The Prisoner di Peter Brook al Teatro Vittoria

Ha debuttato giovedì 11 ottobre 2018 al Teatro Vittoria – Piazza S.Maria Liberatrice 10, in zona Testaccio – a Roma...

Ha debuttato giovedì 11 ottobre 2018 al Teatro Vittoria – Piazza S.Maria Liberatrice 10, in zona Testaccio – a Roma lo spettacolo di Peter Brook “The Prisoner”, regia di P. Brook e di Marie-Hélène Estienne, interpretato da Hiran Abeysekera, Kalieaswari Srinivasan, Omar Silva, Hervé Goffings e Hayley Carmichael.

Peter Brook, il rivoluzionario maestro del teatro internazionale, più volte ospite di RomaEuropa Festival, torna con il suo ultimo spettacolo diretto insieme a Marie-Hèlène Estienne.

Un cast multietnico per affrontare con la maestria e quel consueto tocco lirico che caratterizza la scrittura scenica di questo gigante del teatro mondiale, i temi della punizione, della giustizia e del crimine. Un uomo siede da solo davanti a un’enorme prigione in un paesaggio desertico. Chi è? E perché si trova in questo luogo? È una sua libera scelta oppure sta scontando una qualche forma di punizione? E coloro che sono dentro il carcere che crimini hanno commesso? Come guardano a loro volta l’uomo che li sta osservando? È un pazzo o forse u Dio?

Cos’è la redenzione e quale il significato del termine giustizia in un mondo dove carcerati e guardiani si scrutano reciprocamente ponendosi le stesse domande?

The Prisoner di Peter Brook, (regia: P. Brook e di Marie-Hélène Estienne; interpreti: Hiran Abeysekera, Kalieaswari Srinivasan, Omar Silva, Hervé Goffings, Hayley Carmichael) rimarrà in scena al Teatro Vittoria fino a sabato 20 ottobre 2018.   

Di Peter Brook, nel settembre 2018, è uscito in Italia il libro Tra due silenzi. Domande e risposte sul teatro (Dino Audino Editore, collana “Voci e volti dello spettacolo”)

Ad oltre vent’anni dalla visita di Peter Brook al campus della Southern Methodist University di Dallas, Tra due silenzi offre per la prima volta ai lettori italiani le risposte ai quesiti posti in quella occasione da studenti e colleghi al grande regista teatrale.

Le riflessioni racchiuse nelle pagine del libro non risentono in alcun modo del passare degli anni bensì, al contrario, conservano forza e vitalità, continuando ad ispirare interpretazioni sempre nuove. Nel corso delle dodici ore d’intervista Brook, stimolato dalla curiosità degli interlocutori, affronta con passione e chiarezza gli argomenti più vari, dalle sue produzioni più celebri al rapporto con gli altri grandi del teatro come il francese Antonin Artaud (1896-1948) ed il polacco Jerzy Grotowski (1933-1999) fino all’impronta multiculturale che contraddistingue i suoi lavori più recenti. Il lettore non si troverà di fronte a messaggi o a verità impartite, bensì ad un botta e risposta spontaneo ed orientato al continuo scambio di prospettive, in quel rispetto della diversità che, secondo Brook, è la vera garanzia di un teatro ricco ed autentico. Un teatro che può nascere solo nello spazio che si crea fra il silenzio della noia e quello della partecipazione.

Peter Brook (Londra, 1925) è considerato all’unanimità come uno fra i più grandi registi teatrali al mondo. Nella sua eccezionale carriera spiccano le regie di Tito Andronico (1955), con Laurence Olivier e Vivien Leigh, Re Lear (1962), con Paul Scofield, Marat/Sade (1964) e Sogno di una notte di mezza estate (1970) entrambi con la Royal Shakespeare Company. Dopo il suo trasferimento a Parigi e la nascita del Centre International de Créations Théâtrales presso il Théâtre Des Bouffes Du Nord, ha diretto una serie di produzioni ai confini del teatro, quali Ik (1975), La Conferenza degli uccelli (1976), Mahabharata (1985) e La tragedia di Amleto (2000).

Fra le sue regie cinematografiche ricordiamo Il masnadiero (1953), con Laurence Olivier, Moderato cantabile (1960), Il signore delle mosche (1963), Marat/Sade (1967), Tell Me Lies (1968), Re Lear (1970), Incontri con uomini straordinari (1979), La tragèdie de Carmen (1983), Mahabharata (1989), Riccardo II – Un uomo, un re (1996).   

I suoi libri hanno influenzato due differenti generazioni di registi ed attori. Di Peter Brook, Dino Audino Editore ha già pubblicato La qualità del perdono (2015) e Il punto in movimento (2016).

Tra due silenzi. Domande e risposte sul teatro di Peter Brook, a cura di Dale Moffit, pubblicato da Dino Audino editore (Roma) nella collana “Voci e volti dello spettacolo”, introduzione all’edizione italiana e traduzione di Pino Tierno, è disponibile in libreria e online da settembre 2018.

 

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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