Un ricordo dell’autore de Il Gattopardo nell’anniversario della sua nascita

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Per questa frase (di Tancredi, nipote del principe Fabrizio...

foto Carlo Riccardi
Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon e Paolo Stoppa alla prima de "Il Gattopardo" di Luchino Visconti

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Per questa frase (di Tancredi, nipote del principe Fabrizio di Salina ne “Il Gattopardo”), nota come   il  “principio del gattopardismo” , è maggiormente noto Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Nato a Palermo nel dicembre 1896, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, negli anni Quaranta, fu presidente provinciale  della Croce Rossa Italiana di Palermo e poi presidente regionale fino al ‘46.

Nel ‘53 comincia a frequentare un gruppo di giovani intellettuali, fra i quali Gioacchino Lanza Mazzarino, che qualche anno dopo verrà da lui adottato.

L’anno successivo segue il cugino a San Pellegrino Terme, e lì conosce  Eugenio Montale e Maria Bellonci. Nello stesso anno comincia a scrivere Il Gattopardo, terminandolo poi nel ‘56.

Cercherà invano un editore, ma, sia Arnoldo Mondadori sia Giulio Einaudi non ne apprezzeranno il valore  e lo rifiuteranno.

Verrà pubblicato postumo (nel’58) da Giangiacomo Feltrinelli (il quale l’anno avanti aveva pubblicato anche Il Dottor Zivago di Boris Pasternak, opera all’indice nell’allora Unione Sovietica), essendo l’autore scomparso nel luglio 1957 a causa di un cancro ai polmoni.

Nel ‘59 Il Gattopardo vincerà il Premio Strega.         

Alcune foto di quell’epoca sono ammirabili nella mostra Vita da Strega, curata dall’Archivio Fotografico Riccardi e formata da cinquanta scatti del grande fotografo Carlo Riccardi degli anni compresi fra il ’57 ed il ’71, in quindici differenti edizioni del Premio Strega.

Nelle foto della mostra, troviamo autori e autrici quali Elsa Morante (Premio Strega 1957 con L’isola di Arturo), Dino Buzzati (Premio Strega 1958 con Sessanta racconti, Carlo Cassola (La ragazza di Bube – 1960 – da cui, tre anni dopo, verrà tratto l’omonimo film di Luigi Comencini interpretato da Claudia Cardinale e George Chakiris), Raffaele La Capria (Premio Strega 1961 con Ferito a morte, che batté per un solo punto Le voci della sera di Natalia Ginzburg, Ballata levantina di Fausta Cialente, e Delitto d’onore di Giovanni Arpino) Mario Tobino (Il clandestino – 1962), Natalia Ginzburg (Premio Strega 1963 con Lessico famigliare), Giovanni Arpino (Premio Strega 1964 con L’ombra delle colline), Paolo Volponi (Premio Strega 1965 con La macchina mondiale), Michele Prisco (Una spirale di nebbia – 1966), Anna Maria Ortese (Poveri e semplici – 1967), Alberto Bevilacqua (L’occhio del gatto – 1968), Lalla Romano (Le parole tra noi leggere – 1969), Guido Piovene (Premio Strega 1970 con Le stelle fredde), Raffaele Brignetti (Premio Strega 1971 con La spiaggia d’oro).

Vita da Strega è anche un libro, presentato in anteprima nel corso dell’inaugurazione della mostra e intitolato Gli anni d’oro del Premio Strega – Racconto fotografico di Carlo Riccardi (Roma 2016). Il volume, a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, raccoglie una selezione di oltre novanta foto – una più ampia sintesi della raccolta presente all’interno dell’Archivio Riccardi – e si conclude con un commento di Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione “Maria e Goffredo Bellonci”.

Nel ’63, sei anni dopo la morte di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e quattro dopo il Premio Strega a Il Gattopardo, esce il celebre e omonimo film di Luchino Visconti, magistralmente interpretato da Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Paolo Stoppa, Serge Reggiani, Romolo Valli, Rina Morelli, da un giovane Mario Girotti – non ancora Terence Hill – , e da una giovanissima Ottavia Piccolo.

 

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Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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