Centodieci anni fa nasceva il grande attore americano, interprete di Gilda di Charles Vidor, Il grande caldo e La bestia umana di Fritz Lang, Il traditore di Fort Alamo di Budd Boetticher, Uomini violenti di Rudolph Mate, La pistola sepolta di Russell Rouse, Vento di terre lontane e Quel treno per Yuma di Delmer Daves, La legge del più forte di George Marshall, Inferno sul fondo di Joseph Pevney, Cimarron di Anthony Mann, Angeli con la pistola di Frank Capra, I quattro cavalieri dell’Apocalisse di Vincente Minnelli, Sfida oltre il fiume rosso di Richard Thorpe, La battaglia di Midway di Jack Smight, Superman di Richard Donner.
Nato a Sainte-Christine – in Canada, nella regione del Quebec – nel 1916 (è morto nell’agosto 2006, ergo nel 2026 viene ricordato non solo per i centodieci anni dalla sua nascita, ma anche per il ventesimo anniversario della sua scomparsa), Gwylyn Samuel Newton Ford – meglio noto con il nome d’arte Glenn Ford – si trasferisce in California nel 1934, all’età di diciotto anni, e viene naturalizzato cittadino statunitense quattro anni dopo.
La sua prima apparizione cinematografica è in Night in Manhattan (1938) di Herbert Moulton, in cui viene ancora accreditato con il suo vero nome.
Dopo alcuni film – Seduzione (1940) di Charles Vidor, in cui recita per la prima volta con Rita Hayworth, con la quale, nei venticinque anni successivi, lavorerà in altri quattro film, Così finisce la nostra notte (1941) di John Cromwell, il western I due del Texas (1941) di George Marshall, con il giovane William Holden, Martin Eden (1942) di Sidney Salkow, tratto dal romanzo omonimo di Jack London, Ombre sul mare (1943) di William A. Seiter, Desperados (1943) di C. Vidor, con Randolph Scott – la sua carriera di attore giovane e promettente viene interrotta dalla Seconda guerra mondiale. Si arruola come volontario in Marina e vi rimarrà per oltre due anni, fino alla fine della guerra.
A partire dal 1946 decolla definitivamente interpretando film quali il celebre noir Gilda (1946) di Charles Vidor, con Rita Hayworth, George MacReady e Joseph Calleia, L’anima e il volto (1946) di Curtis Bernhardt, con Bette Davis, il noir Il cerchio si chiude (1947) di Richard Wallace, Gli amori di Carmen (1948) di Charles Vidor, con R. Hayworth, il western Non si può continuare ad uccidere (1948) di Henry Levin – conosciuto anche con il titolo L’uomo del Colorado -, in cui recita nuovamente con l’amico William Holden, il gangster-noir Mani lorde (1949) di Joseph H. Lewis, il western La sete dell’oro (1949) di S. Sylvan Simon, ed altri.
Attore magnetico e molto versatile, negli anni Cinquanta e Sessanta – i suoi due decenni “d’oro” – lo ricordiamo in gangster movies – Il grande caldo (1953) di Fritz Lang, con Gloria Grahame e Lee Marvin -, in film drammatici – La bestia umana (1954) di F. Lang, Il seme della violenza (1955) di Richard Brooks, con un giovane Sidney Poitier, L’imputato deve morire (1955) di Mark Robson, Oltre il destino (1956) di Curtis Bernhardt, Operazione terrore (1962) di Blake Edwards, I quattro cavalieri dell’Apocalisse (1962) di Vincente Minnelli, Destino in agguato (1964) di Ralph Nelson, La trappola mortale (1966) di Burt Kennedy, con R. Hayworth e Joseph Cotten -, carcerari – Condannato! (1950) di Henry Levin, con Broderick Crawford, Dorothy Malone e Millard Mitchell -, d’avventura – Trinidad (1952) di Vincent Sherman, con R. Hayworth, I ribelli dell’Honduras (1953) di Jacques Tourneur -, di guerra – Inferno sul fondo (1958) di Joseph Pevney, con Ernest Borgnine -, commedie – Gazebo (1959) di George Marshall, Angeli con la pistola (1961) di Frank Capra, con Bette Davis, Hope Lange ed un giovane Peter Falk pre Tenente Colombo,e con cui ottiene un Golden Globe come Miglior Attore Protagonista, Una fidanzata per papà (1963) di Vincente Minnelli, con Shirley Jones, Dina Merrill e Ron Howard bambino, Il granduca e Mr Pimm (1963) di David Swift, con H. Lange – ed in molti western: Il messaggio del rinnegato (1951) di Leslie Fenton, Il segreto del lago (1951) di Michael Gordon, Il traditore di Fort Alamo (1953) di Budd Boetticher, con Julie Adams, Victor Jory, Hugh O’ Brian ed un giovane Guy Williams pre Zorro, L’americano (1955) di William Castle, Uomini violenti (1955), di Rudolph Maté, con Barbara Stanwyck, Edward G. Robinson, Brian Keith e Dianne Foster, La pistola sepolta (1956) di Russell Rouse, con Broderick Crawford, Vento di terre lontane (1956) di Delmer Daves, con Felicia Farr, Valerie French, Rod Steiger, Ernest Borgnine ed un giovane Charles Bronson, il celebre Quel treno per Yuma (1957) di D. Daves, tratto dal racconto omonimo di Elmore Leonard, interpretato anche da Van Heflin, Felicia Farr, Leora Dana, Henry Jones e Richard Jaeckel, e di cui verrà realizzato un remake omonimo cinquant’anni dopo – diretto da James Mangold e con Russel Crowe e Christian Bale – Cowboy (1958) di D. Daves, con Jack Lemmon (nel suo unico western), La legge del più forte (1958) di George Marshall, con Shirley MacLaine, Leslie Nielsen e Pernell Roberts, Cimarron (1960) di Anthony Mann, con Maria Schell e Arthur O’ Connell, Sfida oltre il fiume rosso (1967) di Richard Thorpe, con Angie Dickinson e Chad Everett, Assalto finale (1967) di Phil Karlson, con Inger Stevens e George Hamilton, L’ultimo colpo in canna (1968) di Jerry Thorpe, con Arthur Kennedy, Smith! (1969) di Michael O’ Herlihy, Il pistolero di Dio (1969) di Lee H. Katzin, con John Anderson, Vivo quanto basta per ammazzarti (1973) di Gary Nelson. Un genere in cui “sguazza” in maniera molto disinvolta.
