Un ricordo di Glenn Ford nel centenario della sua nascita

Cento anni fa nasceva il grande attore americano, interprete di film quali “Gilda” di Charles Vidor, “Condannato” di Henry Levin,...

una scena di "Quel treno per Yuma"

Cento anni fa nasceva il grande attore americano, interprete di film quali “Gilda” di Charles Vidor, “Condannato” di Henry Levin, “Il grande caldo” e “La bestia umana” di Fritz Lang, “Il traditore di Fort Alamo” di Budd Boetticher, “Uomini violenti” di Rudolph Maté, “Il seme della violenza” di Richard Brooks, “La pistola sepolta” di Russell Rouse, “Vento di terre lontane”, “Quel treno per Yuma” e “Cowboy” di Delmer Daves, “La legge del più forte” di George Marshall, “Cimarron” di Anthony Mann, “Angeli con la pistola” di Frank Capra, “I quattro cavalieri dell’Apocalisse” di Vincente Minnelli, “Sfida oltre il fiume rosso” di Richard Thorpe, “La battaglia di Midway” di Jack Smight, “Superman” di Richard Donner, e  molti altri.

Nato a Sainte-Christine – in Canada, nella regione del Quebec – nel 1916 (muore nell’agosto 2006 all’età di novant’anni), Gwylyn Samuel Newton Ford – meglio noto con il nome d’arte Glenn Ford – si trasferisce a Santa Monica – in California –  nel ’34, all’età di diciotto anni, e viene naturalizzato cittadino statunitense quattro anni dopo. La sua prima apparizione cinematografica è in Night in Manhattan (1938) di Herbert Moulton, in cui viene ancora accreditato con il suo vero nome.

Dopo alcuni film – Seduzione (1940) di Charles Vidor, in cui recita per la prima volta con Rita Hayworth, con la quale, nei venticinque anni successivi, lavorerà in altri quattro film, Così finisce la nostra notte (1941) di John Cromwell, il western I due del Texas (1941) di George Marshall, con il giovane William Holden, Martin Eden (1942) di Sidney Salkow, tratto dal romanzo omonimo di Jack London, e Ombre sul mare (1943) di William A. Seiter, Desperados (1943) di C. Vidor, con Randolph Scott – la sua carriera di attore giovane e promettente viene interrotta dalla Seconda guerra mondiale. Si arruola come volontario in Marina e vi rimarrà per oltre due anni, fino alla fine della guerra.

A partire dal ’46 decolla definitivamente interpretando film quali il celebre noir Gilda (1946) di Charles Vidor, con Rita Hayworth, George MacReady e Joseph Calleia, L’anima e il volto (1946) di Curtis Bernhardt, con Bette Davis, Il cerchio si chiude (1947) di Richard Wallace, Gli amori di Carmen (1948) di Charles Vidor, con R. Hayworth, il western Non si può continuare ad uccidere (1948) di Henry Levin – conosciuto anche con il titolo L’uomo del Colorado -, in cui recita nuovamente con l’amico William Holden, il gangster-noir Mani lorde (1949) di Joseph H. Lewis, il western La sete dell’oro (1949) di S. Sylvan Simon, e altri.

Attore magnetico e molto versatile, negli anni Cinquanta e Sessanta – i suoi due decenni “d’oro” – lo ricordiamo in gangster movies – Il grande caldo (1953) e La bestia umana (1954) di Fritz Lang -, in film drammatici – Il seme della violenza (1955) di Richard Brooks, con un giovane Sidney Poitier, L’imputato deve morire (1955) di Mark Robson, Oltre il destino (1956) di Curtis Bernhardt, Operazione terrore (1962) di Blake Edwards, I quattro cavalieri dell’Apocalisse (1962) di Vincente Minnelli, Destino in agguato (1964) di Ralph Nelson, La trappola mortale (1966) di Burt Kennedy, con R. Hayworth e Joseph Cotten -, d’avventura – Trinidad (1952) di Vincent Sherman, con R. Hayworth, I ribelli dell’Honduras (1953) di Jacques Tourneur -, di guerra – Inferno sul fondo (1958) di Joseph Pevney -, commedie – Gazebo (1959) di George Marshall, Angeli con la pistola (1961) di Frank Capra, con Bette Davis, Hope Lange ed un giovane Peter Falk pre Tenente Colombo, e con cui ottiene un Golden Globe come Miglior Attore Protagonista, Una fidanzata per papà (1963) di Vincente Minnelli, con Shirley Jones, Dina Merrill e con Ron Howard bambino di otto anni, Il granduca e Mr Pimm (1963)  di David Swift – ed in molti western – Il messaggio del rinnegato (1951) di Leslie Fenton, Il segreto del lago (1951) di Michael Gordon, Il traditore di Fort Alamo (1953) di Budd Boetticher, L’americano (1955) di William Castle, Uomini violenti (1955), di Rudolph Maté, con Barbara Stanwyck, Edward G. Robinson e Brian Keith, La pistola sepolta (1956) di Russell Rouge, con Broderick Crawford, Vento di terre lontane (1956) di Delmer Daves, con Felicia Farr, Valerie French, Rod Steiger, Ernest Borgnine ed un giovane Charles Bronson, il celebre Quel treno per Yuma (1957) di Delmer Daves, tratto dal racconto omonimo di Elmore Leonard ed interpretato anche da Van Heflin, Felicia Farr, Leora Dana, Henry Jones e Richard Jaeckel, Cowboy (1958) di Delmer Daves, con Jack Lemmon (al suo unico western), La legge del più forte (1958) di George Marshall, con Shirley MacLaine e Leslie Nielsen, Cimarron (1960) di Anthony Mann, con Maria Schell e Arthur O’ Connell, Sfida oltre il fiume rosso (1967) di Richard Thorpe, con Angie Dickinson e Chad Everett, Assalto finale (1967) di Phil Karlson, con Ingera Stevens e George Hamilton  L’ultimo colpo in canna (1968) di Jerry Thorpe, con Arthur Kennedy, Il pistolero di Dio (1969) di Lee H. Katzin, Smith! (1969) di Michael O’ Herlihy.

