Un decennio fa moriva il noto attore napoletano, con il quale son cresciute due generazioni di spettatori e moltissimi bambini.
Nato a Napoli il 31 ottobre 1929 Carlo Pedersoli – meglio noto con il nome d’arte Bud Spencer (“Bud” dalla birra Budweiser – in Italia commercializzata come “Bud” -, e “Spencer” in omaggio al grande Spencer Tracy, il suo attore preferito) – si appassiona fin da bambino a vari sport, in particolare al nuoto, per cui dimostra subito una grande predisposizione, vincendo alcuni piccoli premi.
Nel 1940, lascia Napoli con la famiglia per motivi connessi al lavoro di suo padre e si trasferisce a Roma, dove comincia le scuole superiori ed entra a far parte di un club di nuoto. Una volta conclusi gli studi si iscrive all’Università di Roma, dove studia Chimica.
Nel gennaio del 1947 la famiglia si trasferisce nuovamente, questa volta in Sud America, e lui è quindi costretto ad abbandonare gli studi. In Brasile, lavora presso il consolato italiano di Recife.
Due anni dopo, nel 1949, torna in Italia dopo esser stato tesserato dalla S.S. Lazio Nuoto (si era affermato ai campionati italiani di nuoto sia nello stile libero sia nelle staffette miste). Nei cento metri stile libero entrerà nella storia del nuoto per essere stato il primo italiano a scendere sotto il minuto netto (59,5 nel 1950 sia a Salsomaggiore in vasca da venticinque metri sia a Vienna). Nel 1949 aveva esordito in nazionale e l’anno seguente viene convocato per i campionati europei di Vienna, dove nuota in due finali (quinto nei cento metri e quarto con la staffetta 4×200).
Nel 1951, ai Giochi del Mediterraneo di Alessandria d’Egitto, vince due medaglie internazionali nel nuoto (secondo sia nei cento metri sia con la 3×100 metri mista). Nello stesso periodo è anche giocatore di rugby come seconda linea. Nel frattempo riprende gli studi (iscrivendosi nuovamente all’Università di Roma, alla facoltà di Giurisprudenza), ma non li porterà a termine.
Negli stessi anni il suo fisico massiccio e imponente viene notato dall’ambiente cinematografico. Il suo esordio avviene in Quel fantasma di mio marito (1950) di Camillo Mastrocinque e in Quo Vadis? (1951) di Mervyn LeRoy, in cui fa una veloce apparizione interpretando un centurione romano. Negli anni successivi continuerà a recitare in alcune piccole parti, la più nota fra le quali è senz’altro quella di Nando, il manesco fidanzato della giovane Marcella (interpretata da Giovanna Ralli) in Un eroe dei nostri tempi (1955) di Mario Monicelli, con Alberto Sordi.
L’anno avanti, nel 1954, era stato fra gli interpreti del bellico Siluri umani di Antonio Leonviola, con Raf Vallone. Negli stessi anni, gareggia per i colori italiani ai Giochi Olimpici di Helsinki del 1952, nella gara dei cento metri stile libero. Dopo le Olimpiadi, assieme ad altri giovani atleti, viene invitato alla Yale University, e trascorre alcuni mesi negli Stati Uniti.
Nel 1955 viene convocato ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona come pallanuotista, dove vince la medaglia d’oro con la nazionale. L’anno seguente, nel 1956, partecipa ai Giochi Olimpici di Melbourne e, nei cento metri stile libero, giunge nuovamente in semifinale.
Nel 1957 fa ritorno in Sud America e per nove mesi lavora per un’impresa statunitense impegnata nella costruzione di una lunga strada di collegamento fra Panama e Buenos Aires (la celebre Panamericana), nel tratto fra il Venezuela e la Colombia.
Una volta conclusa tale esperienza passa all’Alfa Romeo di Caracas, per cui lavora fino al 1960 e con cui disputa (da pilota) la Caracas-Maracaibo. Nel frattempo, con la squadra venezuelana di nuoto, partecipa a numerose gare nazionali e internazionali. Nello stesso anno torna a Roma e partecipa alle Olimpiadi del 1960.
