Vittorio Bachelet, l’omicidio alla Sapienza il 12 febbraio 1980

Il 12 febbraio 1980, l’Università La Sapienza di Roma divenne teatro di un tragico evento che sconvolse l’opinione pubblica italiana:...

Vittorio Bachelet
Vittorio Bachelet fotografato da Carlo Riccardi © Archivio Riccardi

Il 12 febbraio 1980, l’Università La Sapienza di Roma divenne teatro di un tragico evento che sconvolse l’opinione pubblica italiana: l’assassinio del professor Vittorio Bachelet, giurista e vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura.

L’agguato

L’aggressione, orchestrata da due militanti delle Brigate Rosse, e dettagliatamente descritta da Gian Antonio Stella e Bruno Tucci nelle pagine del Corriere della Sera, avvenne sulle scale della facoltà di Scienze politiche, dove Vittorio Bachelet, docente di Diritto amministrativo, fu colpito mortalmente. La tragedia sconvolse il Paese e sollevò interrogativi sulla violenza politica dell’epoca. I terroristi, identificati come membri delle Brigate Rosse, rivendicarono l’omicidio, accusando Vittorio Bachelet di favorire la trasformazione del Consiglio superiore della Magistratura in un organo politico.

Chi era Bachelet

La storia di Vittorio Bachelet è intrecciata con la sua militanza nell’Azione Cattolica e la sua carriera accademica. Nato a Roma nel 1926, si iscrisse giovanissimo all’Azione Cattolica a Bologna e intraprese gli studi di giurisprudenza. La sua amicizia con Aldo Moro risale a quegli anni, segnando un legame che si consolidò nel tempo.

Vittorio Bachelet, nominato vicepresidente nazionale dell’Azione Cattolica da Papa Giovanni XXIII e successivamente presidente da Paolo VI, ebbe il compito di rinnovare l’organizzazione secondo i principi del Concilio Vaticano II. La sua attività politica lo vide iscritto alla Democrazia Cristiana, e nel 1976 fu eletto consigliere comunale a Roma. Nello stesso anno, divenne vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, un incarico che mantenne fino alla sua tragica morte.

L’assassinio di Vittorio Bachelet, avvenuto nel contesto dell’escalation della violenza politica dell’epoca, suscitò forte indignazione. Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini definì l’atto come il “più grave delitto consumato in Italia”, sottolineando l’attacco alle istituzioni democratiche.

Il perdono del figlio

Il figlio di Vittorio Bachelet, Giovanni, pronunciò parole di perdono al funerale del padre, sottolineando la volontà di non cedere all’odio e alla vendetta. La memoria di Vittorio Bachelet vive attraverso il ricordo di un uomo che ha dedicato la sua vita alla difesa dei valori democratici e dello Stato di diritto.

Le indagini sull’omicidio portarono all’arresto di Bruno Seghetti e Anna Laura Braghetti nel maggio del 1980. Entrambi erano già coinvolti nel sequestro di Aldo Moro due anni prima, furono condannati all’ergastolo.

La storia di Vittorio Bachelet rappresenta un capitolo oscuro della storia italiana, ma il suo spirito di impegno civile continua a ispirare coloro che lottano per la democrazia e la giustizia.

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Giovanni Currado

Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl. Giornalista e fotografo, autore di diversi reportage in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi

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