A partire dagli anni Settanta dirada le sue apparizioni cinematografiche – ricordiamo La battaglia di Midway (1977) di Jack Smight, con Henry Fonda, Charlton Heston, Robert Mitchum e Toshiro Mifune, e Superman (1978) di Richard Donner, in cui interpreta il ruolo del padre adottivo di Clark Kent/Superman – Christopher Reeve) ed aumenta quelle televisive (soprattutto western), in film tv – The Marshal of Madrid (1971), Sam Cade (1972), The Greatest Gift (1974), Beggarman Thief (1979) -, serie e miniserie – Cade’s County (1971-72), The Family Holvak (1974-75), Le avventure dei Sacketts (1979) di Robert Totten, con Tom Selleck pre Magnum P.I.

Nel ‘78 viene ammesso alla Western Performers Hall of Fame del “National Cowboy & Western Heritage Museum di Oklahoma City.

L’anno seguente lavora per la prima volta in Italia nel modesto horror Stridulum (1979) di Giulio Paradisi.

Dopo Compleanno di sangue (1980) di Jack Lee Thompson e Il giorno degli assassini (1981) di Brian Trenchard-Smith, si ritira per qualche anno. Tornerà brevemente sul grande schermo nel 1989 e, dopo qualche altra apparizione in film “minori” – Casabanca Express (1989) di Sergio Martino, il film tv Border Shootout (1990) di Chris McIntire, Intuizioni mortali (1991) di David A. Pryor -, si ritira definitivamente a vita privata, anche a causa di varie difficoltà di salute (compresi due infarti).

Fra gli altri film ricordiamo L’ultimo orizzonte (1946) di William A. Wellman, La donna senza amore (1946) di C. Vidor, Richiamo d’ottobre (1948) di Joseph H. Lewis, Purificazione (1949) di Gordon Douglas, Il dottore e la ragazza (1949) di Curtis Bernhardt, La torre bianca (1950) di Ted Tezlaff, Condannato! (1950) di Henry Levin, con Broderick Crawford, Dorothy Malone e Millard Mitchell, Il mistero del V3 (1950) di H. Levin, Il guanto verde (1952) di Rudolph Maté, Avvocato di me stesso (1952) di Mitchell Leisen, Terrore sul treno (1953) di T. Tezlaff, I saccheggiatori del sole (1953) di John Farrow, City Story (1954) di William Beaudine, Il ricatto più vile (1956) di Alex Sagal, La casa da tè alla luna d’agosto (1956) di Daniel Mann, Alla larga dal mare (1957) di Charles Walters, Il falso generale (1958) e Tanoshimi, è bello amare (1961) di George Marshall, Compagnia di codardi? (1964) di G. Marshall, Tre donne per uno scapolo (1964) di Delbert Mann, Gli indomabili dell’Arizona (1965) di Burt Kennedy, con Henry Fonda, Parigi brucia? (1966) di René Clement, 48 ore per non morire (1966) di Gilberto Gazcon, Fratellanza della campana (1970) di Paul Wendkos, Vivo quanto basta per ammazzarti (1973) di Gary Nelson, Target Eva Jones (1974) di Luciano B. Carlos, Ultimo rifugio: Antartide (1980) di Kinji Fukasaku.

Nel ‘93 viene insignito della prestigiosa Legion d’Onore francese per le azioni svolte durante la Seconda guerra mondiale.

La sua autobiografia, A Life in Film – da lui cominciata alla fine degli anni Novanta, interrotta dalla sua scomparsa, e portata a termine e curata dal figlio Peter e da Christopher Nickents – verrà pubblicata nel 2011.

Insieme ai quasi coetanei Robert Taylor (1911-1969), Stewart Granger (1913-1993), Alan Ladd (1913-1964), Burt Lancaster (1913-1994), Richard Widmark (1914-2008), Sterling Hayden (1916-1986), Gregory Peck (1916-2003), Kirk Douglas (classe 1916), Robert Mitchum (1917-1997) e William Holden (1918-1981), Glenn Ford è stato senz’altro uno fra i grandi interpreti della Hollywood classica.

Alessandro Poggiani

Alessandro Poggiani

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da vent'anni circa, ha lavorato come battitore per libri, saggi e articoli, e come segretario di produzione per un docufilm su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore, con la Dino Audino editore e con AGR. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e fotografo in occasione di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, fiere librarie e vernissages.

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