzione anticipata. 

Forza Italia, infatti, ha manifestato il proprio disappunto per la mancanza di confronto preventivo e ha ribadito la propria posizione contraria alla sugar tax, già espressa durante la discussione della legge di bilancio, mettendo soprattutto in discussione la reale efficacia della misura e del suo impatto sull’economia e sull’occupazione, data la riduzione dell’aliquota, da dieci a cinque euro per ettolitro per i prodotti finiti e da 0,25 a 0,13 euro per chilo per i prodotti diluiti.

Le previsioni sull’impatto economico della sugar tax sono discordanti. Se da un lato il governo auspica una riduzione del consumo di bevande zuccherate e un miglioramento della salute pubblica, dall’altro i produttori e alcune associazioni prevedono un calo delle vendite, tagli agli investimenti e rischi occupazionali molto significativi.

Secondo una stima fatta da Assobibe, l’Associazione dei produttori di bevande analcoliche in Italia, si prevede una contrazione delle vendite del 16% con conseguenti tagli agli investimenti e ai posti di lavoro ed un aumento dei prezzi al consumatore finale, poiché le aziende potrebbero scaricare almeno in parte il costo della tassa sui prodotti.

Inoltre, tante associazioni, enti e organizzazioni sindacali, di categoria, in rappresentanza dei consumatori, si sono espresse in modo contrario. 

«Sulla Sugar Tax riscontriamo da anni un atteggiamento ambiguo da parte della politica quando invece servirebbe una presa di posizione chiara e coerente: una misura del genere potrebbe avere ricadute occupazionali pesanti su uno dei comparti più importanti della nostra industria alimentare, senza creare alcun beneficio in termini di salute pubblica». Ha scritto, per esempio, sulla pagina Facebook della Fai-Cisl il Segretario Generale Onofrio Rota, commentando la notizia della parziale applicazione della Sugar Tax prevista dal primo luglio 2024.

«La lotta al cosiddetto junk food – ha aggiunto il sindacalista – va realizzata con un progetto educativo di ampio respiro, che coinvolga il mondo della scuola, della sanità e delle tante imprese italiane che da anni stanno investendo per apportare innovazioni di processo e di prodotto a vantaggio della salute e dell’ambiente. Si incentivi piuttosto questo tipo di innovazioni, anziché gravare sulle tasche dei consumatori con una nuova tassa che non porterebbe ad alcun risultato nella lotta a obesità e altre malattie, come peraltro riscontrato già in altri Paesi».

«Al Governo – ha concluso Rota – chiediamo di cancellare questa misura e investire piuttosto a sostegno alla dieta mediterranea e di consumi alimentari più consapevoli, nella certezza che un balzello come la Sugar Tax finirebbe soltanto per danneggiare lavoratori e imprese».

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Maria Antonietta Conso

Maria Antonietta Conso

Classe 1996, giornalista pubblicista esperta in comunicazione e marketing e appassionata di temi sindacali.

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