Un decennio senza Eli Wallach

Un decennio fa moriva il grande attore americano, interprete di Baby Doll – La bambola viva di Elia Kazan, Crimine silenzioso di Don Siegel, I...

Eli Wallach
Eli Wallach in "I magnifici sette" di John Sturges

Un decennio fa moriva il grande attore americano, interprete di Baby Doll – La bambola viva di Elia Kazan, Crimine silenzioso di Don Siegel, I magnifici sette di John Sturges, Gli spostati di John Huston, La conquista del West di Henry Hathaway, John Ford e George Marshall, Lord Jim di Richard Brooks, Come rubare un milione di dollari e vivere felici di William Wyler, Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone, I quattro dell’Ave Maria di Giuseppe Colizzi, Le avventure di Gérard di Jerzy Skolimoski, Il romanzo di un ladro di cavalli di Abraham Polonsky, Attenti al buffone di Alberto Bevilacqua, Il cacciatore di taglie di Buzz Kulik, Due tipi incorreggibili di Jeff Kanew, Pazza di Martin Ritt, Il padrino – Parte III di Francis Ford Coppola, Mystic River di Clint Eastwood, L’uomo nell’ombra di Roman Polanski, Wall Street – Il denaro non dorme mai di Oliver Stone.

Nato a New York nel dicembre 1915, Eli Herchel Wallach – meglio noto come Eli Wallach – debutta a teatro nel 1946, ottenendo ben presto parti di rilievo dell’American Repertory Theatre. Grazie ad una recitazione severa e molto espressiva, ha grande successo in La rosa tatuata(1951) di Tennessee Williams – pièce che verrà portata al cinema quattro anni dopo con il celebre film omonimo (1955) diretto da Daniel Mann ed interpretato da Anna Magnani (Oscar come Miglior Attrice Protagonista) e Burt Lancaster – e Il rinoceronte (1961) di E. Ionesco.

Molto significativi anche il suo ruoli al cinema, dove si rivela comprimario dalla maschera incisiva e di grande temperamento (come si dice in gergo, un attore che “buca lo schermo”). Esordisce quarantenne in Baby Doll – La bambola viva (1956) di Elia Kazan, con Carroll Baker, e negli anni successivi interpreta I magnifici sette (1960) di John Sturges, con Yul Brynner, Steve McQueen, Charles Bronson, James Coburn, Brad Dexter, Robert Vaughn e Horst Bucholtz, Gli spostati (1961) di John Huston, con Clark Gable (al suo ultimo film), Marilyn Monroe (anch’ella al suo ultimo film) e Montgomery Clift, e Lord Jim (1965) di Richard Brooks, con Peter O’ Toole.

Dopo aver fornito una fra le sue migliori performance nel ruolo di Tuco nel celeberrimo Il buono, il brutto, il cattivo (1966) di Sergio Leone, con Clint Eastwood e Lee Van Cleef, conferma le sue qualità interpretative in I quattro dell’Ave Maria (1968) di Giuseppe Colizzi, con Bud Spencer, Terence Hill, Brock Peters e Kevin McCarthy, Il romanzo di un ladro di cavalli (1971) di Abraham Polonsky e, sia pur con toni più sfumati, in Girlfriends (1978) di C. Weill e in Il padrino – Parte III (1990) di Francis Ford Coppola.

