Alice ed Ellen Kessler, le celebri gemelle icona del varietà europeo, sono morte insieme nella loro casa di Grünwald, vicino Monaco di Baviera. Avevano 89 anni. Le prime ricostruzioni parlano di un possibile suicidio assistito, ma le autorità tedesche hanno aperto un fascicolo per chiarire ogni aspetto della vicenda. Per ora non emergono elementi che indichino l’intervento di terzi, ma la dinamica resta da verificare con precisione.
Secondo le fonti più accreditate, le due artiste avrebbero scelto una morte volontaria concordata. Tuttavia mancano conferme definitive: non sono noti i dettagli medico-legali, non si conoscono eventuali condizioni di salute che possano aver influito sulla decisione, né quali figure professionali siano state coinvolte nel processo. L’inchiesta in corso lascia aperto lo spazio a scenari più complessi, anche se l’ipotesi del suicidio assistito continua a essere considerata la più plausibile.
Nate nel 1936 a Nerchau, in Sassonia, le gemelle si erano lasciate alle spalle la Germania Est da giovanissime, costruendo una carriera internazionale che le portò dal Lido di Parigi alla televisione italiana negli anni Sessanta. Per decenni rappresentarono un modello di eleganza e perfezione scenica, diventando un simbolo dello spettacolo classico del Dopoguerra.
Nel loro ritiro a Grünwald vivevano in appartamenti comunicanti e avevano più volte dichiarato il desiderio di rimanere insieme in ogni fase della vita. Anche la morte simultanea, dunque, si inserisce in un legame personale e professionale che non si è mai interrotto.
La scomparsa delle gemelle Kessler chiude un capitolo della storia dell’intrattenimento europeo e allo stesso tempo riapre il dibattito sul fine vita, tema ancora controverso in Germania e in molti altri Paesi. La vicenda, per quanto coerente con il loro rapporto indissolubile, resta circondata da interrogativi che solo gli accertamenti ufficiali potranno sciogliere.









