L’attesa è finalmente giunta al termine per quello che si preannuncia come l’evento cinematografico dell’estate: il prossimo 16 luglio sbarca infatti nelle sale italiane Odissea, il nuovo, monumentale kolossal diretto da Christopher Nolan.
Dopo aver realizzato film che esplorano le pieghe del tempo, come Memento (2000), e i tormenti della storia recente, come l’ultimo Oppenheimer (2023), il regista premio Oscar compie un viaggio alle radici stesse della narrazione occidentale, portando sul grande schermo il poema omerico per eccellenza. Girato interamente in pellicola con tecnologie IMAX di ultima generazione, il film promette di trasformare il classico viaggio di ritorno a Itaca in un’esperienza visiva e sensoriale senza precedenti.
Al centro di questa epica trasposizione troviamo un cast corale di proporzioni mastodontiche, che vanta ben trentatré interpreti tra i volti più noti di Hollywood: a guidare la spedizione nei panni di Odisseo c’è Matt Damon, affiancato da stelle del calibro di Zendaya, Tom Holland ed Elliot Page. Per Nolan, l’avventura di Ulisse non è soltanto un polveroso mito scolastico, ma il contenitore universale di temi a lui da sempre cari: l’ossessione per il tempo, la memoria, il peso delle proprie scelte e l’eterno dilemma se sia davvero possibile tornare a casa ed essere la stessa persona che si era al momento della partenza sono questioni ricorrenti nella sua filmografia sin dai primi lavori.
Dietro la magnificenza visiva di un’opera titanica, che terrà gli spettatori incollati alle poltrone per ben due ore e cinquantadue minuti, si celano scelte autoriali che hanno già iniziato a far discutere i puristi Oltre all’abbandono di dialoghi aulici a favore di un inglese contemporaneo con marcati accenti americani, è stata proprio la composizione del cast a finire nell’occhio del ciclone: infatti, diversi interpreti sono stati duramente attaccati dal pubblico e da una parte della critica, che li ha giudicati del tutto inadatti ai ruoli assegnati. Le accuse parlano di scelte “poco precise” dal punto di vista storico e filologico, con attori considerati privi di quella solennità classica necessaria per incarnare eroi omerici di tale calibro. Per il regista, tuttavia, si tratta di una mossa calcolata: destrutturare l’aura intoccabile del mito per restituire al pubblico odierno personaggi fallibili e ferocemente umani, con cui lo spettatore contemporaneo possa immedesimarsi.
A bilanciare le controversie sul cast ci pensa però l’indiscutibile ambizione tecnica della produzione, che promette di lasciare a bocca aperta anche i detrattori più feroci: come da tradizione Nolan ha infatti ridotto all’osso l’utilizzo della computer grafica, spingendosi a limiti impensabili per un film d’avventura di questa portata. Per ricreare le insidie del mare e gli ostacoli del viaggio verso Itaca, la troupe ha costruito veri e propri modelli in scala reale delle imbarcazioni achee, girando per mesi in mare aperto e sfidando condizioni climatiche imprevedibili, trasformando il set in una vera e propria odissea lavorativa, un sacrificio immane che garantirà però agli spettatori sequenze di tempeste e naufragi di un’intensità mai vista prima sul grande schermo.
Che si tratti di una scommessa vinta o dell’ennesima audace provocazione di un cineasta che non smette di sfidare le convenzioni del blockbuster, The Odyssey ha tutte le carte in regola per dominare le conversazioni dei prossimi mesi. L’appuntamento al buio della sala si preannuncia come un rito collettivo irrinunciabile, l’occasione perfetta per riscoprire il “mito di tutti i miti” attraverso il lavoro di uno dei più grandi registi contemporanei e la lente visionaria del cinema di oggi.