Nel 1964 diventa produttore di documentari per la Rai e, tre anni dopo, nel 1967, il regista Giuseppe Colizzi gli offre un ruolo in un film che lui accetta di interpretare dopo qualche esitazione. Sul set incontra per la prima volta Mario Girotti (meglio noto come Terence Hill). Il film è Dio perdona… io no! e sarà la prima pellicola della coppia (che recita con Frank Wolff – il Gaspare Pisciotta di Salvatore Giuliano di Francesco Rosi ed il futuro Brett McBain di C’era una volta il West di Sergio Leone) diventata poi “inossidabile”. Ai due attori, nelle presentazioni in locandina, viene consigliato di cambiare i loro nomi, considerati “troppo italiani” per un film western e per riuscire a far colpo a livello internazionale. Pertanto Carlo Pedersoli crea il suo nome d’arte (ovverosia Bud Spencer), mentre Mario Girotti diventa Terence Hill.
Nei successivi ventisei anni, Bud Spencer e Terence Hill gireranno assieme altri quindici film: I quattro dell’Ave Maria (1968) di Giuseppe Colizzi, in cui recitano con Eli Wallach (reduce da western come I magnifici sette di John Sturges, La conquista del West di Henry Hathaway, John Ford e George Marshall, Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone), La collina degli stivali (1969), anch’esso diretto da G. Colizzi, Lo chiamavano Trinità (1970) di E. B. Clucher [Enzo Barboni], …continuavano a chiamarlo Trinità (1971), anch’esso di E. B. Clucher, …più forte ragazzi! (1972) di G. Colizzi, Altrimenti ci arrabbiamo (1974) di Marcello Fondato, Porgi l’altra guancia (1974) di Franco Rossi, con Robert Loggia, I due superpiedi quasi piatti (1977) di E. B. Clucher, con David Huddleston, Pari e dispari (1979) di Sergio Corbucci, Io sto con gli ippopotami (1979) di Italo Zingarelli, con l’ungherese Joe Bugner (all’epoca campione europeo dei pesi massimi), Chi trova un amico trova un tesoro (1981), anch’esso di S. Corbucci, Nati con la camicia (1983) di E. B. Clucher, Non c’è due senza quattro (1984), anch’esso di E. B. Clucher, Miami Supercops – I poliziotti dell’ottava strada (1985) di Bruno Corbucci, Botte di Natale (1994) di Terence Hill, realizzato circa un decennio dopo la fine del loro “periodo d’oro” (1967-85) dopo vari progetti mai realizzati e che, a differenza dei film precedenti, avrà scarso successo di pubblico.
Bud Spencer sperimenta anche altri generi cinematografici, come ad esempio il thriller, – Quattro mosche di velluto grigio (1971) di Dario Argento e il dramma di denuncia civile – Torino nera (1972) di Carlo Lizzani.
Nel 1973 inaugura la fortunata serie di “Piedone”, l’energico e risoluto commissario Rizzo che sarà protagonista di quattro film poliziotteschi, tutti diretti da Steno: Piedone lo sbirro (1973), con Adalberto Maria Merli, Piedone a Hong Kong (1975), con Al Lettieri e Robert Webber, Piedone l’africano (1978), e Piedone d’Egitto (1980), in cui recita nuovamente con Robert Loggia. In tutti e quattro i film la sua bravura ha modo di confrontarsi con quella di un superlativo Enzo Cannavale nel ruolo del brigadiere Caputo, il principale collaboratore del commissario. Negli stessi anni, i due lavoreranno insieme anche ne Il soldato di ventura (1977) di Pasquale Festa Campanile.