Fra gli altri film ricordiamo Crimine silenzioso (1958) di Don Siegel, I sette ladri (1960) di Henry Hathaway, La conquista del West (1962) di H. Hathaway, John Ford e George Marshall, Le avventure di un giovane(1962) di Martin Ritt, I vincitori (1963) di Carl Foreman, Giallo a Creta(1964) di James Nielson, Gengis Khan il conquistatore (1965) di Henry Levin, Come rubare un milione di dollari e vivere felici (1966) di William Wyler, con Audrey Hepburn e Peter O’ Toole, Il papavero è anche un fiore (1966) di Terence Young, The Tiger Makes Out (1967) di Arthur Hiller, Come salvare un matrimonio e rovinare la propria vita (1968) di Fielder Cook, Jim l’irresistibile detective (1968) di David Lowell Rich, Il cervello (1969) di Gérard Oury, il modesto L’oro di MacKenna (1969) di Jack Lee Thompson, con Gregory Peck, Omar Sharif e Telly Savalas, Le avventure di Gérard (1970) di Jerzy Skolimoski, con Claudia Cardinale, Il falso testimone (1970) di Richard A. Colla, Un grande amore da 50 dollari (1973) di Mark Rydell, Sentinel (1977) di Michael Winner, Cattive abitudini (1977) Michael Lindsay-Hogg, Il principio del domino: la vita in gioco (1977) di Stanley Kramer, Abissi (1977) di Peter Yates, Messaggi da forze sconosciute (1978) di Richard Moore, Il boxeur e la ballerina (1978) di Stanley Donen, Bocca da fuoco (1979) di M. Winner, con James Coburn e Sophia Loren, Rebus per un assassino (1979) di William Richert, Il cacciatore di taglie (1980) di Buzz Kulik, con Steve McQueen (al suo ultimo film prima della sua prematura scomparsa), La salamandra (1981) di Peter Zinner, Due tipi incorreggibili (1986) di Jeff Kanew, con Burt Lancaster e Kirk Douglas (al settimo e ultimo fra i sette film girati insieme nei circa quarant’anni precedenti), Pazza (1987) di Martin Ritt, con Barbra Streisand, Il grande inganno (1990) di Jack Nicholson, Amanti, primedonne (1992) di Barry Primus, La notte e la città (1992) di Irwin Winkler, Funny Money – Come fare i soldi senza lavorare (1996) di Donald Petrie, L’escluso (1998) di Carlo Gabriel Nero.

In Italia, oltre che nei già citati Il buono, il brutto, il cattivo di S. Leone e I quattro dell’Ave Maria di G. Colizzi, recita in Viva la muerte… tua!(1971) di Duccio Tessari, Crazy Joe (1974) di Carlo Lizzani, L’ultima chance (1975) di Maurizio Lucidi, Il bianco, il giallo, il nero (1975) di Sergio Corbucci, Attenti al buffone (1976) di Alberto Bevilacqua, E tanta paura (1976) di Paolo Cavara, Squadra antimafia (1978) di Bruno Corbucci,

Attivo anche in età avanzata, nel primo decennio del nuovo secolo appare in Tentazioni d’amore (2000) di Edward Norto, Mystic River(2003) di Clint Eastwood, con Sean Penn, Kevin Bacon, Tim Robbins, Laura Linney, Marcia Guy Harden e Laurence Fishburn, la commedia L’amore non va in vacanza (2007) di Nancy Meyers, in cui interpreta un vecchio ex sceneggiatore, L’imbroglio – The Hoax (2006) di lasse Hallstrom, L’uomo nell’ombra (2010) di Roman Polanski e Wall Street –Il denaro non dorme mai (2010) di Oliver Stone, con Michael Douglas – remake di Wall Street (1987), diretto dallo stesso O. Stone.

In televisione interpreta vari film tv – Where is Thy Brother? (1958),Lullaby (1960), The Typists (1971), Una notte di gelo (1973) di Jerrold Freedman, Indict and Convict (1974), Apollo tredici: un difficile rientro(1974), 20 Shades of Pink (1976), The Pirate (1978) di Ken Annakin, Fugitive Family (1980), L’orgoglio di Jesse Hallam (1981) di Gary Nelson, Diritto d’offesa (1981) di Herbert Wise, The Wall (1982), La ballata della sedia elettrica (1982), Anatomy of an Illness (1984), Murder: By Reason of Insanity (1985), Something in Common (1986), The Impossible Spy (1987), Una sporca eredità (1989) di Ron Satlof,Teamster Boss: The Jackie Presser Story (1992), Naked City: Justice with a Bullet (1998), The Bookfair Murders (2000), Monday Night Mayhem (2002) – ed alcuni episodi di serie e miniserie – Climax! (1958), Suspicion (1958), La città in controluce (1960 e 1962), Outlaws (1962), Batman (1967), Giovani avvocati (1971), I misteri di Orson Welles(1974), Kojak (1975), Settima strada (1977), Il brivido dell’imprevisto(1981), Cristoforo Colombo (1985), Autostop per il cielo (1986 e 1987), La signora in giallo (1988), L. A. Law – Avvocati a Los Angeles (1991), Donna d’onore (1991), Law & Order – I due volti della giustizia (1992), Tribeca (1993), Donna d’onore 2 (1993), 100 Centre Street (2001), Veritas: The Quest (2003), Whoopi (2004), Studio 60 on the SunsetStrip (2006), Nurse Jackie – Terapia d’urto (2009).

Nel 2011 viene premiato con un Oscar alla Carriera e poco dopo si ritira a vita privata, circa due anni prima della sua scomparsa avvenuta all’età di novantotto anni

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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