Un ricordo di Alan Arkin nell’anniversario della sua nascita

Il grande attore newyorkese, interprete di Arrivano i russi, arrivano i russi di Norman Jewison, Gli occhi della notte di Terence Young, L’infallibile ispettore Clouseau di...

Alan Arkin
Alan Arkin in "Gli occhi della notte" di Terence Young

Il grande attore newyorkese, interprete di Arrivano i russiarrivano i russi di Norman Jewison, Gli occhi della notte di Terence Young, L’infallibile ispettore Clouseau di Bud Yorkin, Una strana coppia di suoceri di Arthur Hiller, Americani di James Foley e Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris, avrebbe novant’anni.

Nato a New York nel 1934 (è morto a Carlsbad – in California –  nel giugno 2023), Alan Wolf Arkin – meglio noto come Alan Arkin -, dopo circa un decennio come compositore di canzoni folk, scrittore di racconti di fantascienza e attore teatrale a Broadway, esordisce al cinema in Arrivano i russi, arrivano i russi (1966) di Norman Jewison, nel ruolo del grottesco capitano della nave, e con cui vince un Golden Globe e ottiene una nomination all’Oscar come Miglior Attore non Protagonista.

Dopo l’ottimo thriller Gli occhi della notte (1967) di Terence Young – in cui interpreta in modo superlativo il freddo criminale che perseguita una donna cieca (Audrey Hepburn) per recuperare una bambola piena di droga, ed in cui recita anche con Richard Crenna, Jack Weston ed Efrem Zimbalist Jr – alterna personaggi comici e grotteschi  – L’’infallibile ispettore Clouseau (1968) di Bud Yorkin o l’indiavolato Una strana coppia di suoceri (1979) di Arthur Hiller, con Peter Falk – a figure drammatiche – fra cui spicca il rassegnato agente immobiliare di Americani (1992) di James Foley, con Jack Lemmon, Al Pacino e Alec Baldwin -, rivelandosi come uno fra gli interpreti più versatili della sua generazione.

Nel 2007, con la sua performance del nonno tossicomane in Little Miss Sunshine (2006) di Jonathan Dayton e Valerie Faris, vince l’Oscar come Miglior Attore non Protagonista.

Il delicato equilibrio fra amaro e grottesco segna anche la sua breve esperienza dietro alla macchina da presa, rappresentata dal sarcastico Piccoli omicidi (1971) e da Quella pazza famiglia Fikus (1977), entrambi attraversati da quella stessa vena surreale che contraddistingue la maggior parte delle sue performances attoriali.

Fra gli altri film ricordiamo Sette volte donna (1967) di Vittorio De Sica, con Shirley McLaine e Peter Sellers, L’urlo del silenzio (1968) di Robert Ellis Miller, Papà… abbaia piano! (1969) di Arthur Hiller, Comma 22 (1970) di Mike Nichols, Una strana coppia di sbirri (1974) di Richard Rush, Pazzo pazzo West (1975) di Howard Zieff, Sherlock Holmes: soluzione settepercento (1976) di Herbert Ross,  Fuori sintonia (1981) di Eric Till, Il grande imbroglio (1986) di John Cassavetes, Coupé de ville (1990) di Joe Roth, Edward mani di forbice (1990) di Tim Burton, Havana (1990) di Sydney Pollack, con Robert Redford, Ritorno a Tamakwa (1993) di Mike Binder,  Genitori cercasi (1994) di Rob Reiner, Il gemello scomodo (1995) di Andrew Davis, Confessione finale (1996) di Keith Gordon, con Nick Nolte, L’ultimo contratto (1997) di George Armitage, con John Cusak, Gattaca – La porta dell’universo (1997) di Andrew Niccol, con Uma Turman e Jude Law, Jakob il bugiardo (1998) di Peter Kassovitz, con Robin Williams, I perfetti innamorati (2001) di Joe Roth, con Julia Roberts e Catherine Zeta Jones, Tredici variazioni sul tema (2001) di Jill Sprecher,  Firewall – Accesso negato (2006) di Richard Loncraine, con Harrison Ford, Rendition – Detenzione illegale (2007) di Gavin Hood, con Meryl Streep, Sunshine Cleaning (2008) di Christine Jeffs, il grottesco Agente Smart – Casino totale (2008) di Peter Segal, Io & Marley (2008) di David Frankel, La vita segreta della signora Lee (2009) di Rebecca Miller, City Island (2010) di Raymond De Felitta, con Andy Garcia, Thin Ice – Tre uomini e una truffa (2011) di Jill Sprecher, Cambio vita (2011) di David Dobkin, Argo (2012) di Ben Affleck, Uomini di parola (2012) di Fisher Stevens, The Incredible Burt Wonderstone (2013) di Don Scardino, Il grande match (2013) di Peter Segal, Million Dollar Arm (2014) di Craig Gillespie.     

Ancora attivo in età avanzata, in epoche più recenti appare in film come Natale all’improvviso (2015) di Jessie Nelson, con Diane Keaton e John Goodman, Insospettabili sospetti (2017) di Zach Braff, con Morgan Freeman e Michael Caine, Dumbo (2019) di Tim Burton, con Colin Farrell e Michael Keaton, Spenser Confidential (2020) di Peter Berg.     

In televisione, è apparso in film tv – Fuga da Sobibor (1987) di Jack Gold, Blood Money – Soldi sporchi (1998) di Aaron Lipstadt, La guerra di Varian (2001) di Lionel Chetwynd, The Pentagon Papers (2003) di Rod Holcomb – ed in alcuni episodi di serie e miniserie.

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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