Fra gli altri film in cui Bud Spencer è protagonista assoluto o recita con un altro partner, impossibile non ricordare Al di là della legge (1968) di Giorgio Stegani, con Lee Van Cleef (reduce dai successi di Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone, La resa dei conti di Sergio Sollima e I giorni dell’ira di Tonino Valerii), il western Un esercito di cinque uomini (1969) di Italo Zingarelli, film scritto da Dario Argento ed in cui recita con Peter Graves e Nino Castelnuovo, il western comico Si può fare amigo! (1972) di Maurizio Lucidi, con Jack Palance, Francisco Rabal e Renato Cestié, Anche gli angeli mangiano fagioli (1973) di E. B. Clucher, con Giuliano Gemma (che sostituisce Terence Hill, impegnato con Il mio nome è nessuno di Tonino Valerii) e Robert Middleton, il western Una ragione per vivere e una per morire (1972) di T. Valerii, con James Coburn (reduce da Giù la testa di Sergio Leone), Charleston (1977) di Marcello Fondato, lo sportivo Lo chiamavano Bulldozer (1978) di Michele Lupo, in cui lavora per la prima volta con Joe Bugner, il fantastico Uno sceriffo extraterrestre…poco extra e molto terrestre (1979), anch’esso di M. Lupo ed in cui lavora con Cary Guffey (che due anni avanti era stato il bambino alieno di Incontri ravvicinati di terzo tipo di Steven Spielberg), Chissà perché capitano tutte a me (1980) di M. Lupo, il western Occhio alla penna (1981) di M. Lupo, con J. Bugner, l’avventuroso Banana Joe (1982) di Steno, con Mario Scarpetta e Gianfranco Barra, il comico Cane e gatto (1982) di Bruno Corbucci, con Tomas Milian, lo sportivo Bomber (1982) di M. Lupo, con Jerry Cala, Stefano Mingardo, e con il peso massimo olandese Kallie Knotzie.
A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta riscuote grande successo in televisione con Big Man (1987-88, tre film tv diretti da Steno ed un quarto diretto da Maurizio Ponzi) Detective Extralarge (1991-1993), con Philip Michael Thomas, e Noi siamo angeli (1996-97).
Nel 1988 riceve il Telegatto per Big Man, ritenuto il miglior telefilm italiano della stagione. Quattro anni dopo, nel 1992, ottiene un Telegatto anche per Detective Extralarge, ed un altro assieme a Terence Hill per l’altissimo share ottenuto dai loro film trasmessi in tv nel 1991.
Nel 2002 interpreta il film tv Padre Speranza, nato come pilot di una serie che poi non verrà realizzata e, nel 2010, la miniserie televisiva I delitti del cuoco, in cui, in un episodio, lavora nuovamente con Enzo Cannavale, alla sua ultima apparizione prima della sua scomparsa (avvenuta nel marzo 2011).
Nel 2003 ha avuto nuovamente modo di dimostrare anche le sue qualità di attore drammatico, interpretando il ruolo dell’anziano capitano in Cantando dietro i paraventi di Ermanno Olmi.
Nel 2010 appare nel documentario Dragonland, di Lorenzo De Luca. Nel maggio dello stesso anno, assieme a Terence Hill, viene premiato con il David di Donatello alla Carriera.
Parallelamente al cinema, Bud Spencer ha portato avanti anche altre passioni, fra cui quella per il volo. Nel 1974 consegue la licenza di pilota di elicottero per l’Italia, la Svizzera e gli Stati Uniti. Possedeva il brevetto sia per l’elicottero (con cui ha collezionato oltre mille ore di volo) sia per l’aereo (con cui ha volato per oltre duemila ore, continuando anche in età piuttosto avanzata).
Nel 1981 è fra i soci fondatori della compagnia aerea Mistral Air. Da non dimenticare anche il suo amore per la musica. Nel 1978, assieme ai fratelli Guido e Maurizio De Angelis (in arte Oliver Onions), scrive alcune canzoni per Lo chiamavano Bulldozer, una fra le quali viene da lui stesso cantata nel film.
Nel 2007 la FIN (Federazione Italiana Nuoto) concede a Carlo Pedersoli i brevetti di allenatore di nuoto e pallanuoto, iscrivendolo all’Associazione Nazionale Tecnici di Nuoto.
Nel 2010 pubblica Altrimenti mi arrabbio: la mia vita, la sua autobiografia, scritta con Lorenzo De Luca e curata dal biografo David De Filippi. L’anno seguente, per il mercato tedesco e scrivendo nuovamente con L. De Luca, ne ha pubblicato la seconda parte.