A partire dagli anni Settanta dirada le sue apparizioni cinematografiche – ricordiamo La battaglia di Midway (1976) di Jack Smight, con Charlton Heston, Henry Fonda, Robert Mitchum e Toshiro Mifune, e Superman (1978) di Richard Donner, in cui interpreta il ruolo del padre adottivo di Clark Kent/Superman (Christopher Reeve) ed è attivo soprattutto in televisione, apparendo in film tv – La congiura(1970) di Paul Wendkos Jarrett (1973) di Barry Shear – ed in serie e miniserie – Lo sceriffo del Sud (1971-72, oltre venti episodi), La famiglia Holvak (1974-75, dieci episodi), Militari di carriera (1976-77, sette episodi), Sulle strade della California (1978), Le avventure dei Sacketts (1979, quattro episodi) di Robert Totten, con Tom Selleck pre Magnum P.I.
Nel 1978 lavora nel documentario Havoc (1978, dodici puntate), una serie documentaristica incentrata su catastrofi e disastri naturali (terremoti, inondazioni, eruzioni vulcaniche, incendi, disastri aerei, naufragi) ricostruiti con l’ausilio di filmati d’archivio ed interviste ai superstiti, con gli episodi presentati appunto da G. Ford.
Nello stesso anno viene ammesso alla Western Performers Hall of Fame del “National Cowboy & Western Heritage Museum” di Oklahoma City.
L’anno seguente lavora per la prima volta in Italia nel modesto horror Stridulum(1979) di Giulio Paradisi.
Dopo Compleanno di sangue (1980) di Jack Lee Thompson e Il giorno degli assassini (1981) di Brian Trenchard-Smith, si ritira per qualche anno.
Dopo qualche altra apparizione in film minori – Casabanca Express (1989) di Sergio Martino e Intuizioni mortali (1991) di David A. Pryor ed i film tv Terra selvaggia (1990) di Chris McIntire e L’anima del diavolo (1991) di Jack Fisk -, si ritira definitivamente a vita privata, anche a causa di varie difficoltà di salute (compresi due infarti).
Fra gli altri film ricordiamo L’ultimo orizzonte (1946) di William A. Wellman, La donna senza amore(1946) di Charles Vidor, Richiamo d’ottobre (1948) di Joseph H. Lewis, Purificazione (1949) di Gordon Douglas, Il dottore e la ragazza (1949) di Curtis Bernhardt, La torre bianca (1950) di Ted Tezlaff, Il mistero del V3 (1950) di Henry Levin, Il guanto verde (1952) di Rudolph Maté, Avvocato di me stesso (1952) di Mitchell Leisen, Terrore sul treno (1953) di T. Tezlaff, I saccheggiatori del sole(1953) di John Farrow, City Story (1954) di William Beaudine, Il ricatto più vile (1956) di Alex Sagal, La casa da tè alla luna d’agosto (1956) di Daniel Mann, Alla larga dal mare (1957) di Charles Walters, Il falso generale (1958), Tanoshimi, è bello amare (1961) e Compagnia di codardi? (1964) di George Marshall, Tre donne per uno scapolo (1964) di Delbert Mann, Gli indomabili dell’Arizona(1965) di Burt Kennedy, con Henry Fonda, Parigi brucia? (1966) di René Clement, 48 ore per non morire (1966) di Gilberto Gazcon, Target Eva Jones (1974) di Luciano B. Carlos, Ultimo rifugio:Antartide (1980) di Kinji Fukasaku.
Nel 1993 viene insignito della prestigiosa Legion d’Onore francese per le azioni svolte durante la Seconda guerra mondiale.
La sua autobiografia, A Life in Film – da lui cominciata all’inizio degli anni Duemila, interrotta dalla sua scomparsa, e portata a termine e curata dal figlio Peter Ford e da Christopher Nickents – verrà pubblicata nel 2011.
Assieme ai quasi coetanei Robert Taylor (1911-1969), Stewart Granger (1913-1993), Alan Ladd (1913-1964), Burt Lancaster (1913-1994), Richard Widmark (1914-2008), Sterling Hayden (1916-1986), Gregory Peck (1916-2003), Kirk Douglas (1916-2020), Robert Mitchum (1917-1997) e William Holden (1918-1981), Glenn Ford è stato senz’altro uno fra i grandi interpreti della Hollywood classica.





